di Giacomo Gardini
L’area container di Tolentino è sprovvista di qualsiasi servizio di vigilanza e assistenza diurna ormai da una settimana. I volontari della Protezione civile hanno infatti lasciato la zona il 31 dicembre scorso. La comunicazione dell’addio imminente circolava per le sale comunali già da settimane, ma l’ufficialità è stata data a ridosso delle festività natalizie. Nelle scorse settimane, il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ha posto due possibili soluzioni al dilemma: un ulteriore tentativo di dialogo con la Protezione civile o l’ingaggio di un’impresa, operante nel sociale, a titolo temporaneo.
Il servizio di vigilanza e assistenza nell’area container è stato ripristinato? A quanto pare ancora no. I responsabili dell’amministrazione comunale hanno esortato alla calma: «È ormai questione di giorni – spiega Pezzanesi –, la Giunta si riunirà a breve. Impossibile sottovalutare la complessità della questione, perciò le riserveremo tutte le attenzioni del caso. Arriveremo molto presto alla soluzione più congeniale. Lavoriamo, senza sosta, per fornire ai residenti autorizzati le migliori condizioni di vita possibili». Nel frattempo, all’interno dell’area container, la vita prosegue e c’è chi invita a procedere rapidamente a una delibera, data la criticità della questione. I componenti del Comitato 30 ottobre, da sempre partecipi delle dinamiche relative al centro, denunciano una situazione instabile: «Si è tornati a una sorta di autogestione, come successo nell’agosto scorso. Sono i residenti stessi a occuparsi della comunicazione con il servizio mensa, lo stesso vale per la zona lavanderia. Ma non è tutto: al momento chiunque potrebbe accedere all’area, vista l’assenza di sorveglianza nel diurno. Libertà di accesso e di sosta, senza alcun controllo, che potrebbe condurre, nella peggiore delle ipotesi, a pessimi scenari».
Al momento, l’unico servizio di sorveglianza è garantito, nel notturno, dai carabinieri. I militari, tuttavia, non possono verificare eventuali effrazioni da parte di intrusi, non avendo accesso diretto all’area. Allo stato attuale dei fatti, i volontari della Protezione civile non sembrano avere alcuna intenzione di tornare in servizio. L’unica soluzione plausibile sembrerebbe l’ingaggio di un’impresa socio-assistenziale, come previsto dalla Giunta comunale nelle scorse settimane. Eppure bisognerà attendere ancora qualche giorno prima che si giunga a una risoluzione temporanea del problema.
Solo dispiacere a vedere le persone come vivono...nel 2019
... sono terremotati, mica morti. Il miglior modo.per tirarsi su, rimboccarsi le maniche e darsi da fare.
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