Auto d’epoca, Paciaroni trionfa
al trofeo del Monte Conero
L'82enne portacolori del Caem primeggia davanti a Carnevali e Paruzza
Ancora un alloro. Non conoscono età le vittorie di Gianpaolo Paciaroni, il bancario settempedano in pensione, con la passione per le auto d’epoca. Questa volta l’82enne vessillifero del Caem, Circolo automotoveicoli d’epoca marchigiano, ha fatto suo il “Trofeo del Monte Conero sotto le stelle“, organizzato dal sodalizio dorico Camsa (Club Auto Moto Storiche Ancona), giunto all’undicesima edizione, premiato per ben due volte con l’ambìta Manovella d’oro, il massimo riconoscimento nazionale del settore. “Ho gareggiato da solo – spiega l’immarcescibile regolarista d’epoca sanseverinate – perché la competizione, valida per il Trofeo nazionale Asi, consentiva l’uso di apparecchiature elettroniche per scandire i ritmi. Quindi il ruolo del navigatore era meno determinante. L’appuntamento non era di quelli agevoli – sottolinea Paciaroni – perché abbiamo sostenuto con la luce del sole due tornate da dieci prove cronometrate, ciascuna su terreno pianeggiante, per poi impegnarci nel clou della competizione. Vale a dire le otto prove lungo l’erta del monte Conero, ripercorse in discesa al ritorno, in notturna”. Neanche le ombre della notte, che in alcuni casi avevano limitato le performances dell’ex velocista settempedano, lo hanno frenato. Al termine della competizione, difficile anche perché svolta in un’unica giornata, al termine della quale si sono contate ben 36 prove speciali, l’alfiere del Caem che festeggia quest’anno il Quarantennale, a bordo dell’amata Autobianchi A112 del 1974, ha accusato soltanto 158 penalità nette, divenute 274,92 dopo il computo con il coefficiente di vetustà del mezzo. Alle sue spalle il pupillo Carnevali con Renzi, a bordo di un’Alfa Romeo Spider del 1980, a completare il successo del Caem, con 372,6 penalità complessive. In terza piazza un’altra Autobianchi A112, ma Abarth, del 1976, condotta da Paruzza con al fianco Mancini, con 432,96 penalità complessive. Ventotto i concorrenti a referto.
(Giampaolo Paciaroni in una recente intervista a Cronache Maceratesi)
