Pd, una piccola grande batosta
su cui pesa il boomerang Ceriscioli
L'ANALISI DEL VOTO - Centrosinistra flop nei comuni maceratesi. Le visite del governatore a Morrovalle (seguito da Nencini) e San Severino (caso Punto Nascita) non hanno portato frutti elettorali. A Porto Recanati l'esponente democrat sconfitto dall'alleanza Udc-FI. Centrodestra senza problemi a Castelraimondo. Ad Esanatoglia lo strano caso Dolce
di Maurizio Verdenelli
La Caduta degli Dei. Forse era nell’aria di una primavera ancora tiepida dopo lo scespiriano inverno del ‘nostro scontento’. Quello di San Severino, ad esempio, con la chiusura del Punto Nascite. E la Rosa (non di York, ma ugualmente vincente) coincide con il nome che non t’aspetti: quello dell’outsider signora Piermattei. La bionda signora è la prima sindaco ‘nata’ in una città orbata dal suo Punto nascite. E le ‘spine’ restano tutte in mano al Pd dopo dieci anni di governo nell’ex Vandea bianca (che fu pure di Vittorio Sgarbi) tornata ad essere tale con potenti riflessi di destra. Una rotta che ha impietosamente un volto ed un nome: quelli di Luca Ceriscioli.
Duro il mestiere del Governatore/Sindaco. Così la visite ‘ad limina’ a Morrovalle (doppiata da quella del viceministro alle Infrastrutture, il socialista Riccardo Nencini ) e San Severino Marche, con la scorta di assessori e consiglieri regionali del territorio, non sono state di buon auspicio per i destini dei candidati in quota centrosinistra. Francesco Acquaroli, sostenuto anche dall’Udc (scelta opposta a Porto Recanati), non ce l’ha fatta a riprendersi la poltrona di sindaco, non essendo mai stato realmente in corsa contro Stefano Montemarani cui è bastata una ‘campagna’ elettorale low profile. Ancora più lacerante la sconfitta della lista Pd a San Severino dove è stata tentata un’operazione maquillage con la candidatura a sindaco di Pietro Cruciani già consigliere di maggioranza ai tempi dell’effimero governo Capponi in Provincia.

Venerdì il governatore Ceriscioli all’ospedale di San Severino con il sindaco uscente Cesare Martini
Il popolo settempedano, tradizionalmente di centrodestra, non ha riconosciuto nonostante i tentativi (ma pure per qualche errore strategico) nel pur apprezzato primario radiologo dell’ospedale ‘Bartolomeo Eustachio’ l’erede di Martini. Che venne eletto per due mandati consecutivi grazie alle sue qualità maturate come assessore provinciale nella squadra del presidente Pigliapoco. O Cesare (Martini) o Nessuno. Per Cruciani, dunque niente elezione. E nonostante la ‘stampella’ alla Enrico Toti di Martini, non ha certo pagato per l’alfiere del Pd la visita di Ceriscioli a San Severino che ha inaugurato la tisaneria dell’ hospice ma ha pure improvvidamente riconfermato la chiusura del Punto Nascite, fiore all’occhiello dell’ospedale. Solo per questo non è dunque avvenuto il ‘parto’ della giunta Cruciani data per certa a Pasqua in occasione dell’inaugurazione della ‘nuova’ Pinacoteca con l’intervento di un guru dei beni culturali come l’ex ministro Antonio Paolucci? Probabilmente no: l’elettorato settempedano ha mostrato chiaramente un assunto abbastanza elementare in questioni similari. Ci si fida di un determinato uomo (Martini, cioè): non necessariamente di chi pure questi ‘raccomanda’ per il voto.
Disco rosso per il Pd anche a Porto Recanati. Niente da fare per Giovanni Giri, dirigente dell’Itis ‘Enrico Mattei’. Superfavorito e ben visto dal Palazzo (il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti sarà all’Itis in occasione dei 50 anni dell’Istituto), il professore non è stato mai della partita dove un ruolo importante, e non certo dietro le quinte, l’ha avuta l’ex primo cittadino/convitato di pietra (con target opposto a quello del mito) che risponde al nome di Rosalba Ubaldi. Che stavolta ha appoggiato il centro destra, libera da legami e strategie del tipo Laboratorio Marche, varate a suo tempo dal lider maximo dell’ Udc, Antonio Pettinari al quale Rosalba resta peraltro fedelissima. Il nuovo sindaco Roberto Mozzicafreddo è atteso adesso ad un lavoro non da poco. Quello di rimettere in moto dopo il commissariamento (seguito all’uscita a testa alta della Giunta Montali), fiducia e partecipazione popolari. Domenica solo il 58,75% degli elettori si è presentato ai seggi: è la punta drammaticamente più bassa nei sette comuni maceratesi al voto.
