“Città pulita” nasce e appoggia Morresi,
Costamagna: “per garantire la legalità”

CIVITANOVA - L'ex presidente del consiglio a ruota libera durante la presentazione della nuova civica annuncia che non si ricandiderà ma rimarrà in politica: "La lista, unione di riformisti, civici e ambientalisti, un soggetto plurale in grado di garantire il nostro programma su codice etico e rotazione degli incarichi". Attacco all'attuale maggioranza: "Sulla trasparenza ha fatto peggio di chi l'ha preceduta". Colpo di scena: "La nuova città" verso un proprio candidato sindaco
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Da sinistra Claudio Centioni, Flavio Rogani, Ivo Costamagna, Alessandro Brandoni

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di Laura Boccanera

Si chiamerà “Città pulita” l’alleanza di riformisti, civici e ambientalisti e appoggerà la candidatura di Claudio Morresi a Civitanova. E’ ufficiale ora. Ivo Costamagna assieme a Carlo Centioni, Flavio Rogani e Alessandro Brandoni mostra la nascita della nuova civica, un nome che è già tutto un programma. Quello di fare “pulizia” di tutto ciò che è andato storto con l’amministrazione Corvatta e di presunte opacità. Non vengono usati tanti giri di parole, né da Rogani né da Costamagna: «C’è stato in questa amministrazione qualcosa che ha destato sospetti di illegalità, ci sono cose che non ci sono piaciute, assunzioni sospette, incarichi, nomine, per questo il primo punto e apice del nostro programma è la firma di un codice etico, la rotazione degli incarichi, l’albo dei consulenti. Morresi ci dà garanzie che questi punti vengano accolti e attuati». Un vecchio cavallo di battaglia di Costamagna quello della trasparenza, con cui già fu “regista perfetto” della candidatura di Corvatta nel 2012 con gli stessi argomenti portando avanti una battaglia (anche con strascichi giudiziari sulla cosi detta “parentopoli”). E interrogato sulla coerenza di proporre ai suoi avversari e a coloro che amministravano proprio quando Costamagna contestava la parentopoli, l’ex presidente del consiglio ribatte strenuamente accusando la giunta Corvatta: «se hanno fatto peggio di quanto veniva contestato agli altri, io sto con gli altri – dichiara Costamagna – nessuno che è in lista con Morresi fa parte dei nomi che contestai nel 2012. Per noi la migliore alleanza è quella con Morresi, facciamo appello alla lista La nuova città e all’Udc che non può non essere qui, giochiamo questa partita per vincere, per questo chiedevamo che ci fosse anche il Pd, ma non è stato accettato». Sulla nuova civica che si è formata Costamagna aggiunge: «i gufi che avevano predetto che saremmo rimasti solo socialisti sono stati smentiti, qui ci sono 24 nomi di civici, riformisti, una lista plurale, locale e regionale. Chiedevamo una coalizione larga per non consegnare la città ai fascio grillini, ma il centrosinistra è imploso a luglio con quella mozione di sfiducia, ma la colpa non è di quei quattro che l’hanno presentata, ma del sindaco che non  ha capito e del Pd che non ha arginato. Io farò un passo indietro, non mi ripresenterò, ma continuerò a fare politica, parlo e continuerò a parlare facendo un ultimo appello a tutte le forze moderate». In lista intanto non ci sarà Francesco Mantella, presidente Atac dato vicino a Corvatta e in rotta con gli ex compagni.

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Piero Gismondi La nuova città

Dalle parti de La nuova città invece quella di ieri sera non è stata la riunione risolutiva e la matassa si è ingarbugliata a tal punto che la civica di Gismondi potrebbe proporre addirittura una propria candidatura: «La lista La Nuova città nella riunione di giovedi all’unanimità considerata impossibilità di formare un’ ampia coalizione politica e civica ha ritenuto di proseguire autonomamente a indicare una propria candidatura a sindaco aprendo tale candidatura a tutte le altre forze politiche» – recita la stringata nota della lista. Il nome in ballo su cui si discute è quelli dell’assessore Marco Poeta che però non sembrerebbe intenzionato a ricoprire tale ruolo in un’operazione in cui la lista si presentasse da sola. Di fatto la palla ora ripassa al Pd e probabilmente si cerca di ottenere altro tempo a disposizione per dipanare un ingorgo di candidature e alleanze ormai difficile da giustificare.

 



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