Maceratese, processo Dirty soccer:
la procura non fa appello

LEGA PRO - La sentenza diventa definitiva, scongiurato il rischio di penalizzazione
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La tifoseria della Maceratese

La tifoseria della Maceratese

 

Processo Dirty soccer, la procura federale non impugna la sentenza in cui la Maceratese veniva condannata a pagare 3mila euro di multa, per responsabilità oggettiva di un suo tesserato (leggi l’articolo). La sentenza passa così in giudicato, la squadra biancorossa non è stata penalizzata di nessun punto. La vicenda è relativa all’indagine su partite di Lega Pro i cui risultati sarebbero stati alterati per scommetterci sopra. La società era stata chiamata in ballo per via di un suo ex tesserato, il difensore Mirko Garaffoni, cui veniva contestato di aver concorso insieme ad altre persone ad alterare il risultato di Santarcangelo-L’Aquila, partita dello scorso campionato di Lega Pro. Garaffoni, imputato al processo insieme alla società biancorossa, era stato condannato a tre anni di squalifica. Con la sentenza divenuta definitiva per il club biancorosso «è stato scongiurato il rischio di penalizzazione – dice l’avvocato Massimo Nascimbeni, legale della Maceratese –. Per quanto riguarda l’ammenda di 3mila euro, nel caso in cui Garaffoni venisse definitivamente riconosciuto responsabile dei fatti a lui addebitati, la Maceratese agirà nei suoi confronti per il recupero di tale somma».



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