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“Free Carola”, oltre 300 in piazza
«Salvare le vite non è un reato» (FOTO)

MANIFESTAZIONE oggi pomeriggio ad Ancona per sostenere la capitana della Sea Watch ai domiciliari a Lampedusa. Sindacati, partiti, associazioni e centri sociali in prima linea. Il presidente del Consiglio regionale Mastrovicenzo: «La difesa della vita umana è un principio inviolabile della Costituzione»
lunedì 1 Luglio 2019 - Ore 20:29 - caricamento letture
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di Federica Nardi (foto di Giusy Marinelli)

“Quando la legge viola i diritti è un diritto violare la legge”, “Free Carola”. Sono queste alcune delle scritte che abbracciano su lunghi striscioni bianchi i manifestanti scesi oggi in piazza del Plebiscito di Ancona. Circa 300 le persone armate di bandiere (campeggiano le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil e quella dell’Anpi) che hanno sfidato l’afa del pomeriggio per protestare contro l’arresto di Carola Rakete, capitana della Sea watch. È il suo viso che campeggia in diversi cartelloni portati tra le mani dalle manifestanti, mentre al microfono si susseguono gli interventi.

Antonio Mastrovicenzo

Il messaggio di Ancona, città portuale, è che «Salvare vite non è un reato». L’assembramento è iniziato verso le 18, presenti diverse sigle di associazioni, partiti e centri sociali: Agesci Marche, Amad Associazione Multietnica Antirazzista Donne, Amnesty International Marche, Anolf Ancona, Anpi Marche, Articolo 1 , Associazione di donne SEMAJ – Seminari Magistrali di Genere “Joice Lussu”, Associazione Terzavia, Arci Ancona, Arci Marche, Associazione Diritti al Futuro – Senigallia, Associazione Festa per la Libertà dei Popoli, Comitato Marche Pride, Gulliver, Falkatraz-laboratorio dell’autogestione, Giovani Democratici Marche, La Tenda di Abramo Falconara, Istituto Gramsci Marche, Osservatorio Diritti in genere Ancona, Partito Democratico Marche, Pci Sezione Ancona, Prc, Possibile, Rete degli studenti medi, SNOQ Ancona -Comitato 13 febbraio, Università per la pace Ancona.  «Sono qui per testimoniare la mia vicinanza alle organizzazioni sindacali e di volontariato che hanno organizzato la manifestazione – ha esordito Antonio Mastrovicenzo, presidente del Consiglio regionale – Bisogna ribadire che prima di tutto c’è la vita umana e i diritti delle persone. Ribadisco quanto stabilito da Costituzione  e cioè che la difesa della vita umana è un principio inviolabile. Ci sono tantissime persone che nonostante il caldo sono qui in piazza ed è un bel segnale. Il comportamento del governo in questi mesi è stato inaccettabile, perché contesta ma non fa nulla per migliorare la situazione. A Bruxelles Salvini è stato assente 6 volte su 7 e questo è indicativo. Certo, sul tema dell’immigrazione l’Europa deve fare molto di più».

Lorenzo Marconi

Più o meno lo stesso concetto ribadito anche da Lorenzo Marconi, coordinatore regionale dell’Anpi. «E’ preoccupante – ha detto – che il governo si metta nelle condizioni di ledere diritti costituzionali e diritto internazionale. L’azione di disobbedienza civile pone un interrogativo grosso, perché quel gesto che avrà conseguenze legali ci mette davanti a una contraddizione enorme: cioè la presenza di una legge in contraddizione con la Costituzione. Carola è una persona che ha deciso di disobbedire, capisco il gesto ma è necessario che le persone non siano costrette ad arrivare a questo punto». Ha puntato sull’integrazione come valore, la presidentessa di Legambiente Francesca Pulcini. «Da sempre portiamo messaggi di porti aperti e integrazione – ha aggiunto – Domani ospiteremo sulla nostra imbarcazione ragazzi del Gus con cui stiamo facendo attività a Jesi, per creare una comunità integrata. Quello che sta accadendo fa rabbrividire. Lavoriamo insieme per affrontare i problemi reali di questo paese».



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