Insomma è stata una notte che ha sconvolto il Pd nel corso di un election day che ha visto i maceratesi ai seggi in linea con il quadro nazionale. Con il 94.9% di votanti Bolognola dove il 25% delle 76 schede che sono servite ad eleggere sindaco Cristina Gentili sono risultate nulle (11) o bianche (10). Sarebbe interessante, se fosse possibile, conoscere i ‘messaggi’ sulle nulle, ma quello che contano sono le restanti 55 valide che serviranno alla quarantenne Cristina a governare ‘Lilliput’ incastonato tra i monti azzurri. Probabilmente la Gentili farà fatica a distinguere tra il suo mestiere di amministratore condominiale e quello di primo cittadino di Bolognola dove sono stati 140 i votanti: un numero pari agli occupanti di un qualsiasi palazzo ‘alveare’ del Tiburtino a Roma.
A Castelraimondo, nessuna novità: contro l’iceberg Renzo Marinelli, sindaco uscente e campione del centrodestra, si sono infranti gli incerti Titanic allestiti da due ‘civiche’. La residenza ‘in loco’ di un protagonista assoluto del centrosinistra nell’Alto Maceratese (Mario Cavallaro, ex senatore ed ex deputato) non è servita a cambiare le carte in tavola. E magari nessuno in fondo se l’aspettava.

Il messaggio di Luca Dolce postato su Facebook circa due ore prima la chiusura dei seggi. Il candidato ha ringraziato commosso i suoi sostenitori
A Muccia, nessuno diversamente dell’icona Muzio Scevola (presente sul gonfalone comunale il fatidico braccio nel fuoco) nessuno avrebbe giurato sull’ esito degli eterni duellanti: Barboni e Baroni. C’era in fondo una b in più di mezzo: l’ha spuntata l’ultimo. Muccia comunque ha mostrato di prendere molto sul serio il ‘duel’, tanto che l’affluenza è stata quella che si registrava negli anni post guerra: 83, 1% da record italiano.
E dulcis in fundo il bizzarro caso di Esanatoglia dove Luca Dolce, uno dei candidati sindaci ha ringraziato tutti, ancor prima della chiusura delle urne, per la ‘vittoria’. Che non c’è stata. Un exit poll del cuore, ci sarebbe da dire. Tuttavia, c’è da giurarci, Dolce resterà nella storia di queste amministrative maceratesi dove ora il Pd è costretto a ricominciare da …sette.





Tanto vanno i Renziani al lardo, che ci lasciano lo zampino.
La politica estera si fa andando all’estero.
Nencini porterà fortuna, ma Ceriscioli è troppo potente.
Il problema di Renzi è che ha lasciato i territori, anche quello marchigiano e maceratese, in mano a vecchi e nuovi gruppi di potere, per cui la rottamazione inizialmente tanto sbandierata è andata a farsi friggere.
Da quello che si capisce, il partito, in quanto tale, è ridotto ai minimi termini, non ha più neanche una finzione di vita democratica interna, decidono solo i boiardi locali, i quali pensano solo al loro esclusivo interesse. E tutto ciò ha un costo pesante in termini di credibilità e di consensi.
Il senatore RICCARDO NENCINI, vice-ministro dei trasporti ed infrastrutture pubbliche e segretario nazionale del partito socialista, ha chiuso la campagna elettorale in provincia a Porto Recanati ed a Morrovalle iniziando il discorso: “DICONO CHE PORTO FORTUNA. SONO PRONTO AD APRIRE UN TAVOLO CON PROVINCIA E MINISTRO PER LE NUOVE INFRASTRUTTURE DEL TERRITORIO COMUNALE.”
Mai discorso fu più sfortunato di questo, infatti in tutti e due i Comuni le liste da lui appoggiate hanno preso “legnate” e sapete perchè? Anche a Morrovalle ha promesso SOTTOPASSO ALLA FERROVIA e ROTATORIA come a Civitanova Marche dove un COMITATO NO SOTTOPASSO si oppone dal 29/05/15 avendolo incontrato all’Hotel Claudiani a Macerata nella medesima occasione di chiusura della campagna elettorale delle Regionali dello scorso anno; oltretutto come fa ad aprire un tavolo con la PROVINCIA dato che è stata abolita? Ma un senatore non dovrebbe saperlo?
