Incendio Orim, sindaci nel mirino:
«Ordinanze tardive»

LA LEGA di Corridonia chiede al primo cittadino Paolo Cartechini se ha fatto tutto il possibile per la salute dei cittadini e quali saranno le conseguenze dei dati raccolti dall'Arpam. Mattia Orioli, residente a Piediripa da anni con la famiglia, accusa l'amministrazione Carancini: «Ci hanno rassicurato ed abbonito. Ora vogliamo la verità»
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L’incendio alla Orim

«Il sindaco del Pd sta facendo tutto il possibile per tutelare la nostra salute?»: è la domanda che la sezione di Corridonia della Lega pone dopo l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua nei pozzi a San Claudio. «Diversamente dal solito, ci ricorda di essere lui il responsabile della salute pubblica con un’ordinanza, emessa con un giorno di ritardo rispetto il Comune di Macerata, che vieta l’utilizzazione dell’acqua estratta da pozzi privati nella zona di San Claudio perché contaminata gravemente da sostante “verosimilmente rilasciate” a seguito dell’incendio di luglio. Questo provvedimento d’ufficio, utile solo a tutelare gli amministratori da eventuali responsabilità, non ci sembra assolutamente sufficiente per tutelare la salute dei cittadini; anzi quest’ordinanza ci lascia,soli con le nostre domande, sensazione piuttosto frequente con questa amministrazione». La Lega chiede specifiche sull’utilizzo delle acque nelle case: «Dalla relazione dell’Arpam emerge la possibilità di un inquinamento delle acque utilizzate nelle case dei cittadini di Corridonia? Nell’ordinanza si parla di campionamenti nelle centrali di sollevamento dei Comuni di Corridonia, noi crediamo sia un diritto dei cittadini sapere di più sulla programmazione di questi controlli. Vogliamo conoscere, infatti, i tempi previsti per lo svolgimento delle ulteriori analisi. Vogliamo sapere, infine, se il Sindaco ha pensato a dei controlli sulla salubrità del cibo servito nelle mense scolastiche del paese. Le verdure che il Comune fa mangiare a nostri bambini sono forse cancerogene?» La Lega accusa Cartechini di non aver capito la gravità della situazione e chiede i tempi della questione.
Mattia-OrioliSulla questione Orim interviene anche Mattia Orioli che da anni risiede con la sua famiglia a Piediripa: «Dopo l’incendio “Orim” di questa estate, la comunità è stata “rassicurata ed abbonita” con dati confortanti e dichiarazioni ottimistiche su quanto fosse accaduto. Oggi, invece si scopre all’improvviso l’emergere di nuovi scioccanti dati sull’inquinamento dell’acqua, che dimostrano invece quanto di grave fosse successo. Ebbene dopo “lo zuccherino rassicuratore” di chi ci amministra, oggi, vogliamo e pretendiamo la verità. Urge per questo chiedersi quanto e in che misura sia stato importante e grave l’impatto sulla nostra salute; quanto si estende l’area contaminata, in che modo ed in quali forme; e proprio dalle ultime notizie, mi domando che danno ha subito la collettività, l’ambiente l’immagine e l’economia dell’intera area coinvolta. Posi a luglio appena dopo l’incendio ben sette domande al sindaco di Macerata, alle quali attendo ancora una risposta.Ritengo grave e del tutto superficiale l’atteggiamento sin qui sostenuto dall’ amministrazione comunale, e regionale rispetto ai gravi fatti occorsi questa estate alla ditta.

Infatti, prima di queste ultime analisi, l’atteggiamento sembrava essere schivo nei riguardi di prese di posizioni nette e ben distinte, e che invece ad oggi, in ragione di quanto emerso, fanno precipitare l’amministrazione comunale maceratese, nella figura del sindaco a correre ai ripari con una più che ovvia e tardiva ordinanza comunale, che dispone divieto di captazione e di utilizzo di acque sotterranee a scopo idropotabile e irriguo dei pozzi privati ubicati in area cautelativamente compresa tra i 300 metri a monte e 800 metri a valle della ditta.

Ritengo che questa “catastrofe” ambientale si doveva evitare perché gli incidenti e gli incendi non erano nuovi in questa ditta. Le amministrazioni locali si sono mostrate non adeguate. Per questo lancio un’ appello alle massime istituzioni politiche ed organi competenti nazionali affinché intervengano con immediatezza per eseguire tutte le operazioni utili e necessarie per mettere in sicurezza e bonificare il sito contaminato della “Orim”, che, se non si interviene prontamente,rischia di provocare danni irreparabili alla salute umana, all’ambiente ed all’economia locale già falcidiata dalla crisi».

 



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