Scuola, l’allarme della Cgil:
«Mantenere le classi attive
nei centri colpiti dal sisma»

IL SINDACATO denuncia la mancata applicazione delle direttive del ministero da parte dell'ufficio regionale. Il segretario Taddei: «Camerino, San Severino, Cingoli e Tolentino sono solo alcune delle città che rischiano di veder respinte le richieste»

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Daniel Taddei

«La battaglia per la tutela dei lavoratori e cittadini del nostro territorio colpito dal sisma ci ha posto di fronte a situazioni inaccettabili e posizioni incomprensibili ma non avremmo mai pensato che i pochi risultati raggiunti fossero messi in discussione proprio da chi ha il compito di applicarli». Sono le parole del segretario provinciale della Cgil Daniel Taddei, il nodo? La scuola. Secondo il sindacato l’Ufficio scolastico regionale non starebbe applicando le direttive del ministero per permettere di mantenere classi nei comuni colpiti dal sisma al  di là dei numeri. «Le denunce di rischio spopolamento e di mancata garanzia al diritto allo studio hanno portato il Miur – spiega Taddei –  all’emissione della circolare  21315 del 15 maggio 2017 e della nota 16041 del 29 marzo 2018 in cui si ribadisce il mantenimento delle classi attivate, nelle aree interessate dagli eventi sismici, anche con parametri inferiori a quelli previsti dalla normativa vigente. L’Ufficio scolastico regionale non sta applicando la circolare di garanzia del ministero in diversi istituti della nostra provincia. Camerino, San Severino, Cingoli e Tolentino sono solo alcune delle città che rischiano di veder respinte le richieste di autorizzazione alla costituzione di classi articolate nella scuola secondaria di secondo grado, ridotte il numero delle classi della scuola secondaria di primo grado e respinte le richieste di corsi di tempo pieno per la è primaria». Secondo Taddei, insomma, la situazione già precaria della scuola dovuta a continui tagli si sta aggravando nei centri colpiti dal sisma, dove ci sarebbero addirittura pressioni sui dirigenti scolastici.  «Come possiamo parlare di sicurezza scolastica – continua il segretario della Cgil –  se, oltre alle condizioni non a norma delle scuole, non teniamo conto del numero di studenti presenti nelle aule, quanti alunni con disabilità ci sono, quante situazioni di svantaggio socio-economico/linguistico/culturale si dovranno affrontare, in quante strutture temporanee si svolgono le lezioni, quante evacuazioni dovranno sostenere a fronte del perdurare delle scosse sismiche? Ancora una volta i cittadini, gli insegnanti, il personale scolastico, i genitori e gli studenti rischiano di essere sono lasciati lasciati a loro stessi e alla loro capacità di far fronte alle mancanze delle istituzioni,  in questo caso con l’aggravante del mancato rispetto di norme ed indirizzi politici precisi. Mancano pochi giorni per scongiurare questo intollerabile scenario – conclude Taddei –  la scadenza è il 5 giugno, qualora si dovesse avverare tutti i soggetti, politici ed istituzionali, dovranno rispondere delle loro gravi responsabilità».

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