Banca Marche è ripartita
Goffi: “Più forti di prima”
Subito 200 milioni per le imprese

L'amministratore delegato lancia il nuovo istituto accompagnato dai rappresentanti delle associazioni di categoria: "Dal 23 novembre di nuovo vicini al territorio. Bm era una macchina da guerra e deve tornare a esserlo". Il direttore commerciale Fulvi: "Sarebbe una beffa non riuscire ad esprimere le nostre potenzialità"
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L'ad Luciano Goffi durante la conferenza di questa mattina

L’ad Luciano Goffi durante la conferenza di questa mattina

di Marco Ricci

“La banca c’è ed è più forte di prima”. Così ha esordito l’amministratore delegato della Nuova Banca delle Marche, Luciano Goffi, durante la prima conferenza stampa dalla nascita del nuovo istituto di credito, annunciando la messa a disposizione di 200 milioni di euro per le piccole e medie imprese. “Dal 23 novembre è iniziato un nuovo corso. Con Bm rinforzata di nuovo capitale e libera dalle sofferenze, la banca può ricominciare il suo percorso e la stagione di investimenti per il territorio. Essere oggi clienti della nuova Banca Marche – ha proseguito l’ad – vuol dire essere in una banca in assoluta sicurezza. Accanto a Goffi, neppure troppo simbolicamente, i rappresentanti regionali della Cna, di Confartigianto, Confesercenti e Confcommercio. “Nessuna banca può fare banca da sola – ha dichiarato ancora Goffi – Le pmi, dagli anni di crisi, hanno ricevuto ferite così tante ferite che per noi è difficile stabilire quanto siano profonde. Insieme alle associazioni di categoria e ai Confidi possiamo farlo e avvinare queste realtà al credito”.

“Non riuscire ad esprimere le nostre potenzialità – ha poi preso la parola il nuovo direttore commerciale, Giordano Fulvi – sarebbe la seconda beffa per questa regione, una regione, lo ricordiamo, che ha visto il vecchio istituto affondare con circa 3 miliardi di euro di perdite, perdite in parte coperte dal Fondo unico di risoluzione per quasi un miliardo, in parte dai 400 milioni di euro di obbligazioni subordinate che sono andate azzerate. Bisogna giocare il secondo tempo per tutte le persone oneste che hanno lavorato molto duro in tutti questi anni. Ora non possiamo commettere gli errori del passato e siamo pronti ad allinearci ai nostri principali competitor”. Se Goffi parlerà poi della vecchia Banca Marche come una macchina da guerra per il territorio, Fulvi ha ricordato le 105mila imprese ad oggi affidate e le 5mila aziende corporate che operano con la Nuova Banca delle Marche. “Adesso le nostre filiali saranno in grado di erogare finanziamenti da 100mila euro in due o tre giorni”, ha concluso Fulvi.

Se Otello Gregorini di Cna parla di una banca che torna a svolgere il proprio ruolo, sulla stessa linea è anche il presidente di Confesercenti, Albonetti, mentre in difesa dei dipendenti della Nuova Banca delle Marche si erge il presidente di Confcommercio  Tarantini. “Nella mia filiale vedo dipendenti che meritano il più alto rispetto e che portano su di loro profonde ferite morali. A loro va tutta la mia solidarietà”. Analogo ringraziamento e stima per il duro lavoro di questi anni era venuto in precedenza dallo stesso Goffi. Ma se la nuova banca è solida ed è ripartita, ancora profonde sono le ferite che provengono dal recente passato, in particolare per gli effetti di un dissesto che ha azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, salvaguardando però tutte le altre obbligazioni, i depositi dei risparmiatori e permettendo alla banca di esserci di nuovo.

La conferenza nella sala del quartier generale di Fontedamo a Jesi

La conferenza nella sala del quartier generale di Fontedamo a Jesi

“La nostra regione ha vissuto una crisi pesante, più pesante del resto del paese. Ma in passato ci sono stati anche errori più gravi, di gestione e di prospettiva – ha detto Goffi ricordando la spinta verso sempre maggiori profitti nel corso delle gestioni precedenti di Banca Marche ma anche l’eccessivo sbilanciamento verso grandi clienti e verso il settore immobiliare. “Le nuove regole europee – ha proseguito l’ad – impongono che a pagare i dissesti siano prima gli azionisti, come capita per ogni azienda, e poi i titoli più rischiosi. Come ho già detto, saremo vicini il più possibile a questi clienti. Se vorranno rimanere con noi gli saremo vicini con tutti gli strumenti commerciali possibili. Se se ne andranno, al contrario, non potremo far nulla per venirgli incontro. Mi auguro comunque che il Governo e il Mef possano trovare qualche soluzione aggiuntiva ai 100 milioni di euro provenienti dal sistema bancario e riservati agli obbligazionisti subordinati. La soluzione messa in campo – ha concluso il passaggio – era davvero l’ultima prima del bail-in o della liquidazione coatta amministrativa”.

Nel futuro della nuova Bm, una qualche aggregazione o il confluire in un grande gruppo bancario, una soluzione che Goffi si auspica possa avvenire nel più breve tempo possibile. “Può piacere o meno, ma con il procedere del consolidamento del sistema bancario la piccola e media banca non è più sostenibile né per via delle necessità patrimoniali né per via della redditività. Dobbiamo entrare in gruppo serio che possa portare da una parte le nostre imprese all’estero ma che dall’altra consenta autonomia e organizzazione per essere vicini al territorio e non disperdere la nostra penetrazione nel tessuto regionale. Entro dicembre per Banca Marche, così come per Carife, Popolare dell’Etrutia e Carichieti, verrà nominato un advisor. Ci saranno poi le prime offerte non vincolanti, le due diligence, dunque un nuovo partner. “A mio parere – ha concluso Goffi – non credo ci siano problemi occupazionali se la banca si mantiene vitale e sicuramente manterremo la nostra presenza diffusa anche sulle piccole piazze. Banca Marche era una macchina da guerra per il territorio e può tornare ad esserla”.



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