Quindi i SOTTOPASSI portano sfortuna senatore NENCINI!!!
Dato che il prossimo anno si voterà per il rinnovo del consiglio comunale a CIVITANOVA MARCHE, mi permetto di suggerire al senatore RICCARDO NENCINI ed al suo compagno di partito e presidente del consiglio comunale Sig. IVO COSTAMAGNA di fare marcia indietro tutta sul programmato sottopasso almeno quello di Civitanova Marche perchè altrimenti…..porterà sfortuna!!!
@ Giuseppe Bommarito il PD Marchigiano è renziano, il PD maceratese è renziano , l’unica enclave non renziana doc. , per ora, è Civitanova.
La rottamazione nelle marche è avvenuta per desistenza dei non renziani estromessi da cavilli statutari, gli attuali ceti politici dirigenti Marchigiani si sono auto costituiti essendo i soli ad esser negli organismi dirigenti, sono talmente tanto numerosi i renziani di prima ora, di seconda e terza ora che pur di non essere alienati ora essi stanno dando vita a scuole di pensiero nuove , ma sempre nella continuità del pensiero unico, la diversità è minima e difficilmente leggibile, a volte trova il fondamento nell’uomo di Istambul e nella notte del Capranica
L’enclave al momento è al riparo dalla bufera, i suoi uomini studiano l’onda referendaria e apprestano ottime tavole per fare tunning, per cogliere proiettarsi l’abbrivio dell’onda verso Marzo 2017 sarà una surfata solitaria, un solo uomo una sola lista , e un grande popolo di sinistra
Portatore sano di strani interessi e di sfiga elettorale??
Si parla di tutto, tranne che dei programmi, delle cose da fare. Il potere per il potere e basta. Dove sono le donne, ossia le persone concrete che parlano delle cose da fare? Dopotutto si tratta di elezioni amministrative, territoriali!
Per Giancarlo Berdini
Caro Giancarlo,,
la tua valutazione circa il futuro destino magnifico e progressivo della enclave piddina civitanovese mi sembra molto ottimistica, considerato il malumore che sotto molteplici profili aleggia in città.
E comunque non è vero che il gruppo dirigente PD di Civitanova non si sia schierato con i renziani, visto che Silenzi e la Giannini hanno appoggiato apertamente alle primarie Ceriscioli, che, a quanto mi risulta, è un renziano.
Concordo con te, invece, sul giudizio circa i vertici piddini a livello provinciale e regionale: fanno letteralmente pena e arrecano gravi danni al partito.
@ GIANCARLO BERDINI. TEMA: CIVTANOVA NON E’ RENZIANA.
DA GIULIO SILENZI:: ” . AUGURO AL NUOVO SEGRETARIO DI ESSERE PIU’ RENZIANO E AVERE IL CORAGGIO DELLE SCELTE ”
SVOLGIMENTO.
Giancarlo Berdini,scusami, ma stamattina ho un leggero mal di testa è l’unica cosa che ho capito del tuo commento e che Civitanova è l’unica enclave doc non renziana. La Doc, ormai non ti basta più, dovresti passare almeno alla DOCG ( denominazione di origine controllata e garantita), ma approfittando che parliamo di un enclave locale, potresti giocare anche la carta dell’ IGP,( indicazione geografica protetta).. Non Provarci con il BIO, sennò chi ti crede più, ammesso che…. Vorrei solo farti una domanda, quando ti incarichi di fare l’avvocato ti consulti con gli interessati. Sai, te lo chiedo perché su uno dei tuoi commenti contestavi un certo comportamento di Ivo che adesso non ricordo e non mi sforzo certo le meningi? Ma adesso torniamo a noi e all’enclave doc del Pd nostrana, giusto per farti capire il perché di questa mia premessa più gastronomica che politica. Leggi Bene, poi puoi fare le tue riflessioni, però prima consultati.
