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Sisma, Landini a Macerata:
«Bisogna far partire i lavori»

IL SEGRETARIO nazionale della Cgil all'assemblea generale della provincia, decine di rappresentanti ad accoglierlo. Whirpool e ricostruzione i temi principali trattati dal numero uno del sindacato
venerdì 12 Luglio 2019 - Ore 16:03 - caricamento letture
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L’arrivo di Maurizio Landini a Piediripa

 

di Federica Nardi

Dai cantieri del sisma fino al caso Whirpool, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini tende l’orecchio al territorio e lo fa da Macerata, dove stamattina ha assistito ai lavori dell’assemblea generale, nella sala della Provincia a Piediripa. Decine di rappresentanti ad accoglierlo.

Maurizio Landini

Primo tema sul piatto, quello delle zone terremotate, dove Landini ha già lanciato nei mesi scorsi l’impegno alla mobilitazione (leggi l’articolo). «Credo che il punto – dice il segretario – sia quello di fare ripartire i lavori in modo molto concreto. La nostra mobilitazione ha ottenuto un importante accordo con il commissario che conferma la non applicazione delle norme peggiori dello Sblocca cantieri ma conferma gli accordi realizzati. Importante perché lo Sblocca cantieri lo consideriamo sbagliato, rischia di allargare ancora di più il subappalto e di mettere a rischio la salute di chi lavora. Però bisogna far partire i lavori, ci sono dei ritardi. Non bisogna smettere di sollecitare». Sul caso Whirpool, dove ricorda Landini «vogliono chiudere o vendere Napoli, il punto è evitare che ciò avvenga per confermare invece un piano di investimenti e quindi il ruolo di Whirpool nel nostro Paese. La battaglia è di evitare la chiusura e i licenziamenti». Una battuta anche sul lavoro e i giovani: «Il lavoro è precario ed è povero e i giovani se ne vanno dall’Italia. Bisogna pagare meglio, fare investimenti e garantire il diritto alla formazione».

Daniel Taddei

A inaugurare i lavori del congresso Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil. Nelle sue parole un percorso che dura da quasi quattro anni, con i terremoti di mezzo, e che nasce e cresce con l’obiettivo di ricucire la distanza tra il modello sindacale e le nuove forme del lavoro. «Ci sono attività che portiamo avanti da anni ma che sono ancora “aggiuntive” – ha detto – C’è bisogno di un cambiamento nel modello organizzativo che abbiamo. Dobbiamo trovare una maniera per portare avanti tutti gli impegni che abbiamo, sapendo che è fondamentale avere una struttura che faccia da collante. Per questo abbiamo puntato tantissimo sul Nidil, per far sì che ci sia questa condivisione delle situazioni. Ma non basta comunque, perché c’è bisogno di un impegno costante e una consapevolezza di tutto il sistema servizi. Per ogni particolarità che affrontiamo ci si apre un mondo che ha bisogno di risposte e assistenza. Per questo, ad esempio, abbiamo aperto un ufficio assistenza per le partite Iva. Perché prima avevamo muratori, idraulici che poi in qualche anno sono stati costretti ad aprire partite Iva. Hanno cambiato lavoro? Certamente no. E’ l’azienda che in media ha scaricato su di loro tutti i costi e loro si sono trovati da soli». Tema portante per la Cgil di Macerata è quello del terremoto, che ha visto il sindacato ormai da quasi tre anni in prima linea per garantire la sicurezza dei lavoratori e la legalità nei cantieri. «Stiamo portando avanti una battaglia contro il caporalato e l’illegalità del lavoro, iniziata quando sono state costruite le casette dei terremotati – ha aggiunto Taddei – Una battaglia non solo per i lavoratori sfruttati, ma anche per i cittadini che dovevano vivere lì e per la collettività. Però questa visibilità e questo riconoscimento sta portando a un allargamento delle richieste. Le denunce aumentano in misura esponenziale e hanno superato i confini delle categorie stesse e dell’ambito della ricostruzione. Dentro la ricostruzione c’è tutto: dalla contrattazione, alla sanità, all’economia che deve ripartire. Ci sono situazioni che esistevano anche al di là dei cantieri della ricostruzione, e con questa battaglia abbiamo dato anche ad altri la forza di denunciare». Landini nel pomeriggio sarà a Recanati nell’ambito delle commemorazioni dell’ex ministro Giacomo Brodolini, morto 50 anni fa.

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Da sinistra: Daniel Taddei, Stefano Tordini, Maurizio Landini e Daniela Barbaresi

 



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