Germano Ercoli guarda al futuro:
nel 2019 obiettivo mondo del lusso
IMPRESA - L'industriale ha fatto il bilancio dell'anno che si sta concludendo durante la festa di Natale con i dipendenti. Chiude con un fatturato di 45 milioni Eurosuole, migliorando la performance del 2017, lieve calo per Goldenplast. Dopo aver cambiato la carta d'identità dell'azienda civitanovese il patron è pronto a nuove sfide con metodo Toyota e industria 4.0
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
Obiettivo 2019 il mondo del lusso su vasta scala, l’applicazione del metodo Toyota alla produzione e una palestra per i dipendenti. Con un fatturato in miglioramento rispetto al 2017 per Eurosuole e una flessione per Goldenplast Germano Ercoli quest’anno alla festa di Natale per i dipendenti, che si è svolta a Civitanova al ristorante Orso, è più schietto e diretto del solito.

Germano Ercoli
Pessimista? «No, realista» dice nel suo discorso che come sempre offre numerosi spunti anche sul mondo della politica, dell’economia e si allarga su scala internazionale. Presenti all’intervento di fine anno, oltre ai dipendenti delle due realtà produttive anche il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica e l’assessore Maika Gabellieri e l’assessore del comune di Potenza Picena Tommaso Ruffini. Da Roma è arrivato anche il deputato Francesco Acquaroli e il direttore di Confindustria Marche Nord Salvatore Giordano. I numeri raccontano di due aziende floride in un panorama nazionale e internazionale di flessione preoccupante: Eurosuole, che ha sede a Civitanova, chiude con 45 milioni di fatturato con un incremento di fatturato rispetto all’anno precedente di mezzo milione di euro e un utile di 4 milioni di euro. «Della situazione produttiva 2018 ci si può accontentare se si pensa che ai primi mesi dell’anno voci convergenti davano una stagione invernale con un – 30% di ordini. Di rimbalzo però l’onda negativa ha colpito Goldenplast (che ha lo stabilimento a Potenza Picena, ndr). Le suole in termoplastico che equipaggiano le scarpe classiche e medio economiche hanno accusato di più il calo del mercato. Goldenplast dopo la crescita anomala dello scorso anno chiude attorno ai 43 milioni di euro con una diminuzione di oltre il 16%». Ma per il 2019 l’obiettivo per il quale si è lavorato già da 4 anni dovrebbe diventare realtà.

L’azienda infatti dopo aver aumentato spazi e migliorato gli impianti (costruiti nuovi spazi per 12mila metri quadrati di cui 150 saranno destinati ad una palestra, per un investimento complessivo di 18 milioni di euro nei 4 anni) è pronta per servire aziende ai massimi livelli del settore lusso. «Abbiamo creato un impianto che non esiste in nessun’altra fabbrica di suole al mondo, forse neanche in Pirelli. Grande automazione, sincronia nei passaggi, risparmio di manodopera e certezza nell’esecuzione delle mescole, specie quelle certificate». Novità anche per Goldenplast che ha acquisito il terreno confinante per 9000 metri quadrati che serviranno per ottimizzare il transito dei mezzi pesanti e consentire l’ampliamento del capannone. Ma importanti cambiamenti sono avvenuti anche a livello manageriale: alla guida della funzione amministrativa, tributaria e di bilancio è stato posto il ragioniere storico dell’azienda Nazario Remia, collaboratore esterno che collaborerà coi funzionari interni. Un’azienda che corre più veloce rispetto alla politica. Germano Ercoli infatti nel suo intervento ha anche offerto una riflessione sulla stato attuale e bocciato la politica assistenzialista: «un governo nuovo, sicuramente inesperto e un po’ confusionario – ha detto il patron – si sta preferendo un’opera assistenzialista ad una cura drastica per dare forza ai consumi e di conseguenza alla produzione» e poi critico anche verso Confindustria e la frammentazione delle Marche: «il mio pensiero è noto, è ora che esista una sola Confindustria, forte e in grado di rappresentare tutti da Ascoli a Pesaro» – e in chiusura il messaggio ai collaboratori – non voglio fare il pessimista, nè si può essere ottimista per forza, a me piace essere realista. Siamo pronti a combattere per sostenere le due aziende e continuare a produrre beni tangibili, che si possono toccare con mano, non qualcosa di virtuale e impalpabile».









