Nuova luce sul pensiero
di Giovanni Duns Scoto:
convegno a Unimc
MACERATA - Mercoledì a partire dalle 9 nella biblioteca Mozzi-Borgetti verrà presentato il volume curato dal docente Guido Alliney e dalla ricercatrice Marina Fedeli. Parteciperanno studiosi del panorama nazionale e internazionale

Guidi Alliney
Le “Collationes oxonienses” sono una raccolta di 26 questioni di argomento metafisico e teologico discusse a Oxford da Giovanni Duns Scoto e da altri baccellieri e studenti francescani, probabilmente nel 1300-1301. Un’edizione critica curata da Guido Alliney, docente dell’università di Macerata, e da Marina Fedeli, assegnista di ricerca nello stesso ateneo, restituisce finalmente un testo più completo e corretto rispetto all’edizione del 1639 curata da Luca Wadding e fornisce nuove informazioni sia sullo sviluppo del pensiero di Scoto, sia sull’ambiente teologico inglese dell’inizio del XIV secolo. Il volume sarà presentato mercoledì nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata, in occasione della giornata di studi che vedrà la partecipazione di esimi studiosi del panorama nazionale e internazionale. L’incontro si aprirà alle 9 con i saluti del rettore Francesco Adornato e del direttore del dipartimento di Studi Umanistici Carlo Pongetti. I lavori saranno introdotti da Loris Sturlese, presidente della Siepm, la Società internazionale per lo studio del pensiero medievale, e accademico dei Lincei, e da Agostino Paravicini Bagliani, presidente della Sismel, Società internazionale per lo studio del Medioevo latino. Interverranno quindi, oltre ai curatori, Fiorella Retucci dell’università del Salento, Irene Zavattero dell’università di Trento, Francesco Fiorentino dell’università di Bari, Tobias Hoffmann della Cua di Washington, Pasquale Porro, della Sorbona di Parigi e Andrea Tabarroni dell’università di Udine. Animeranno la discussione anche Alessandro De Pascalis, Jacopo Francesco Falà e Emanuele Sorichetti.
Dopo 700 anni sarebbe anche ora di cominciarlo a chiamare John Duns, Giovanni Duns è ridicolo come Giovanni Wayne…
Che poi adottando il “John” quella nuova sarebbe immediatamente attratta ad essere una “new light” ( molto più internazionalizzante).
Chissà che pienone… qua te scotoli, te stenni, t’arivorti…