Cattivi odori a Piediripa,
scatta la diffida per la Orim

MACERATA - La Provincia ha imposto all'azienda che si occupa di smaltimento rifiuti di intervenire dopo il sopralluogo effettuato il 22 dicembre: «Il reiterarsi di violazioni comporterà la revoca dell’autorizzazione»
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Il sopralluogo dei vigili del fuoco

 

Cattivi odori, la Provincia ha diffidato la Orim. «Il reiterarsi di violazioni alle disposizioni comporterà l’applicazione di ulteriori provvedimenti e, nello specifico, la revoca dell’autorizzazione e la chiusura dell’installazione, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida che determinino situazioni di pericolo o di danno per l’ambiente». Questo un passaggio del documento approvato dall’ente il 28 dicembre e inviato alla ditta che si occupa di smaltimento rifiuti a Piediripa, distrutta da un devastante incendio il 6 luglio dell’anno scorso. Il provvedimento è scattato dopo un sopralluogo di Arpam, vigili del fuoco e polizia provinciale all’interno dell’azienda il 22 dicembre. Erano stati i residenti a segnalare «odori maleodoranti provenienti dalla zona».

puzza_orim-2-650x433Dal verbale emerge che i «vigili del fuoco hanno accertato che i cattivi odori erano provenienti dall’interno della sede operativa della ditta», molto probabilmente a causa della inadeguata copertura di cumuli di rifiuti, in particolare nella campata A. Qui infatti «è stato accertato – si legge ancora nel verbale – che il confinamento non viene garantito a causa della presenza di teli in Pvc, posizionati lungo le pareti non in modo fisso, ma fluttuanti per l’azione del vento e sollevati circa 30 centimetri da terra. Vi sono inoltre delle aperture in corrispondenza della copertura della stessa campata». Dal sopralluogo è emerso inoltre che «l’impianto di aspirazione a servizio della campata A, pur risultando attivo al momento del sopralluogo, non garantiva un’efficace captazione delle emissioni provenienti dalla vasca». Sulla base del verbale, è arrivata la diffida della Provincia che ha imposto alla ditta di: coprire con teli idonei a garantire il confinamento dei rifiuti; confinare la campata A in modo da garantire l’assenza di emissioni; garantire il corretto funzionamento dei sistemi di captazione e di abbattimento degli impianti di aspirazione nella campata A; conferire quanto prima a un impianto di smaltimento finale i rifiuti all’interno della campata A che danno origine a emissione in atmosfera. Infine, «non potranno essere consentite ulteriori lavorazioni all’interno della campata A, fino a quando la stessa non sarà adeguatamente confinata». Qualora la proprietà non dovesse intervenire è a rischio l’autorizzazione stessa.



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