Accoltellamento davanti al bar,
condannati i due aggressori
POTENZA PICENA - Oggi il processo con rito abbreviato al tribunale di Macerata. Per entrambi è caduta l'accusa di tentato omicidio, riqualificata in lesioni. Il raid punitivo il 25 aprile scorso al bar Hermana

I carabinieri al bar Hermana
di Alessandro Luzi
Ferito a coltellate durante un raid punitivo: condannati un 42enne e un 29enne. Per entrambi oggi si è svolto il processo con rito abbreviato per i fatti del 25 aprile dell’anno scorso davanti al bar Hermana a Potenza Picena. Ferito con due fendenti un 52enne. A tutti e due, Youssef Idi, tunisino, 42 anni, e Mohamed Ameur, 29 anni, di Potenza Picena veniva contestato il tentato omicidio. Idi era accusato anche di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, e guida in stato di ebbrezza.

L’avvocato Emanuele Senesi
Per entrambi è caduta l’accusa di tentato omicidio, riqualificato in lesioni dal gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Il 29enne è stato condannato a un anno e 4 mesi. Per lui il pm Stefania Ciccioli aveva chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi per il tentato omicidio.
«La sospensione della pena è subordinata al risarcimento del danno alla parte civile. Il giudice ha revocato la misura dell’obbligo di firma» ha detto il suo avvocato Emanuele Senesi.
Il 42enne è stato condannato a due anni e sei mesi: un anno e 8 mesi per le lesioni e a 10 mesi per l’oltraggio e la resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre è stato condannato a 4 mesi d’arresto per la guida in stato di ebbrezza. Il pm aveva chiesto la condanna a 7 anni e 8 mesi.
«Il giudice ha tolto la misura degli arresti domiciliari al mio assistito, sostituiti con il divieto di avvicinamento al 52enne» ha detto il suo legale Caterina Ficiarà.
Entrambi dovranno versare una provvisionale di 8mila euro al 52enne che si è costituito parte civile, tutelato dall’avvocato Alessandra Crisci, oggi sostituita da Alessia Giampaoli.
Quel pomeriggio della Festa della Liberazione dello scorso anno, il 29enne e il 52enne erano all’interno del bar quando ad un tratto, secondo l’accusa, sarebbe nata una banale discussione. Il giovane si è allontanato per tornare poco dopo con il 42enne.
Prima i due, prosegue l’accusa, avrebbero colpito il 52enne con calci e pugni in varie parti del corpo.
Poi il 29enne lo avrebbe immobilizzato e il 42enne gli avrebbe dato due coltellate, una al torace ed un’altra alla coscia.

L’avvocato Caterina Ficiarà
Vedendo la scena, lì si è avvicinato un egiziano che ha fatto allontanare gli aggressori, salvando la vita, dice l’accusa, al 52enne. Intanto era scattata la chiamata al 118 e il 52enne era stato trasportato all’ospedale Torrette di Ancona dove ha ricevuto una prognosi di 30 giorni.
Sul posto erano intervenuti anche i carabinieri che hanno rintracciato il 42enne poco dopo alla guida di una Mercedes.
L’uomo, continua l’accusa, è risultato positivo all’alcoltest con un tasso di 1,96 grammi per litro (da qui l’accusa di guida in stato di ebbrezza).
Durante gli accertamenti, il 42enne ha aggredito due carabinieri con spinte e strattoni mentre li insultava, dicendo cose come: «Ti ammazzo, guarda questa faccia che ti faccio poi vedere io».
I militari hanno poi riportato 10 giorni di prognosi per via della colluttazione (da qui le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Per quei fatti entrambi erano stati arrestati.
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