Centro, residenti all’ultima spiaggia:
“Il sindaco ascolti o sarà esodo”

MACERATA - In 135 hanno firmato la richiesta di un'udienza rivolta al sindaco Romano Carancini con una serie di richieste su movida, parcheggi, rifiuti, decoro e scuole: "Questioni di basilare importanza che nell’immediato sono quelle che più ci impediscono di svolgere una vita normale
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Alcuni residenti del centro raccolti dal comitato la Grondaia

di Claudio Ricci

Movida, parcheggi, rifiuti, decoro, scuole. Ecco i punti della lettera firmata da 135 residenti del centro raccolti dal comitato La Grondaia per chiedere udienza al sindaco Romano Carancini. Obiettivo scongiurare lo spopolamento ponendo rimedio ad una serie di disagi ritenuti ormai intollerabili. “Il rilancio di un quartiere deve essere basato sull’equilibrio tra le sue componenti essenziali che nel nostro caso sono la residenzialità, l’università, le attività commerciali, le attività lavorative e una rete di servizi pubblici completi ed efficienti – scrivono i residenti – vogliamo portare alla sua attenzione, sindaco, alcune questioni di basilare importanza che nell’immediato sono quelle che più ci impediscono di svolgere una vita normale e che, se non affrontate seriamente, accentueranno l’esodo, avviato da anni e aggravato dal recente terremoto, di molte famiglie”. La serie di richieste parte proprio dall’urgenza di rivedere i provvedimenti su mobilità e sosta che da lunedì impediranno il libero accesso a gran parte del centro storico. Centrale rimane la questione della movida che già aveva spinto i residenti a forti lamentele (leggi l’articolo).

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Corso delle Repubblica

Molti lamentano disagi insopportabili durante le ore notturne – scrivono – dovuti ai rumori provenienti dalle strade e originati in primo luogo dalla musica fatta durante i vari eventi e da alcuni bar che hanno tavoli all’esterno. E in secondo luogo dalle persone che vagano ovunque in evidente stato di alterazione facendo schiamazzi e atti vandalici nei confronti dei beni privati e pubblici“. Non più rimandabile l’applicazione del regolamento sulle emissioni di rumore, derogabile, secondo i cittadini, solo per eventi eccezionali come “Musicultura o Notte dell’Opera”. I punti irrinunciabili per i firmatari: controlli sui permessi, vigilanza notturna, alcolici fino all’una, limiti nella concessione dell’Orto dei pensatori, apertura e pulizia dei bagni pubblici, distributori automatici chiusi dopo determinate ore. A questi si aggiungono richieste sulla limitazione della Tari e sul controllo del porta a porta, sulla ridistribuzione delle raccolte vetro per limitare l’impatto acustico e sulle emissioni dei fumi dei ristoranti.

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Piazza della Libertà

Capitolo a parte per la questione delle scuole: “In seguito alla decisione di realizzare un nuovo polo scolastico alle ex Casermette di fatto non ci sono più scuole pubbliche di quartiere – premettono i residenti – tale decentramento depriverà ancora di più l’attrattiva del centro. Le giovani coppie che pensassero di viverci calcolerebbero anche i costi, di ogni tipo, determinati da questa assenza. Questa situazione rende ancor più problematica la sopravvivenza di quella componente residenziale fondamentale per la vitalità del centro storico, che si vedrebbe definitivamente privato dell’unica, storica scuola di quartiere. Oltre a ciò l’effetto collaterale del decentramento sarà l’appesantimento del traffico nelle ore di punta perché le famiglie saranno costrette ad utilizzare il mezzo privato per raggiungere il nuovo sito”. I residenti chiedono di “rivedere completamente il progetto di spostamento delle scuole esclusivamente in zone periferiche e di programmare una loro graduale ridistribuzione individuando anche nella parte centrale della città edifici adeguati da ristrutturare con criteri anti-sismici”. Una revisione che in termini generali deve passare secondo i firmatari attraverso un “coinvolgimento dei cittadini e delle loro associazioni” in “un progetto organico sul rilancio del centro storico e sulla centralità della residenza”.



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