L’arcidiocesi fa la conta dei danni,
l’analisi di monsignor Brugnaro:
“Necessari interventi concreti di sostegno”

SISMA - Un patrimonio culturale gravemente colpito dal terremoto del 24 agosto. Camerino ha tutti i luoghi di culto chiusi, molti quelli lesionati a San Ginesio, Caldarola, San Severino. L'arcivescovo: "La situazione è molto più grave rispetto al 1997. Santa Maria in Via con un'altra scossa forte rischia di crollare"
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Danni a San Ginesio nella collegiata delle suore Clarisse e Benedettine

carpignano

Danni nella chiesa di Carpignano di San Severino

 

di Monia Orazi

(foto di Luca Maria Cristini)

Sono tante le chiese inagibili nel territorio dell’arcidiocesi di Camerino, l’arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro lancia l’allarme e denuncia il fatto che ad essere state di nuovo danneggiate dal terremoto, sono strutture riparate soltanto da pochi anni, dal devastante sisma del 1997. Nel corso di una serie di sopralluoghi l’arcivescovo si è reso conto personalmente della situazione. Ha affermato monsignor Brugnaro: «A Camerino ufficialmente non ci sono più chiese agibili, a San Ginesio la situazione è addirittura peggiore, ci sono molti danni. Alcune di queste chiese le ho inaugurate io stesso dopo la ricostruzione post-terremoto, San Francesco a San Ginesio, Santa Maria in Via a Camerino, di cui ho celebrato la riapertura dopo tre anni dal mio arrivo in città, se arriva un’altra scossa forte rischia di crollare. Cose come queste fanno riflettere, il danneggiamento del patrimonio restaurato dopo pochi anni. Questa volta si dovrà intervenire per attuare concreti interventi di sostegno. Sono vicino anche al vescovo Marconi, la diocesi di Macerata è stata notevolmente colpita».

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Monsignor Brugnaro (con il casco rosso) durante uno dei sopralluoghi

Ad accompagnare monsignor Brugnaro nel sopralluogo l’architetto Luca Maria Cristini, responsabile diocesano dei beni culturali: «Abbiamo effettuato un giro a Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera ed al santuario di Macereto di Visso, la situazione è molto più grave rispetto al 1997, l’ipocentro del terremoto più in alto ha probabilmente liberato una maggiore quantità di energia, causando maggiori danni al patrimonio». Fuori uso tutte le chiese di Camerino, il Duomo, Santa Maria in Via, la cattedrale di San Venanzio, la chiesa del monastero di Santa Chiara, le celebrazioni nei luoghi inagibili sono sospese e si svolgono in luoghi alternativi. A Caldarola rilevati danni alle chiese di San Gregorio e San Martino, preoccupazione per il santuario della Madonna del Monte. A San Ginesio danni nella Collegiata, nelle chiese delle suore Clarisse e Benedettine, a San Francesco. A San Severino danneggiata la chiesa di Carpignano, l’affresco è in pericolo; a breve potrebbe essere fatto un intervento urgente per la messa in sicurezza, per evitare danni ulteriori. A Castelraimondo danni al magnifico castello di Lanciano, di cui l’arcidiocesi è proprietaria ed alle chiese di San Biagio nel centro del paese, Santa Barbara nella frazione di Crispiero, dichiarate inagibili. Per avere un quadro completo dei danni occorrerà attendere il completamento dei sopralluoghi, la situazione è stata fatta presente anche alla Regione Marche.

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