Con un fatturato di 45 milioni un risultato finale di mezzo milione (poco più dell’1% del fatturato) non sembra tanto.
FANTOZZI LAVORA ALL’EURO SUOLE?
Articolo dalle mille sorprese e una sfumatura ( Ciarapica sempre più bolso e presente sia alla tavola dei potenti che quella dei poveri). Una sorpresa è questo sistema Toyota detto anche Toyatismo di cui dopo una breve ricerca non ci ho, o non c’ho o come suggerisce Pavoni non vi ho ( scusa Franco ma quella storia del “c’ha orribilis” devo ancora digerirla, il Fernet è finito e il bicarbonato non mi fa niente, forse ci vorrebbe il cianuro ma non per me),capito molto. Cerco di spiegarlo ma sempre tenendo conto che comunque stiamo parlando di una fabbrica di suole e non di automobili per quanto ci possiamo anche inventare “ Una suola ti salva dalla noia”, oppure “ Meglio una suola oggi, una tomaia domani e se ci metti un laccio c’hai pura una scarpa”, avrei voluto anche scrivere “ una suola ti salva la vita “ ma oltre che scopiazzato non sapevo come intesserci una storia dietro. Aspettare che arrivino gli ordini e lavorare su quelli, magari con meno personale ma più ingegno tecnico comune e ausilio dei macchinari e ciò darebbe meno sprechi ed …..è così noioso che lo lascio qui, Questo sistema detto anche TPS ossia Toyota Production System secondo me sarebbe ottimo se finito, penso il classico orario continuato di otto ore per il quale sarei perfettamente d’accordo se fosse di sei cosi se aumenta le tecnica non diminuirebbero gli operai, me ne andrei tranquillamente a casa , al bar o dove la mia voglia di avventura mi spinga. E invece mi viene un dubbio: “Non è che Fantozzi lavora qui all’Eurosuole”. Perché sapere della costruzione di una palestra dove non vedo l’ora di andarci a corroborarmi dopo l’orario di lavoro mi fa venire in mente e nell’ordine oltre a Fantozzi, il Ragionier Filini, la Signorina Silvani, il Geometra Calboni, ed altri sventurati costretti a frequentarla e a giocare a volley dal ferocissimo Dottor Ing. Gran Mascalzon di Gran Croc. Visconte Cobram passato dal ciclismo allo sport più amato in Eurosuolevisione. Per Rimanere a Fantozzi mi sembra di vedere nella sala gremita anche di dipendenti la discussione su “La corazzata Kotiomkin”.condotta dal professor Guidobaldo Maria Riccardelli. Nelle prime file si notano la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare con accanto il Mega Direttore Clamoroso Duca Conte Pier Carlo Ingegner Semenzara e poi il Megadirettore Galattico Duca Conte Balabam, Duca Conte Dott. Matteo Maria Barambani e il dottor Birkenmaier. Eccellente l’intervento politico sull’assistenzialismo: completamente sbagliato e qui non manca un duro intervento e una ricetta seppur drastica su come dare forza ai consumi e quindi alla produzione. In effetti manca, ma manca sempre, chiunque sia a dare la ricetta non è che ne vengono chiariti gli ingredienti, come trattarli e come cuocerli. Oramai è diventata una ricetta spirituale, sappiamo che potrebbe esserci ma che potrebbe non esserci , insomma ci credi o non ci credi come l’ inseguimento di qualcosa che partendo dalla bocca e dopo aver inghiottito la punta della coda, si gira intorno in attesa dell’ennesimo ricercatore economico pronto a dire che la ricetta “ è “ , non è mai nata, e c’è sempre stata e sempre ci sarà.. Pero quando sono gli economisti o altri fannulloni del genere a dare il loro alto contributo al niente, mi sta bene, ma comincio a preoccuparmi quando è un ricchissimo proprietario d’azienda a darlo e iniziando con quel “ drasticità “ che come incipit un po’ preoccupante lo è.
TPS== ottenere il massimo dei risultati con il minimo sforzo in termini assoluti.non vorrò sbagliarmi,ma gira che ti rigira chi deve fare di più saranno sempre gli stessi.riguardo allo specifico,stiamo parlando di un imprenditore che da lavoro a molte persone a differenza di chi invece per aumentare il fatturato se ne andato all’estero.