Ex Upim: Carancini nella bufera
«Si sente onnipotente,
sta rovinando la nostra città»

MACERATA - Città Viva, Forza Italia e Movimento 5 stelle se la prendono con il sindaco e con la giunta per la decisione dell'ateneo di ritirarsi dal progetto: «A rischio i rapporti con l'istituzione più importante del territorio». Fa eccezione Pantana, che parla di immigrazione e punta il dito contro il rettore. Dalla maggioranza Tacconi si appella a Unimc perché cambi idea: «Non mollate»
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I locali dell’ex Upim

E’ una miccia che fa esplodere l’opposizione, lo strappo tra università di Macerata e amministrazione con l’uscita dell’ateneo dal progetto ex Upim. Dopo alcuni giorni di stallo dovuti al parere negativo degli uffici tecnici comunali che segnalavano l’inadeguatezza dell’illuminazione secondo il progetto per il piano seminterrato dello stabile, le parole del rettore Francesco Adornato che annuncia l’uscita dal progetto hanno certificato ieri che nel rapporto con la giunta Carancini qualcosa si è spezzato. 

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Maurizio Mosca

«Incredibile quello che succede in questa città – ha commentato Maurizio Mosca (Città viva) con un post su Facebook – per colpa del peggior sindaco della storia di Macerata. Vattene, abbi un minimo di dignità», aggiunge rivolto al sindaco e citando poi le parole di Adornato: «Il rettore: c’è un’ostilità politica incomprensibile che crea un danno alla città, se dobbiamo fare la fine della Maceratese ci opporremo, se dobbiamo fare la fine della Lube valuteremo”. Lo dico da tanto, mi accusano di essere di parte, ma ora è certificato: è sempre colpa sua, sta rovinando la nostra città, bisogna fermarlo».

 

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Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi

Anche Riccardo Sacchi e Andrea Marchiori di Forza Italia si aggiungono al coro degli scontenti per l’occasione persa. «Sindaco a giunta stavolta hanno esagerato – dice Sacchi -. Mettono a rischio anche i rapporti con la più importante istituzione della nostra città». Marchiori aveva commentato anche prima dell’annuncio dell’ateneo. «La politica del “no-si-forse” sta tentando di frenare ogni lungimirante iniziativa intrapresa in questi anni dall’ateneo. Gli ultimi sviluppi della politica di governo – dice Marchiori – mostrano in maniera innegabile come il sindaco Carancini e il vice Stefania Monteverde stiano conducendo una battaglia personale diretta a togliersi i cosiddetti sassolini dalle scarpe e al contempo stiano organizzando il reclutamento di soldati scelti, fedelissimi e ben ricompensati, che al momento opportuno scenderanno in trincea per tentare di preservare il potere all’interno del Pd e suoi derivati. Coloro che fingono di ignorare la risorsa vitale che l’università rappresenta per la città e pensano di poter “politicizzare” i rapporti tra amministrazione comunale e ateneo hanno evidentemente una visione miope e corporativistica».

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Deborah Pantana

Ce l’ha più con il rettore che con il sindaco invece il consigliere, sempre di Forza Italia, Deborah Pantana, che punta il dito contro l’ateneo per la manifestazione antirazzista del 10 febbraio e per le parole a favore dell’accoglienza di alcuni studenti durante il Consiglio comunale aperto di lunedì. «Il progetto dell’università non mi ha mai convinto ma ho seguito la linea del mio partito – rivela Pantana – Noi crediamo fermamente che oggi il centro storico è vivace solo grazie alla presenza degli studenti, ma non basta, è necessaria una profonda rivisitazione delle agevolazioni a favore della residenza. Nessuno mette in discussione quanto sia importante l’università, però le vicende tragiche che sono successe in questi ultimi mesi avrebbero dovute essere ben stigmatizzate anche da chi ha l’alto compito di educare una nuova generazione nella verità. Nel Consiglio comunale aperto del 25 giugno abbiamo ascoltato giovani studenti che parlavano un linguaggio standardizzato di politiche migratorie lontane da quella che oggi è la terribile realtà che stiamo vivendo nelle nostre città. Caro rettore – prosegue Pantana -, poi vogliamo parlare della manifestazione del 10 febbraio sempre a Macerata organizzata dai centri sociali in cui abbiamo visto sfilare molti dei suoi studenti con Sofri? Tutto questo è la dimostrazione che qualcosa non sta funzionando all’interno delle nostre scuole e della nostra università. La invito caro rettore a riflettere su queste cose, solo così si potrà recuperare quella fiducia dispersa per colpa anche dell’amministrazione comunale di Macerata».

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Roberto Cherubini

Dal Movimento 5 stelle Roberto Cherubini, che ieri su Facebook ha anche lanciato l’hashtag #iostocolrettore. «Si ha sempre più la certezza di avere l’uomo solo al comando che non condivide nessuna scelta con gli altri ed è perennemente rancoroso – dice Cherubini sempre riferito a Carancini – Temo si sia di fronte a quel delirio di onnipotenza che colpisce alcuni “eletti”. Leggere certe dichiarazioni di un uomo mite e solidale come il rettore dovrebbe far riflettere, prima che la città perda anche questa ricchezza. Ognuno di noi dovrebbe essere umile e condividere ogni scelta per creare una comunità armoniosa. Carancini ha massacrato in otto anni lo spirito di una comunità maceratese sempre accogliente e solidale semplicemente perché lui è la sua piccola “corte” hanno il dono della verità e se non la pensi come loro sei un nemico e non un possibile interlocutore».

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Ivano Tacconi

Sul fronte maggioranza già ieri il segretario locale del Pd, Stefano Di Pietro, aveva chiesto ad amministrazione e ateneo di superare gli ostacoli tecnici e non abbandonare il progetto. Un messaggio forte e chiaro dal partito che rappresenta la maggioranza in Consiglio. Oggi è intervenuto Ivano Tacconi dell’Udc, anche lui dell’avviso di non rinunciare a un percorso già avviato. «Chiediamo all’università di non mollare – dice Tacconi -, oltre all’ufficio tecnico e l’esecutivo c’è il Consiglio comunale e le Commissioni preposte». Un segno, insomma, che anche l’assise dai banchi di maggioranza sta cominciando a schierarsi in questa vicenda. Dall’amministrazione invece ancora nessun commento dopo l’annuncio del rettore di ieri.

 

(Redazione CM)

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