L’Accademia Italiana della cucina
al ristorante “Vecchio Molino”
PIEVE TORINA - Raduno di auto d’epoca nel ricordo dei giorni terribili del terremoto. Omaggio alle coraggiose sorelle Fronzi e a tutte le aziende che hanno ripreso l’attività senza arrendersi come la macelleria Calabrò di Visso, il forno Fronzi, l’azienda agricola Angeli, la distilleria Varnelli, la cantina Quacquarini. Riscoperto l’antico piatto della “pezzata di pecora dei Sibillini”. Apprezzate la “porchetta di pecora” e le “salsicce matte” che si confezionavano durante l’ultima guerra
Il ristorante “Il Vecchio Molino” di Pieve Torina, noto anche alle cronache nazionali per essere rimasto aperto subito dopo il sisma che ha colpito l’alto maceratese per servire pasti caldi ai terremotati rimasti in paese ma anche alle squadre dei vigili del fuoco e della protezione civile impegnate ad affrontare l’emergenza terremoto, è stato al centro di una manifestazione organizzata dalla Delegazione di Macerata dell’Accademia italiana della cucina per rendere omaggio a tutte quelle aziende del territorio che non si sono arrese e che nel giro di pochi mesi (alcune anche dopo qualche settimana) hanno ripreso in pieno la loro attività. Tutto ha avuto inizio con un raduno di auto d’epoca al quale hanno preso parte anche accademici di altre Delegazioni delle Marche. Tra le auto storiche le più ammirate sono state una Ferrari Testarossa 400 cv 5000 cc del 1987, una Jaguar XYR del 1997, una Citroen Ds 23 Pallas del 1974, una Lancia Fulvia 1300 III serie del 1976, una Lancia 2000 IE del 1974 e una Mini Minor 1001 Export 1974.
La manifestazione è poi proseguita a tavola dove tassativamente sono stati presentati esclusivamente prodotti provenienti dal territorio colpito dal sisma con la partecipazione anche di aziende che hanno subito i danni del terremoto ma che sono riuscite a ripartire nella loro attività. In particolare vanno segnalate la panetteria/pasticceria del forno Fronzi di Pieve Torina, l’azienda agricola Angeli di Pieve Torina, la macelleria Calabrò di Visso, la distilleria Varnelli, la cantina Quacquarini con la Vernaccia di Serrapetrona. Ovviamente protagoniste della manifestazione sono state le sorelle Silvia e Serena Fronzi, con il loro staff, le quali si sono fatte in quattro per servire i piatti della tradizione tra i quali l’antica “pezzata di pecora dei Sibillini” che richiede una lunga preparazione. I numerosi commensali sono rimasti particolarmente sorpresi nel gustare, molti forse per la prima volta, la “porchetta di pecora” (preparata con carne di spalla e di coscia con finocchio selvatico) e la “salsiccia matta” (confezionata con carne di pecora con aggiunta di patate). “Questa era una preparazione risalente all’ultima guerra mondiale quando c’era fame vera e –come ha spiegato il figlio di Giorgio Calabrò, Samuele – la carne scarseggiava per cui bisognava ricorrere a qualsiasi mezzo per far da mangiare ad una famiglia”. Tutti si sono complimentati con le sorelle Fronzi per l’accoglienza fornita nel corso di questo evento, per la professionalità dimostrata, per aver arredato il ristorante con gusto salvaguardando tutti i “cimeli” e i “ricordi” (bandiere, disegni, foulard, camicie, distintivi ecc.) dei reparti di vigili del fuoco e della protezione civile che per mesi sono stati ospiti di questo locale. E qualche membro di quei reparti a volte ritorna a Pieve Torina con le famiglie per rendere omaggio alle sorelle Fronzi ricordando le terribili giornate del post sisma.
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