Sanità, meno 5 milioni di euro
per l’Area vasta 3

MACERATA - La Regione taglia l'1 percento del bilancio del Maceratese. Questa la novità all'indomani dell'incontro tra Carancini e i vertici regionali sanitari. Tra i temi affrontati ospedale unico, bandi per i primari mancanti, potenziamento dell’apparato tecnico dell’Area vasta e la previsione di un nuovo direttore sanitario unico
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Il sindaco Romano Carancini annuncia i tagli

Il sindaco Romano Carancini annuncia i tagli

di Federica Nardi

(Foto Lucrezia Benfatto)

Nel Maceratese quest’anno verranno tagliati 5 milioni di euro alla sanità. Una scure che si abbatte sul bilancio destinato alla nostra area vasta (l’Av3), che per il 2016 ammonta a circa 550 milioni di euro. Il taglio chiesto dalla Regione a tutte le Aree vaste è dell’1 percento, ma nel Maceratese, dove la sanità privata convenzionata sarebbe al riparo da ulteriori tagli grazie alle convenzioni (leggi l’articolo), questi 5 milioni di euro peserebbero quasi completamente sul servizio pubblico. A dirlo è il sindaco di Macerata Romano Carancini che tira le somme dell’incontro di ieri con il governatore Luca Ceriscioli, il direttore Asur Alessandro Marini, il direttore sanitario regionale Nadia Storti, il presidente della Commissione sanità Fabrizio Volpini, il direttore di Av3 Alessandro Maccioni, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e il consigliere Francesco Micucci. Un fulmine a ciel sereno considerando il mantra della Giunta regionale che ha accompagnato questi mesi di riforma sanitaria: «Non tagli ma investimenti» (leggi l’articolo). E invece i tagli sono arrivati. Dove andranno a incidere non è ancora chiaro. Ma Carancini, come presidente dei sindaci di Area vasta, non demorde e torna a Macerata con le promesse di Ceriscioli su ospedale unico, bandi per i primari mancanti, potenziamento dell’apparato tecnico dell’Area vasta e la previsione di un nuovo direttore sanitario unico che vada a sostituire i tre attuali (di Macerata, Civitanova e Camerino).

La sede Asur di Macerata

La sede Asur di Macerata

TAGLI – «Dei 550 milioni assegnati per il 2016 al bilancio dell’Area vasta 3 è stato chiesto un taglio dell’1 percento, che corrispondono a circa 5 milioni di euro – dice Carancini – Ho fatto presente a Ceriscioli che questo taglio non può essere adottato in modo lineare. Nella nostra area vasta c’è una forte componente di sanità privata convenzionata sulla costa. Non potendo tagliare quella la riduzione dei fondi andrà a incidere sul resto. Il territorio merita investimenti. Se non si investe vuol dire che lo si vuole svuotare». A non essere tagliato sarà sicuramente l’ufficio tecnico dell’Area vasta 3, dove anzi da Carancini e Maccioni è stato chiesto «un potenziamento per far fronte alle molte necessità della riorganizzazione sanitaria».

ospedale macerata

L’ospedale di Macerata

QUEI SOLDI PER L’OSPEDALE UNICO – Capitolo a sé l’ospedale unico di Area vasta, segnato da continue incertezze sul dove, il quando e, soprattutto il come. Su questo Carancini ha ottenuto le rassicurazioni di Ceriscioli: «Abbiamo chiesto che l’ospedale unico provinciale del Maceratese venga inserito nella programmazione regionale il prima possibile, dato che al momento non c’è mentre ci sono Marche Nord e Marche Sud. Probabilmente verrà inserito nel piano sanitario – dice Carancini – La chiave di volta è dove trovare le risorse per finanziarlo. La soluzione c’è ed è quella di prendere i fondi dai risparmi che si avranno abbattendo le spese dei due ospedali di Macerata e Civitanova». Spese che al momento, considerando manutenzione, personale e futuri investimenti sull’adeguamento delle strutture alle norme antincendio e anti sismiche, ammonterebbero a circa 20 milioni di euro l’anno. Quei 20 milioni, che, nell’ipotesi sempre più concreta di costruire il nuovo ospedale utilizzando la formula del “leasing in costruendo” (dato che la possibilità del project financing, ventilata dalla Giunta regionale anche per l’ospedale unico di Pesaro-Fano, è stata di fatto eliminata dalla nuova legge nazionale sugli Appalti), coprirebbero quasi totalmente il canone annuale per la costruzione. Con una doverosa precisazione: «I due ospedali chiuderanno solo quando sarà operativo il nuovo ospedale unico». La prospettiva per i due nosocomi, sostituiti dal nuovo che accorperà circa 550 posti letto, sarà quella di «perdere tutte le specialistiche, che saranno trasferite nel nuovo ospedale, ma di mantenere attivo il pronto soccorso». Ma per avere certezze bisognerà attendere il progetto di fattibilità per il nuovo ospedale che l’Asur sta preparando: «Mancano una ventina di giorni alla chiusura del progetto – dice Carancini – entro giugno probabilmente convocheremo la conferenza di area vasta per presentarlo. Personalmente penso che il luogo del nuovo ospedale debba deciderlo la Regione. In mancanza la volontà è quella di indicare il luogo entro l’anno».

DALLA CARTA ALLA REALTA’ – Tra i temi affrontati anche quelle indicazioni sulla sanità locale che, scritte nero su bianco nei documenti e nei provvedimenti, ancora non trovano attuazione. Come il bando per il primario di radiologia interventistica, che Macerata aspetta dal 2014. Il centro ictus, novità annunciata questo inverno che ancora deve avviarsi formalmente (leggi l’articolo). O i primari mancanti degli ospedali di Macerata e Civitanova, per cui Carancini ha chiesto «un cambio di marcia. Le altre Aree vaste fanno i bandi per tempo. Bisogna cambiare il metodo per la nomina dei primari». Discorso simile per le strumentazioni degli ospedali che, dice Carancini «in gran parte sono obsolete. Bisognerebbe pensare di noleggiarle invece di acquistarle, in modo da poterle sostituire velocemente quando la tecnologia va avanti». Ultimo punto quello della direzione sanitaria, che diventerà unica per tutta l’Area vasta 3: «Il direttore sanitario è una figura centrale nella programmazione del territorio – dice il sindaco – Entro giugno probabilmente la Regione indicherà un nome».

(Servizio aggiornato alle 17,19)



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