Sisma, università più sicure:
17,5 milioni ai due atenei maceratesi

LE RISORSE fanno parte del Fondo europeo di sviluppo regionale: 10,5 milioni per l'edificio di Scienze chimiche a Camerino, 7 milioni per la palazzina Tucci a Macerata. Finanziate anche Urbino e Ancona. Il governatore Ceriscioli: «Abbiamo la necessità e la volontà di reagire in modo forte»
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L’università di Macerata

 

Sono 28 i milioni di euro sul piatto per rendere più sicure le università marchigiane dopo il terremoto. E di questi, 17,5 milioni vanno ai due atenei maceratesi. Le risorse fanno parte del finanziamento complessivo dell’Asse 8 del Por Marche Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2014/2020 pari a 248 milioni di euro aggiuntivi stanziati dall’Ue e dallo Stato per favorire la rinascita delle zone terremotate marchigiane e dare nuovo impulso alla crescita dell’intera regione. Gli interventi sono stati presentati dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, dagli assessori regionali Loretta Bravi, Manuela Bora, Fabrizio Cesetti e Angelo Sciapichetti e dai quattro rettori: Claudio Pettinari per Unicam, Francesco Adornato per Unimc, Vilberto Stocchi per Urbino e Sauro Longhi per la Politecnica delle Marche di Ancona. Le risorse sono state così suddivise in base alle priorità segnalate dagli stessi atenei: a Camerino, per l’edificio di Science chimiche 10.500.000 euro; a Macerata per l’ex seminario, Loggia del Grano, palazzina Tucci 7.000.000 euro; a Urbino per i collegi De Carlo (Aquilone, Serpentine, Colle Vela) 5.500.000 euro; ad Ancona per la sede del nuovo rettorato: 5.000.000 euro.

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Luca Ceriscioli

«Il criterio – ha spiegato il presidente Ceriscioli – è stato quello di guardare a tutto il sistema dando un’immagine complessiva delle Marche che investono nelle università e in modo particolare nell’area del cratere, su Camerino e Macerata, che essendo state colpite dal sisma, possono godere di risorse straordinarie per rilanciare le loro attività. Abbiamo la necessità e la volontà di reagire in modo forte, è di oggi l’ultima scossa, ma pensiamo ad intervenire anche sui quegli edifici che, pur non danneggiati direttamente dal sisma, se riqualificati sotto il profilo energetico e antisismico, trasmettono un’idea più generale di una Regione che sta contribuendo a riqualificare tutto il suo patrimonio. Le università sono il centro strategico della vita della regione non solo in termini di ricerca, formazione, investimenti. Hanno sviluppato anche la terza missione di affiancamento all’economia marchigiana sotto il profilo dell’innovazione e della strategicità ed è giusto riconoscere a tutte, contributi importanti. E’ fondamentale che gli studenti e le famiglie possano contare su edifici sicuri anche alla luce di quanto continua ad accadere. Siamo nel cuore dei bisogni e delle necessità dell’Università con l’obiettivo di dare un grande segno di rilancio. Dobbiamo guardare al futuro, creando le premesse per poter lavorare bene anche di fronte a quanto la natura ci presenta».

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Il polo Unicam

Hanno espresso soddisfazione per l’impiego di queste risorse anche gli assessori Bravi e Bora che hanno sottolineato l’impegno del presidente Ceriscioli che, in qualità di vicecommissario alla Ricostruzione, è riuscito a far sbloccare subito i fondi europei a disposizione. Un concetto ribadito anche dal rettore di Camerino Pettinari. «Una iniezione di risorse mai vista prima nelle Marche – ha commentato – per dare tranquillità a chi vive quotidianamente le nostre strutture e alle loro famiglie. Vogliamo rendere più sicuri ed accoglienti tutti gli edifici anche quelli che hanno ben resistito. A questo si aggiunge il valore della ricaduta economica per il settore dell’edilizia». «Queste risorse sono un messaggio di fiducia per il futuro – ha aggiunto il rettore Adornato di Macerata – e per ricostruire la coesione della comunità e l’immagine dell’Ateneo e della città».



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