Salvataggio Banca Marche
Allarme del Fondo interbancario
“Si rischia un danno per tutto il sistema”

Il presidente Maccarrone ha invitato il Parlamento a recepire al più presto le nuove norme sulle crisi bancarie. Sul tavolo anche l'interlocuzione con l'Europa che vedrebbe l'intervento come aiuto di stato. Anche l'onorevole Petrini, relatore della norma alla Camera, critico con le posizioni di Bruxelles. Le segreterie nazionali dei sindacati sollecitano il governo a prendere in mano la situazione. In serata la precisazione di Maccarrone: "Mai parlato di liquidazione delle banche interessate ai nostri interventi"
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Il presidente del Fondo interbancario Salvatore Maccarrone

Il presidente del Fondo interbancario Salvatore Maccarrone

di Marco Ricci

Un invito pressante quello giunto oggi dal presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), Salvatore Maccarrone, affinché l’Italia disciplini al più presto le nuove sui salvataggi bancari contenute nella direttiva europea Brrd. Senza il nuovo quadro normativo, infatti, “il Fondo non può intervenire” nei salvataggi in corso, ha dichiarato Maccarrone durante l’audizione che si è tenuta oggi alla commissione Finanze del Senato. La mancata conclusione del’iter di approvazione delle nuove leggi sarebbe vissuto “con affanno” anche dalle altre autorità interessate ai salvataggi, un possibile riferimento alla stessa Banca d’Italia che avrebbe ancora le mani legate. Le norme che disciplinano l’applicazione della Brrd, lo ricordiamo, sono state approvate in via preliminare dal governo quasi due mesi ma, nonostante la conclamata urgenza, il governo ha fatto inutilmente passare quasi tre settimane prima di trasmettere i testi alle commissioni di Camera e Senato dove sono adesso in discussione. Se l’auspicio delle due Camere è di concludere l’iter la prossima settimana, sarà poi necessario un nuovo via libera dal consiglio dei ministri, il tutto entro il 15 novembre, data ultima prima che decada la delega concessa dal parlamento al Governo per legiferare.

Il quartier generale della Banca delle Marche a Jesi

Il quartier generale della Banca delle Marche a Jesi

Il Fondo – che nelle scorse settimane ha deliberato un intervento da 1.25 miliardi di euro per il salvataggio di Banca Marche in un piano complessivo di due miliardi che coinvolge anche i dissesti Carife, Banca Etruria e CariChieti – aveva già sottolineato come il recepimento della Brrd fosse uno dei requisiti essenziali per procedere operativamente nei salvataggi in corso. Maccarrone ha in ogni caso lanciato un allarme a 360 gradi nei confronti della politica, un allarme che coinvolge anche l’interlocuzione con la Commissione europea. Se a parere di alcuni il presidente del Fitd si è mosso nella sua moral suasion – su una questione delicata – come un elefante in una cristalleria evocando fallimenti e corse agli sportelli, è vero sia come il tempo stringa sia come la commissione non avrebbe ancora superato l’obiezione secondo cui l’intervento del Fondo possa essere considerato un aiuto di stato in quanto rientrante nell’area pubblica. “Una cosa è l’attrazione nell’area pubblica e un’altra sono i soldi pubblici – ha commentato Maccarrone al termine dell’audizione ricordando come i soci del Fitd siano soci privati, cioè le banche consorziate – La considerazione secondo cui l’intervento del Fondo sarebbe un aiuto di stato è a mio parere priva di fondamento. Questo lo affermo più che sul piano politico su quello giuridico, da giurista come mi considero, ma un ricorso su queste basi avrebbe tempi troppo lunghi”. Secondo Maccarrone, l’opposizione della commissione europea potrebbe essere alleggerita nel coinvolgere nella soluzione gli obbligazionisti, convertendo i loro prestiti in azioni, mentre – proprio per il salvataggio Banca Marche – la Bce starebbe riflettendo se avocare a sé la procedura visti i lunghi termini del periodo di commissariamento.

