Stefano Calisti incide
la sua “Tarantella Marchigiana”
MACERATA - L'artista: «L’amore per le Marche mi ha portato a scrivere anche un brano musicale. Come professione avrei voluto fare il cantante, è stato un mio desiderio per tutta la vita». Arrangiamenti firmati da Andrea Mei. La visita in studio della sottosegretaria Luconi

Stefano Calisti e Silvia Luconi
di Luca Patrassi
Pensi di trovare Stefano Calisti alle prese con le sue tele colorate e lo trovi invece all’ascolto della “Tarantella Marchigiana” che ha appena inciso. L’incontro con l’artista maceratese Stefano Calisti non è mai predefinibile, ci si aspetta qualcosa e si scopre altro. Così deve essere stato nei giorni scorsi anche per la sottosegretaria della giunta regionale delle Marche Silvia Luconi che ha colto l’occasione di alcune inaugurazioni nel capoluogo di provincia, Macerata nella fattispecie, per un blitz nello studio di via Roma di Calisti. Ed appunto già la partenza nella sala permette di entrare nel mondo colorato di Stefano Calisti: da quelle tele che fanno tendenza da alcuni decenni. Tele che raccontano un percorso professionale caratterizzato da un profondo legame con le radici territoriali e con i suoi elementi costitutivi, i centri storici con i campanili passando per le campagne ed il mare. Passano gli anni ma gli occhi di Calisti vedono sempre a colori e se superi la prima sala ed entri nella “sala nascite”, allora trovi le basi del racconto dell’artista maceratese, colori, tavolozza, pennellate e il camice che una volta era probabilmente bianco ed ora è in linea con quello che dipinge.

«Devo dire che ho sempre ammirato – dice Silvia Luconi a Calisti – le sue tele anche quando, studentessa dell’Ateneo di Macerata, le guardavo esposte in un negozio del centro ed anche oggi conservo quel giudizio». Ma, appunto, quando ci si confronta con Calisti le sorprese sono dietro la tela e l’artista maceratese prende tutti in contropiede presentando il suo ultimo lavoro in versione cantante e musicista: l’incisione di una “Tarantella marchigiana” con gli arrangiamenti curati da Andrea Mei. Marche, e i suoi riferimenti da Urbino ad Ascoli passando evidentemente per la nostra provincia, raccontate in musica. Immagini una tela e ti trovi ad ascoltare una tarantella. «L’amore per le Marche – dice Stefano Calisti- mi ha portato a scrivere anche un brano musicale. Come professione avrei voluto fare il cantante, è stato un mio desiderio per tutta la vita: da giovane cantavo in un’orchestra chiamata “Gli Herkules”. Avrei voluto scrivere una canzone per Sanremo ed invece, con un guizzo di creatività, con piacere e soddisfazione mi sono trovato a scrivere una canzone per la mia amata terra, ho scritto “La tarantella marchigiana”. Quanto ad Andrea Mei, che ha fatto gli arrangiamenti, va aggiunto che non è un semplice musicista ma un grande maestro che ha scritto anche 23 canzoni per i Nomadi». Infine Calisti sta progettando uno spettacolo da portare la prossima estate nelle piazze marchigiane, tarantella tutta da ballare ed anche canzoni in dialetto maceratese.
Genio artistico di prim’ordine! Grande Stefano!!