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Rogo alla Orim,
ok procura al dissequestro parziale

MACERATA - Via i sigilli dalla parte che non era stata interessata dalle fiamme. Il legale della ditta: «Energie della società concentrate verso una sollecita eliminazione delle conseguenze dell'incendio soprattutto a tutela della salute pubblica. Ci si augura che questo primo passo possa portare velocemente verso il ripristino dell’attività di impresa. Offriremo agli inquirenti importanti elementi di prova rassicuranti sotto il profilo del presunto inquinamento»
mercoledì 10 ottobre 2018 - Ore 20:19 - caricamento letture
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Il sequestro dell’azienda

di Gianluca Ginella

Incendio alla Orim, la procura ha disposto il dissequestro delle zone non interessate dal rogo. Restano i sigilli sui documenti cartacei. L’incendio all’interno dell’azienda di smaltimento rifiuti di Piediripa di Macerata era scoppiato lo scorso 6 luglio nel reparto dei solventi. La procura aveva aperto un fascicolo per incendio colposo e inquinamento ambientale e disposto il sequestro dell’azienda per svolgere accertamenti e ricostruire ciò che era accaduto e le cause del rogo.

Alfredo Mancini, titolare della Orim

Oggi, a distanza di poco più di tre mesi, la procura ha dato l’ok al parziale dissequestro dell’azienda «esaminate le istanze di dissequestro avanzate dalla difesa del signor Alfredo Mancini ed i nullaosta acquisiti dai ct del pm, Luca Russo e Mauro Sanna, per quanto di loro rispettiva competenza» si legge nel documento. Inoltre viene sottolineato che le esigenze probatorie «possono ritenersi essere venute meno riguardo la parte della struttura della ditta Orim non lambita dall’incendio». E proprio quelle zone sono state dissequestrate «il secondo edificio comprensivo di un primo compartimento adibito ad uffici tecnici ed amministrativi, il secondo dalle campate H e L ed il terzo compartimento dalla campata M». Questo, precisa la procura, «fermo restando il rispetto delle decisioni amministrative sulla inagibilità delle strutture della ditta Orim dissequestrate». Per poter riprendere il lavoro servirà ancora tempo all’azienda, ma il dissequestro è il primo passo. Per quanto riguarda i documenti, rimangono sotto sequestro ma potranno essere consultati dal titolare per ragione amministrative.

L’avvocato Paolo Giustozzi alla Orim il giorno dell’incendio

Mancini è assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi: «Esprimo ovviamente soddisfazione per l’accoglimento delle richieste da parte della Procura, che correttamente ha restituito gran parte dell’impianto, essendo venute meno le ragioni probatorie che lo avevano inizialmente giustificato – dice l’avvocato Giustozzi –. Orim ed il gruppo di professionisti impegnati quotidianamente nella difesa a tutto campo dell’azienda, ha sempre offerto la massima collaborazione agli inquirenti, mettendo a disposizione tutte le informazioni ed i documenti in proprio possesso, auspicando una rapida e favorevole definizione della vicenda, anche sotto il profilo penale. Nel contempo tutte le energie della società sono concentrate verso una sollecita eliminazione delle conseguenze dell’incendio anche e soprattutto a tutela della salute pubblica. Ci si augura che questo primo, ma assai significativo passo – prosegue il legale –, possa portare velocemente verso il ripristino dell’attività di impresa, cui è appesa la vita della azienda e delle tante famiglie di lavoratori, che in essa collaborano, naturalmente nel pieno ed assoluto rispetto delle esigenze di sicurezza e tutela dell’ambiente. Mi riservo, nei prossimi giorni, di offrire agli inquirenti importanti elementi di prova rassicuranti anche sotto il profilo del presunto inquinamento del quale abbiamo avuto notizia attraverso gli organi di stampa».

L’incendio alla Orim



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