Trattativa Teuco complicata,
la tredicesima arriva a Pasqua

MONTELUPONE – L'azienda propone 108 lavoratori in cassa straordinaria da gennaio, 70 verso il licenziamento. I sindacati convocano assemblea dopo l'incontro di ieri definito insoddisfacente

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Lavoratori Teuco in sciopero

 

di Gabriele Censi

Sempre più difficile un accordo alla Teuco. Marco Ferracuti (Cisl) Vincenzo D’Alessandro (Cgil) e Manuel Broglia (Uil) hanno incontrato la proprietà e raccolto una proposta che definiscono insoddisfacente: “Hanno confermato la volontà di mettere 108 dipendenti in cassa integrazione straordinaria dal primo gennaio, di questi 65 sarebbero a zero ore e destinati al licenziamento (a cui si aggiungono altri 5 uscite volontarie)“. Una scelta che acuisce la tensione all’interno dell’azienda. C’era una accordo sulla solidarietà che ci si aspettava fosse rinnovato. Intanto aumenta il ritardo nei pagamenti degli stipendi e l’annuncio dello slittamento della tredicesima a marzo è stato visto come una provocazione. Altri sacrifici sono richiesti ai lavoratori come la rinuncia alla quinta settimana di ferie che equivale a 4/500 euro e una lunga dilazione del pagamento del tfr. Minima apertura sulle ferie arretrate ma senza garanzie.

sciopero-dipendenti-teuco-montelupone_foto-lb-12La giornata era iniziata bene con l’incontro della delegazione sindacale Teuco in prefettura. Il prefetto Roberta Preziotti ha ascoltato per circa un’ora i rappresentanti dei lavoratori e ha dato piena disponibilità a rappresentare ai tavoli romani e al ministero la grave situazione di incertezza per i dipendenti dell’azienda di Montelupone. L’incontro, che doveva esserci dopo lo sciopero dello scorso 26 ottobre ed è stato posticipato per l’emergenza terremoto, ha preceduto quello del pomeriggio per la prima volta con il presidente Giovanni Santamaria. Situazione delicata che sarà esposta ai lavoratori lunedì alle 13,30 in assemblea per decidere le azioni da intraprendere. “Secondo l’azienda – dice Ferracuti – l’andamento economico sarebbe sotto controllo mentre pesa la situazione debitoria. Prima del 2 dicembre si dovrebbe tentare un nuovo incontro oppure le trattative si sposteranno in Regione e dopo altri 30 giorni senza esito si apre la porta dei licenziamenti annunciati ad ottobre”.


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