Ospedale unico, Silenzi attacca:
«Ciarapica perde tempo,
convinca i sindaci della montagna»

CIVITANOVA - Il consigliere critica l'atteggiamento del primo cittadino: «E' confuso e perde di vista l'obiettivo»
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consiglio-comunale-marzo-2018-silenzi-civitanova-FDM-7-325x217«Sull’ospedale unico, Ciarapica continua a non capire che solo la conferenza dei sindaci può modificare la decisione della Pieve e che bisogna lavorare con le altre amministrazioni dell’interno e lui ha già perso mesi preziosi». Così Giulio Silenzi si inserisce nel dibattito sulla localizzazione del futuro ospedale unico dopo le dichiarazioni di questi giorni del sindaco e le posizioni del consiglio comunale di Macerata. Sull’esito dei carotaggi si attendono le analisi dell’Arpam che fanno seguito a quelle della società che ha già rilevato in una porzione del terreno interessato lo sforamento di alcuni parametri.
E Silenzi ribadisce che mentre a Macerata si continua a lavorare, Civitanova tergiversa: «il sindaco di Civitanova produce comunicati stampa che, testimoni della sua confusione, riportano una cronaca del consiglio aperto non veritiera – afferma Silenzi – infatti Ciarapica in polemica con il Presidente della Regione dice nel suo comunicato che Ceriscioli si era detto disposto a rivalutare la questione Pieve qualora dei sindaci l’avessero richiesto, ma non è così. C’è un verbale del consiglio comunale aperto sulla sanità che si è tenuto lo scorso 13 marzo a cui il sindaco era presente, evidentemente poco concentrato. Il nutrito staff di propaganda che lo affianca farebbe comunque bene a farglielo leggere attentamente». Silenzi riporta il passaggio della dichiarazione di Ceriscioli che spiega che la decisione della collocazione «dell’ospedale unico è stata presa nella Conferenza dei Sindaci,e solo lì può essere modificata». «La scelta della Pieve avvenne perfino con il commento entusiastico di Ciarapica che dimostrando anche in quel caso di non aver compreso bene parlò di “giorno felice per Civitanova” – continua Silenzi – oggi, dobbiamo insistere e far capire ai sindaci della montagna e non solo che la garanzia della permanenza dell’ospedale di Camerino, già deliberata, passa per stralciare il territorio montano dal resto della provincia e che, anche alla luce dell’inquinamento (non si parla della falda che è molto inquinata), va rivista la decisione della Pieve. Su questo bisogna creare una maggioranza dei Sindaci che riveda la scelta fatta. Ciarapica invece perde tempo, non lavora nell’unica direzione possibile e continua in una polemica sulla data dell’incontro con Ceriscioli che a sua volta gli dirà quello che ha già detto al consiglio comunale. Ciarapica perde di vista l’obiettivo, che è avviare un’opera di convinzione nei confronti di altri sindaci per ridiscutere la collocazione dell’ospedale unico e rimettere in gioco la zona vasta, pianeggiante, servita dalla superstrada e addirittura di proprietà dell’Asur, quale è quella di Montecosaro piuttosto che quella della Pieve».

 



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