Giornalino Pd, il segretario si scusa
ma Pasqualetti resta:
respinte le dimissioni dal direttivo

MACERATA - I democrat hanno deciso a maggioranza di non accettare la decisione del vice segretario di andarsene dopo l'attacco a Bommarito pubblicato in "Pensare Democratico". Il segretario Di Pietro spiega l'iter ma non le motivazioni: «L'articolo avrebbe voluto dare voce ad un pensiero interno al nostro partito che esprime una posizione che non è maggioritaria»
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Il segretario dem Stefano Di Pietro insieme a Renato Pasqualetti

Respinte a maggioranza le dimissioni di Renato Pasqualetti dal direttivo del Pd. I democrat non hanno accettato la decisione del vice segretario cittadino maturate dopo la pubblicazione (senza firma) sul giornalino del Pd di un suo articolo in cui attaccava, anche su questioni personali, l’avvocato Giuseppe Bommarito, definito tra l’altro più volte “massimo profeta di sventure”. Non abbastanza secondo gli altri componenti del direttivo per andarsene. La maggioranza dei presenti, dieci in totale, ha scelto di respingere le dimissioni. Naturalmente non c’era Pasqualetti. La segreteria cittadina ha inviato una nota in cui non chiarisce le motivazioni della decisione se non una tendenziale apertura del partito al dibattito per cui ognuno può esprimere la sua idea. 

«L’articolo che criticava duramente le prese di posizione dell’avvocato Bommarito sulla situazione della città di Macerata, nelle intenzioni del Pd – scrive il segretario Stefano Di Pietro in una nota a Cronache Maceratesi-  avrebbe voluto dare voce ad un pensiero interno al nostro partito che esprime una posizione che non è maggioritaria: ciò perché all’interno del Pd si sviluppano dibattiti e confronti che poi possono essere di spunto nella discussione politica interna. Tuttavia, per i contenuti e i toni dell’articolo in questione, sento di dovermi scusare con l’interessato. Non è mai stato nello stile del Partito Democratico  fare attacchi personali e ritengo che non debba esserlo in futuro».

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Stefano Di Pietro, segretario cittadino del Pd

Di Pietro ricorda anche le questioni che l’hanno visto schierato con l’avvocato Bommarito: «Avendo io personalmente condiviso con l’avvocato battaglie sulla attivazione di politiche di intervento nelle scuole contro la droga, anche con la richiesta formulata dal Partito Democratico di aumentare gli stanziamenti a favore del tavolo provinciale che si occupa appunto del contrasto alle dipendenze, ritengo giusto dare atto di tale importante impegno dell’avvocato Bommarito. E così come è giusto esprimere opinioni anche critiche sull’articolo ancor più è importante che le varie linee di pensiero si confrontino all’interno di un associazione democratica in modo trasparente e sulla base delle regole statutarie». Da qui la convocazione del direttivo: «Ho deciso di convocare una direzione cittadina dove si è deciso a maggioranza di respingere le dimissioni di Pasqualetti. Per il resto ricordo a me stesso per primo che il rispetto delle regole è essenziale in una comunità politica e che la linea del Partito Democratico viene decisa dagli organi del Partito Democratico – Segretario, Direzione ed Assemblea – non da interventi di questo o quell’esponente, sicuramente apprezzabili nel solco della libertà di pensiero e di espressione ma inidonei a formalizzare la linea politica del Pd di Macerata. Ciò a valere in particolare per le espressioni a mezzo stampa che sono apparse su questo giornale nei giorni scorsi anche di non iscritti al Partito Democratico». E qui il riferimento è evidentemente a Flavio Corradini, ex rettore Unicam e aspirante presidente della Regione che sulla questione del giornalino aveva espresso il suo dissenso. Con lui sono intervenuti anche tanti altri esponenti politici come il deputato Mario Morgoni, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e l’assessore comunale Narciso Ricotta.

Intanto il Pd è corso ai ripari. Bloccate la stampa e la diffusione del giornalino che nelle prime intenzioni doveva essere capillare in città.

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