Paolo Petrini

Paolo Petrini

Dunque tocca alla politica nazionale farsi valere in sede europea. Particolarmente duro sul considerare l’intervento del Fitd come aiuto di stato da parte della Commissione è stato l’onorevole marchigiano Paolo Petrini, relatore in commissione Finanze della Camera dei provvedimenti sui salvataggi bancari. Secondo Petrini, sarebbe inoltre “inaccettabile” se il passaggio dal vecchio al nuovo sistema di salvataggi avvenisse senza una precedente massima trasparenza informativa verso tutti i soggetti coinvolti, tra cui gli obbligazionisti. “Chiederemo al governo che la Brrd sia applicata in modo graduale e lo diremo con forza nel parere che trasmetteremo al consiglio dei ministri”, ci ha dichiarato l’onorevole. Petrini boccia dunque il passaggio iantaneo da un “sistema basato sulle relazioni a un sistema basato sulle regole” e manifesta l’intenzione di prevedere un periodo di transizione.

Il presidente del Fondo Interbancario, con un’intenzione anche condivisibile, passa la palla alla politica ma lo fa in un modo forse troppo irruento, con toni e previsioni che, per loro conto, rischiano di far precipitare la situazione delle banche interessate ai salvataggi. E a ruota del presidente Maccarronne hanno rilasciato un comunicato le segreterie nazionali dei sindacati del mondo bancario, Fisac-Cgil, First-Cisl, Fabi, Uilca, Unisin, Sinfub e Ugl. “Non è più rinviabile un impegno diretto del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia verso le istituzioni comunitarie europee per chiarire che l’intervento del Fondo non costituisce aiuto di stato”, hanno scritto le segreterie nazionali nel loro comunicato che esprime come sottinteso fiducia e attenzione verso Banca Marche, Carife, Carichieti e Banca Etruria nonché per il ruolo che svolgono nel territorio. Oltre a perorare il completamento del quadro legislativo, le segreterie hanno ricordato come il piano di intervento predisposto dal Fondo sia “un’azione preventiva di ricapitalizzazione, meno costosa di altri interventi che si renderebbero, in caso contrario, necessari. E’ ora che, adeguatamente ripatrimonializzati, dopo il risanamento ad opera delle Amministrazioni straordinarie, i quattro Gruppi possano consolidare e sviluppare pienamente le attività, con governance, assetti organizzativi e di bilancio innovati e diversi da quelli delle gestioni che ne avevano provocato la condizione di criticità”.

LA PRECISAZIONE – In serata è giunta la precisazione del presidente del Fitd, Salvatore Maccarrone, in merito alle dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio in Senato. Dopo le parole forti che, seppur condivisibili nel merito, hanno destato un allarme forse non così giustificato, arriva la marcia indietro rispetto a una situazione che vede ancora aperta una fase di interlocuzione tra le autorità italiane e quelle europee, con l’impegno della Banca d’Italia a chiudere al più presto i salvataggi in corso.  “Preciso che non ho mai parlato di uno scenario di fuga dei depositi, non ho mai detto che c’è un rischio di liquidazione, se non si superano le obiezioni UE – ha dichiarato con un comunicato il presidente del Fondo Interbancario –  né tanto meno ho dichiarato che altrimenti si segnerebbe in maniera tragica la sorte di queste banche. Preciso di aver ribadito invece la ferma volontà del Fondo di intervenire, così come ha già deliberato, nel salvataggio delle banche attualmente commissariate, nel tempo più breve possibile e nell’ambito di un contesto normativo stabilizzato, attraverso l’adozione del decreto delegato di recepimento della BRRD e con l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalle norme in vigore.Il Fondo ha elaborato e intende realizzare un piano in grado di ristabilire la piena operatività delle banche, in tempi rapidi, così come è stato programmato, in conformità alle sue finalità istituzionali ed utilizzando i mezzi di cui esso dispone o che comunque ha predisposto per i propri interventi, per la tutela dei depositanti e dei risparmiatori”.



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