La lettera dei proprietari dell’ex Upim:
«I locali sono a norma,
il Comune dia l’ok al progetto»

MACERATA - La controdeduzione alle richieste dell'Ufficio tecnico lascia all'amministrazione la possibilità di rivalutare la pratica in quanto «i motivi ostativi non sono sussistenti». L'alternativa: indicare i profili da osservare perché il procedimento vada a buon fine
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L’interno dell’ex Upim

 

Comune e università di Macerata: tra i due litiganti nella vicenda ex Upim, con i termini agli sgoccioli e in ballo i 2 milioni dell’ateneo per la riqualificazione, sono i proprietari stessi a consegnare alle parti la chiave della soluzione. «Si invita a rivalutare la pratica accogliendo la richiesta di permesso di costruire. Ovvero, in subordine, indicare più nel dettaglio ai richiedenti i profili osservando i quali il procedimento amministrativo possa concludersi positivamente». Questa la chiusa della lettera inviata al Comune tre giorni fa in risposta al parere negativo dell’Ufficio tecnico sull’illuminazione del piano seminterrato, dove andrebbero delle aule. I proprietari precisano innanzitutto che non hanno accettato i termini proposti dal Comune, a differenza di quanto riferito ieri (leggi l’articolo): «La proprietà non ha accolto le osservazioni dell’ufficio tecnico comunale, né presentato al Comune nessun adeguamento e/o modifica di quanto già presentato. La proprietà si è, al contrario, limitata a presentare – secondo quanto previsto dalla legge – le proprie controdeduzioni a quanto asserito dal Comune».

Le controdeduzioni dei proprietari, partono dal presupposto che i «motivi ostativi» presentati dall’Ufficio tecnico siano «non sussistenti» in quanto «i locali al primo piano seminterrato rispettano a pieno i requisiti delle norme citate». E che inoltre nel documento «non si specificano i profili per i quali l’illuminazione naturale non sarebbe adeguata». Un fatto che «non consente replica né permette di individuare soluzioni tecniche alternative o integrative». Da qui la richiesta di firmare il permesso a costruire. Una chance di un certo rilievo per l’amministrazione, additata da più parti per aver compromesso i buoni rapporti con l’azienda numero uno in città: l’ateneo. Soprattutto dopo le dure parole del rettore, Francesco Adornato, che aveva sottolineato l’«ostilità politica» nei confronti dell’istituzione che rappresenta. Se il nodo faticasse ancora a sciogliersi, nel cassetto della maggioranza è già pronta una mozione del consigliere Pd Bruno Mandrelli per chiedere chiarimenti all’amministrazione durante il Consiglio comunale di domani.

(Redazione CM)

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