Ospedale unico, grido d’allarme
“Civitanova sarà declassata:
il sindaco si svegli”

SANITA' - Scoppia la polemica dopo l'individuazione di Macerata come sede del presidio provinciale. La politica si mobilita, Corvatta: "Ciarapica ha provato a far valere le ragioni della costa?". Uniti per Civitanova e Costamagna: "Non si minimizzi, il primo cittadino torni a difendere i servizi della città. Mobilitazione subito"
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Tommaso Claudio Corvatta

 

di Laura Boccanera

Ospedale unico a Macerata e declassamento di quello civitanovese a ospedale di base, con taglio di reparti e servizi: la politica promette battaglia. Ha destato allarme la notizia che il nuovo presidio unico della provincia sarà realizzato nella zona Pieve di Macerata con la progressiva riduzione degli altri ospedali, primo fra tutti quello di Civitanova che rimarrà come polo di emergenza (ma non sarà una Dea) con pronto soccorso, traumatologia e chirurgia. Tagliati tutti i reparti come ematologia, pediatria, ostetricia, psichiatria, otorinolaringoiatra e ortopedia. All’indomani della notizia, quando ancora non è chiaro come sarà effettuata la riorganizzazione tante le posizioni critiche. Il sindaco ha tuttavia espresso soddisfazione per la garanzia di mantenere i servizi attuali per il periodo necessario alla costruzione (che si stima non inferiore ad almeno 10 anni). Critico l’ex sindaco Corvatta che quando era primo cittadino ha visto concretizzarsi sul territorio la legge nazionale del 2015 che obbliga le Regioni a riformare le strutture sanitarie. Tuttavia Corvatta opera un distinguo e difende la sua posizione affermando di aver candidato a suo tempo Civitanova: «Non è assolutamente vero, come scrive Ciarapica, che la precedente amministrazione non avesse posto la candidatura dell’ospedale di Civitanova, anzi, ho prodotto io stesso il documento all’Asur e siamo stati tra i primi a farlo in ordine temporale, dopo San Severino ed in contemporanea a Macerata.  Civitanova – aggiunge Corvatta – aveva iniziato una battaglia ovvia, ma in solitaria. La mia posizione pubblica alle conferenze di servizi con i sindaci di Area vasta, è stata sempre quella di convergere verso una struttura unica e dovunque questa verrà collocata, dovrà comportare un miglioramento dell’assistenza sanitaria di tutti gli abitanti della provincia, sia in termini di posti letto che in termini di servizi. Grazie a questa mia “condicio sine qua non”, espressa nella Conferenza dei sindaci che si tenne a San Severino, l’Asur produsse una bozza progettuale per l’ospedale unico. Sempre in base a questo criterio sacrosanto, in una successiva Conferenza mi astenni dal voto, unico tra tutti, quando gli altri 51 Comuni votarono a favore, proprio perché mi rendevo conto che si stava perdendo la priorità della qualità dei servizi e il numero dei posti letto. Vi era un’altra questione posta da me, come rappresentante di Civitanova, se si doveva fare un’ospedale unico, si dovevano, innanzitutto, progettare e fare in contemporanea i collegamenti logistici di tutte le altre zone della provincia di Macerata. Tutto questo era il lavoro già in campo, dal quale l’attuale sindaco ed amministrazione tutta, sono stati completamente assenti. C’è un fatto però, che esistono i verbali delle varie conferenze dei sindaci, che smentiscono le loro scuse e la superficialità con cui Ciarapica afferma di gioire per il risultato ottenuto, cioè che quando l’ospedale unico di Macerata sarà ultimato a Civitanova verranno chiusi: pediatria, punto nascita, ginecologia, urologia, otorinolaringoiatria, ematologia, psichiatria e cardiologia. Mi chiedo – conclude Corvatta –  se l’attuale sindaco abbia provato minimamente a far valere le ragioni della costa rapportandosi con la regione e con i comuni limitrofi prima di dare il suo parere».

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Uniti per Civitanova

Promette battaglia anche la lista Uniti per Civitanova che ricorda al sindaco,  che fu proprio lui il primo promotore delle “barricate” al grido di “l’ospedale non si tocca. «Uniti per Civitanova manifesta la sua totale contrarietà alla proposta della Regione  di costruire un nuovo ospedale unico provinciale nel territorio della Pieve di Sforzacosta. Affidarsi a incomprensibili algoritmi  per scegliere la zona migliore – aggiungono i componenti della lista – è il contrario di quella partecipazione e trasparenza su cui il questo governo regionale era nato. Un algoritmo che dovrebbe essere neutro e che invece “ci vede molto bene” scegliendo infatti una zona assolutamente non baricentrica tra la collina e la costa: la zona montana ovviamente è coperta da Camerino, il cui ospedale giustamente sarà mantenuto e potenziato. La zona Pieve è sprovvista di infrastrutture e servizi essenziali, ed ecco che si renderà necessario – ospedale a parte – spendere decine e forse centinaia di milioni di euro in più per rendere la zona fruibile. Perché? A chi giova ignorare la logica più elementare del potenziamento e messa in rete degli ospedali esistenti, a partire da quelli di Civitanova e Macerata come previsto dall’ultimo piano sanitario? Invitiamo il presidente Ceriscioli a fermarsi e rivedere la sua posizione, così come ci auguriamo che il sindaco di Civitanova Ciarapica torni alle sue proposte di pochi mesi fa. Ricordiamo tutti il bellissimo manifesto in cui si chiamavano tutti i cittadini alla mobilitazione per difendere e potenziare l’ospedale di Civitanova. Su quella strada e su quelle idee lei ha convinto tanti cittadini a sostenerla, non lo dimentichi – conclude Uniti per Civitanova -. Oggi comunque saremo noi e tutti coloro che condividono questa battaglia ad informare i cittadini con una raccolta di firme che promuova la mobilitazione attiva dei cittadini in difesa del nostro ospedale. Stavolta è davvero in gioco il futuro della nostra città». Stessa posizione anche per Ivo Costamagna che aggiunge: «intendo stimolare e promuovere la partecipazione e la mobilitazione necessarie nelle prossime settimane e mesi. In troppi, mi sembra, stiano cercando di minimizzare, sorvolare ed andare oltre. I cittadini debbono conoscere e capire la verità».

Ospedale unico, Ciarapica esulta: “Il presidio di Civitanova non si tocca”



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