Dichiarazione del Sig. Giulio Silenzi ,forse un enclave nell’enclave, in occasione della nomina del Sig. Settimio Novelli a segretario del Pd provinciale in data 25 luglio 2015: Interviene anche il vicesindaco di Civitanova Giulio Silenzi che usa la canzone di Mercedes Sosa “Todo cambia” slogan di Futura per definire la situazione: «Siamo dentro una crisi generale del partito liquido. Il populismo sta prendendo tutti. Serve coerenza tra annunci e fatti. Oggi voto Novelli ma lo aspetto alla prova dei fatti. La Lambertucci annunciò una direzione a settimana, mi sarei accontentato di 20 giorni. Su Fiordomo è palese l’incompatibilità tra rappresentante delle istanze di un Comune e quelle di un intero territorio. Oggi voto Novelli ma lo aspetto alla prova dei fatti. La Lambertucci annunciò una direzione a settimana, mi sarei accontentato di 20 giorni. Su Fiordomo è palese l’incompatibilità tra rappresentante delle istanze di un Comune e quelle di un intero territorio. AUGURO AL NUOVO SEGRETARIO DI ESSERE PIU’ RENZIANO E AVERE IL CORAGGIO DELLE SCELTE “
Dimenticavi il link per Berdini
https://www.cronachemaceratesi.it/2015/07/25/il-pd-punta-a-superare-le-divisioni-settimio-novelli-e-il-nuovo-segretario/685481/
«Occhio ai numeri. Perché quasi dappertutto il Pd sta sopra il 40 per cento nelle varie città.»
(fonte http://www.dire.it/06-06-2016/57884-comunali-renzi-il-risultato-non-e-negativo-pd-quasi-ovunque-oltre-il-40/)
Pensiamo se anche per Civitanova, Domenica fosse stata al pari di tante altre città, paesi e paesini giorno di cambiamento, che festa sarebbe stata oggi.
Non mi interessa molto queste elezioni comunali, ma una cosa è certa il “Galletto Renzi insieme alla gallinella sua preferita, stanno facendo le valigie, e non c’è santo che tenga, al referendum di ottobre, non ci sarà di certo la marcia su Roma, ma tutti a casa compagni!!!
Non lo ha detto chiaramente Verdenelli, troppo banale per un giornalista della sua tara, perciò lo esplicito io: Nastro Rosa a San Severino Marche nonostante la chiusura del punto nascita nel suo ospedale, voluto dal pesarese Ceriscioli. Come dire….è stato un parto spontaneo,naturale, in casa, quello della neonata Sindaco..
@ Giorgi. Vedi Giorgi, i numeri come le Leggi vanno interpretate, Leggendo l’articolo dell link che hai postato, sin dalle prime battute ho avuto dei dubbi, all’ultima riga solo certezze: Renzi era completamente ubriaco. Però c’è da fare una piccola considerazione, se noi leggiamo quaranta e poi quarantuno siamo sicuri che quaranta sia minore di quarantuno. Ma dopo qualche bicchiere,potrebbero entrare in ballo tesi futuristiche che vedono, non so, Fratelli d’Italia affratellarsi con il Pd, un ripensamento dei 5 stelle che nei giorni che li separano al ballottaggio,,assaliti dal tarlo del dubbio cambiano idea e riversano il loro voto a favore del Pd, volevo dire Renzi, perché in queste amministrative il Pd è solo una sigla a cui è rimasto poco senso e a cui gli elettori antepongo Renzi nel grido di battaglia più enfatico di ” Avanti Savoia ” ossia: ” Il Pd non è Renzi, Renzi è il Pd.”. E questo mi sta anche bene, sparito Renzi, sparito il Pd e tutti i lacché, esclusi quelli che lui definisce a sinistra del Pd che sono già usciti, e quelli separati in casa che aspettano che Renzi si trovi un altro appartamento per organizzare i suoi banchetti a base di robusto Chianti della sua terra.. Giorgi, adesso no, ma fra qualche giorno, quando avrà smaltito i postumi della sbronza post elettorale, forse ci darà una lezione di come leggere i numeri. Vedi a favore di Renzi, faccio un esempio banalissimo: Il bilancio del Comune di Civitanova, in mano al più grande professore di economia mondiale, sarebbe una cosa informe, irreale forse anche comica. Ma in mano a Silenzi, quel bilancio diventa uno spartito musicale, letto e cantato per sublimare il sindaco, l’unico che sia in grado di apprezzare le doti tenorili del Proff. di Ginnastica, già Assessore per la Raccolta dei rifiuti e che farebbe meglio dopo il leggiadro canto, buttare lo spartito nel secchio della differenziata raccolta per la carta. Scusa Giorgi, se magari ti ho annoiato e se forse sono andato un po’ fuori tema, ma se può parlare Renzi che è il premier penso che chiunque possa dire la sua, anche l’ultimer fosse anche la più grossa idiozia mai detta.
Mara, il tuo lapsus sulla tara è di una bellezza rara…