Errani le costringe alla colletta
per sfamare i vigili del fuoco

SISMA - A Pieve Torina spuntano tre angeli del focolare: con un piccolo ristorante assistono 150 pompieri ma lo Stato non paga e loro non hanno i soldi per fare la spesa
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i vigili del fuoco mangiano al Vecchio Molino

I vigili del fuoco mangiano al Vecchio Molino

 

Lo staff del Vecchio Molino

Lo staff del Vecchio Molino

 

di Carlo Cambi

Sarebbe interessante fare questa domanda al Commissario Straordinario Vasco Errani: lei sa dove e come mangiano i Vigili del Fuoco che da 96 ore senza cambio turno stanno dando l’anima tra le macerie di Visso? Perché dietro la facciata ufficiale dell’efficienza dei soccorsi, dietro le tante promesse si aprono profondissime che mettono a nudo una ben diversa verità. Basta un post su Facebook che diventa volantino diffuso dagli amici di due ragazze che sono diventate gli angeli del focolare per i soccorritori a raccontarci come funziona davvero la straordinaria macchina dei soccorsi. Ecco il testo: “Siamo il Vecchio Molino Casavecchia di Pieve Torina – epicentro della scossa 4.8 della notte scorsa, un paese fantasma n.d.r. – , una delle poche attività se non l’unica rimasta in piedi e attiva tra Muccia e Castelsantangelo sul Nera: dobbiamo sfamare oltre 150 vigili del fuoco a pasto e chi non ha più una casa. Non c’è più un negozio dove fare la spesa qui e i primi si trovano a Tolentino. Abbiamo bisogno di cibo: pasta, carne, verdure, sughi, bevande e caffè, bicchieri, piatti, posate di plastica . E magari di qualche mano in più! Aiutateci per favore”.
Sembra impossibile ma l’efficienza dei soccorsi dipende dalla fatica di due giovanissime ragazze che gestiscono un piccolo ristorante e che hanno finito i soldi per fare la spesa.
“Siamo rimaste aperte – spiega Silvia Fronzi che è anche la cuoca – ma ora non ce la facciamo più. Non abbiamo un euro per sfamare questa gente e nessuno è venuto a chiederci come andiamo avanti. Per fortuna gli amici hanno fato partire questa gara di solidarietà e ci è arrivata un po’ di spesa, Io mi arrangio a cucinare al meglio”.
vigili_fuoco_vecchio_molino2Tutto – racconta Silvia che mette a tavola due volte al giorno almeno duecento persone stipate in un ristorante che normalmente non va oltre i 40 coperti aiutata dalla sorella Serena e da mamma Stefania – è nato con una partita. “Quaranta vigili del fuco che stano facendo servizio a Pieve Torina sono venuti a vedere la televisione, noi avevamo aperto per dare un po’ di conforto a tre famiglie che sono rimaste senza casa, ma volevamo chiudere proprio perché si ripetono le scosse, perché siamo stanche e i pochi soldi che abbiamo li volevamo tenere per affrontare la nostra emergenza. I Vigili del Fuoco ci hanno detto che per loro sarebbe stato comodo venire a mangiare qui da noi perché il ristorante dove dovevano andare era a Fabriano. Io gli ho detto come Fabriano? Da qui sono almeno sessanta chilometri. E loro mi hanno pregato: fai la convenzione così possiamo mangiare con meno fretta e ci riposiamo anche un po’”. Silvia ha accettato e ha fatto la convenzione convinta che il ministero le avrebbe saldato il conto giorno per giorno. Invece suo malgrado ha scoperto non solo che i vigili del fuoco da sfamare erano non i quaranta della prima sera, ma almeno 150, ma che i soldi li riceverà solo dopo una lunga trafila burocratica e dopo che saranno stati fatti tutti i controlli contabili.  “Così sono stata costretta a chiedere aiuto: io non ce la faccio a sostenere la spesa di quattrocento pasti al giorno non si sa per quanto tempo e anche la fatica di cucinare per tutte queste persone comincia a farsi sentire. D’altra parte non so come fare ora a dire di no a questi ragazzi che stanno dando l’anima per aiutarci, anche perchè ora i Vigili del Fuoco vengono qui anche da Visso, da Castelsantangelo. Siamo diventate la loro piccola casa, ma se non fosse stato per chi ci ha portato un po’ di spesa avremmo già chiuso e i vigili del fuoco sarebbero rimasti a digiuno”. Tanti i commenti con manifestazioni di solidarietà anche nelle pagine di Cronache Maceratesi. 

Un’emblematica storia di efficienza dei soccorsi vero Commissario Straordinario Errani? Qui pare che di straordinaria ci sia solo la fatica che stano facendo Silvia, Serena e Stefania. Perché di ordinario c’è il vizio dello Stato Italico che quando deve pagare non ha mai un soldo, ma dal cittadino pretende – che sia Vigile del Fuoco o cuoca – sempre di più. Sia detto per inciso: chi vuole aiutare le ragazze del Vecchio Molino di Casavecchia – Contrada Piè Casecchia 16 Pieve Torina – può farlo consultando la loro pagina Facebook dove orgogliosamente scrivono “per fare la spesa dobbiamo sempre arrivare a Tolentino, le scosse continuano e non si dorme, siamo poche e siamo stanche ma con la voglia di non mollare” .  Se durante l’alluvione di Firenze 50 anni fa si manifestarono gli angeli del fango, qui nelle Marche a fare argine al terremoto sono spuntati tre angeli del focolare.

L’ultimo ristorante di Pieve Torina: “Non molliamo ma ci serve una mano”



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