«Cinque milioni per il Castello Brunforte
e la possibilità che diventi
un monumento nazionale»

LORO PICENO - Nel corso dell'incontro-dibattito promosso dal comitato di tutela del maniero sono emerse l'opportunità di finanziamento, prevista dalla normativa per la realizzazione degli interventi di ricostruzione post sisma, e l'eventualità di poter ricevere la nomina che garantirebbe anche la garanzia della sopravvivenza della struttura
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Un momento dell’incontro che si è svolto al teatro di Loro Piceno

 

Dopo il terremoto una nuova vita per il Castello Brunforte di Loro Piceno. Dall’incontro-dibattito che si è svolto al teatro comunale, promosso dal comitato locale che si occupa della tutela del maniero (sono intervenuti in rappresentanza di tutti gli esponenti Claudio Carducci, Maresa Cocchi, Donata Bracci e Giovanni Mochi) sono scaturite importanti novità. Su tutte, annuncia il comitato, «la possibilità di fare diventare il simbolo della cittadina dell’entroterra monumento nazionale, nomina che garantirebbe anche la garanzia della sopravvivenza della struttura nei secoli a venire», e «l’opportunità di finanziamento prevista dalla normativa per la realizzazione degli interventi di ricostruzione post sisma, stimabile in circa cinque milioni di euro». Il comitato, in una nota, racconta i punti salienti dell’incontro. «Hanno partecipato anche l’onorevole Luca Rodolfo Paolini ed il consigliere regionale Francesco Micucci a testimoniare l’attenzione e l’interesse a vari livelli istituzionali e politici, oltre i rappresentanti della delegazione del Fai e di Italia Nostra e Cesare Spuri, dirigente dell’ufficio ricostruzione della Regione. L’intervento della professoressa Cecchi ha permesso di ricordare lo stretto legame tra la comunità lorese ed il monastero, che risale ad oltre 4 secoli fa. Infatti fu realizzato su scelta del Parlamento Lorese nel corso del XVII secolo grazie alle donazioni dei cittadini. La comunità monastica si insediò nel 1692 con il patto che vi rimanesse sempre il monastero ovvero ritornasse nella disponibilità del Comune.

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incontro-castellop-loro-piceno-3-325x244Sono state inoltre illustrate dalla professoressa Bracci alcune criticità emerse durante le complesse ricerche, da parte del comitato, dei documenti attestanti i vari passaggi di proprietà e di costituzione dell’Ente Morale riconosciuto dallo stato italiano. Il professor Giovanni Mochi ha quindi proposto una cronologia di eventi a partire dal 24 agosto 2016 fino alla compilazione delle schede relative al rilievo del danno redatte dai tecnici ministeriali incaricati nel corso dei sopralluoghi. I danni rilevati risultano significativi su gran parte dell’immobile, tanto che è stata emanata l’ordinanza di inagibilità parziale della struttura, con l’esclusione degli spazi già adibiti a museo ed ancora fruibili al pubblico come la cucina del Seicento e il Museo delle due Guerre».

incontro-castellop-loro-piceno-4-325x244I punti salienti dell’incontro, che ha visto la cittadinanza intervenire nel dibattito, sono quelli relativi al rilancio del Castello dopo il terremoto. «Nel corso della serata – si legge nella nota – è stato anche ricordato che nel 2016, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, oltre a confermare l’improcedibilità dell’istanza per alienazione a privati, ha anche dichiarato il castello Brunforte “d’interesse culturale particolarmente importante a causa del suo riferimento con la storia politica, militare, dell’arte, e della cultura in genere, ovvero quale testimonianza dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose”. Nella riunione è stato illustrato come tale dichiarazione, a seguito di recenti modifiche normative, se rilasciata oggi avrebbe comportato anche la dichiarazione del Castello quale Monumento Nazionale».

 

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incontro-castellop-loro-piceno-2-325x183Mentre in merito ai finanziamenti «rilevante è stato l’intervento dell’ingegner Cesare Spuri, che ha chiarito le diverse opportunità di finanziamento previste dalla normativa per la realizzazione degli interventi di ricostruzione post sisma – sottolineano nella nota gli esponenti del comitato – E’ emerso che tali risorse risultano oggi stimabili in circa cinque milioni di euro, considerata la superficie finanziabile di oltre 2300 metri quadrati, esclusa chiesa e spazio verde annesso. Ulteriori chiarimenti sono stati forniti in riferimento ai finanziamenti per i beni pubblici ovvero per il privato, evidenziando il vantaggio e la copertura di finanziamento che agevola il bene pubblico o il bene privato di uso pubblico». L’auspicio del comitato è «che si provveda, da parte della proprietà, al rispetto delle scadenze per la presentazione degli elaborati progettuali al fine che l’iter posto dalla normativa venga rispettato e che si possa usufruire tali rilevanti risorse per la sistemazione dell’immobile. Risulterebbe sempre più incomprensibile un’eventuale rinuncia agli stessi ovvero assentire l’alienazione a privati. Si è anche espresso, nel corso dell’incontro, l’appello alle istituzioni presenti affinchè, vista la crisi delle vocazioni che hanno condotto il Monastero alla prossima soppressione, si possa addivenire ad una forma di proprietà condivisa tra i diversi soggetti istituzionali pubblici e quelli religiosi. Tale forma di proprietà potrebbe assicurare il tramandarsi nei secoli di tale bene, ipotizzando anche un uso che contemperi le diverse esigenze e che, eventualmente coinvolgendo anche i privati nella parziale gestione dell’immobile, possa costituire un polo culturale con vocazione turistico/attrattiva da esempio per il rilancio del territorio collinare martoriato dal sisma. L’onorevole Paolini – si legge in conclusione della nota –  ha assicurato il proprio impegno per portare l’attenzione al monumento anche in sede parlamentare mentre il Consigliere Micucci, già firmatario della mozione regionale che indicava l’inalienabilità a privati, continuerà il proprio impegno per il castello nelle sedi regionali competenti».



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