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Il Papa incontra i fedeli a sorpresa
dopo il pranzo al centro San Paolo
Poi il Pontefice è rientrato a Roma

CAMERINO - La visita del Santo Padre si è conclusa alle 14,28. Tra gli omaggi una statua di Nazareno Rocchetti. Uno degli scout al palazzetto, Michele Cavallaro: «Spero che la visita ricordi al mondo che qui siamo ancora sfollati e c'è tutto da ricostruire». LE FOTO
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Il Papa al palazzetto

 

di Monia Orazi

Incontro a sorpresa di Papa Francesco con i fedeli. Alle 13,52 dopo il pranzo, tenuto al centro di comunità di San Paolo ha salutato diverse centinaia di persone che si erano accalcate dietro le transenne, nella speranza di vederlo e poterlo salutare.

Lui anziché salire sulla Punto blu scuro che lo ha accompagnato per tutta la visita a Camerino, si è incamminato a piedi, avvolto nella sua veste bianca e a partire dalla rotonda con via D’Accorso, ha stretto la mano ai fedeli, ha accarezzato i bambini presenti, parlando con tante persone. Ad una mamma che ha chiesto la benedizione per la figlia che tra pochi giorni ha la maturità, ha detto: «Io lo benedico, ma lui poi deve studiare». Incurante degli oltre trenta gradi, Bergoglio ha proseguito imperterrito il giro di saluti, scortato dagli uomini della sicurezza, prima di partire per il palazzetto dello sport in località Le Calvie, dove c’erano ad attenderlo i bambini in veste bianca, provenienti da tutta la diocesi di Camerino-San Severino, che hanno ricevuto da poco la prima comunione, il Papa ha fatto tutto il giro delle transenne, accarezzandoli uno per uno, dando a qualcuno un buffetto sulla guancia, o una pacca sulla spalla, un momento di grande tenerezza ed intensità.

Il Papa al palazzetto

I piccoli hanno accolto il Pontefice con un canto provato al mattino con i ragazzi dell’Acr, poi un bambino è salito sul palco, per ringraziare con una lettera l’illustre ospite per la sua presenza. Il Papa si è messo accanto a lui e poi ha parlato brevemente. «Ogni volta che cadete, imparate a rialzarvi, è questo l’insegnamento che ci viene da Gesù», sono state alcune tra le parole pronunciate dal Santo Padre. Ancora un momento con i canti, poi alle 14,28 un rumore forte scuote il cielo, è l’elicottero bianco che riporta Papa Francesco in Vaticano, che decolla dal campo sportivo comunale e si chiude così, nello spazio di sei ore, questa giornata che Camerino non dimenticherà facilmente, e che grazie alle telecamere ha mostrato a tutto il mondo lo stallo ed il fermo immagine di una ricostruzione inesistente. Una giornata trascorsa in modo emozionante ma tranquillo, si è registrato solo un lieve malore di un uomo in piazza Cavour a causa del caldo, subito soccorso, nulla di grave. In pochi minuti inizia la smobilitazione, in una città blindata sino all’inverosimile, che si attendeva una pacifica invasione di fedeli, alcune decine di migliaia secondo le previsioni della vigilia, che hanno spinto i commercianti a fare scorta di derrate, rimaste invendute, che hanno suscitato qualche mugugno, insieme al fatto che per ragioni di sicurezza, tavoli e sedie esterni del Sottocorte village sono dovuti essere rimossi, con la perdita di posti preziosi in un giorno come questo.

I ragazzi che hanno servito il Papa

Al centro di comunità di San Paolo, si sono ritrovati pieni di emozione, gli adulti della Pastorale Familiare Diocesana che nella cucina attigua hanno preparato il pranzo per il Pontefice e settanta sacerdoti e servito un pranzo a buffet per gli uomini di servizio all’interno della struttura. I camerieri invece sono stati tredici ragazzi e ragazze della Pastorale Giovanile Diocesana, pieni di gioia e di emozione, si sono commossi subito dopo il pranzo, a rievocare i sorrisi ed i grazie del Pontefice, ad ogni portata servita. Semplice e con prodotti locali, il menù servito a Sua Santità ed ai sacerdoti: tagliatelle al ragù di carne, arrosto di vitello, con erbe ripassate, macedonia e gelato. Papa Bergoglio ha gradito molto e a sorpresa si è alzato dal tavolo ed è andato in cucina a salutare chi ha cucinato, ringraziando tutti coloro che hanno lavorato per il pranzo. Durante l’incontro con i sacerdoti gli sono stati consegnati alcuni omaggi dal vescovo Francesco Massara, una statua di Nazareno Rocchetti ed il volume che racconta la storia di San Severino, scritto da Luca Maria Cristini. Una giornata indimenticabile per Camerino, come raccontano alcune persone che hanno avuto la fortuna di stare vicino Papa Francesco.

Foto Falcioni

«E’ stata una grande emozione, si va spesso a Roma a vedere il Papa, ma vederlo qui, davanti alle nostre case, per chiederti come stai e come si va avanti dopo il terremoto, è un onore avuto solo a Camerino e non in un’altra città delle Marche – dice il giovane scout Andrea Belardinelli – un simbolo per i giovani e l’università, siamo quelli che dopo il sisma stanno riuscendo a ripartire proprio per la nostra presenza di ragazzi». E’ tornato apposta da Pesaro, il camerte Giulio Francalancia, che è un giornalista di Radio Incontro: «Avere il Papa qui è motivo di orgoglio e una grande disperazione, perchè domani o dopodomani qui calerà l’oblio, voluto perchè in questo territorio, ci sono risorse che fanno gola a certe città. Cosa ne pensate come giornalisti, he oggi e domani ci sarà una grande risonanza mediatica a livello nazionale, dopo calerà il sipario del tutto. Non è possibile che questa sia una vergogna della professione giornalistica? Per favore rispondete».

Michele Cavallaro

Lancia un messaggio chiaro il 20enne camerte Michele Cavallaro, al primo anno di studi all’Accademia di Belle arti di Macerata: «Spero che la visita del Papa, ricordi al mondo che qui siamo ancora sfollati e c’è tutto da ricostruire». Il decollo dell’elicottero papale, ha chiuso ufficialmente la giornata, ma Papa Bergoglio, come nel suo stile anticonformista, ha voluto fare un giro di saluto sopra la città di San Severino. Ad annunciare la sorpresa del Papa, è pochi minuti dopo il decollo, ai microfoni della radio diocesana che ha seguito passo passo questa giornata storica, l’arcivescovo Francesco Massara. Il Pontefice ha donato un centro di comunità, che sarà costruito ad Ussita. Non si è svolto l’incontro al monastero delle sorelle clarisse di Santa Chiara, ma una loro rappresentanza è stata presente alla messa in piazza Cavour, ed hanno realizzato un cartellone che testimonia la loro grande partecipazione, dal titolo inequivocabile “La nostra fede è incrollabile”.

 

In questa e a seguire le foto di Fabio Falcioni



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