Micheli attacca le spese folli del passato:
“Scontiamo ancora i mutui accesi
Rimpiangete gli anni di tangenti e furti?”

MACERATA - Alla chiusura degli Aperitivi culturali il direttore artistico dello Sferisterio traccia un bilancio positivo con l'amarezza dei tagli dell'ultimo minuto comunicati dal Ministero: "Oggi spendiamo per tutta la stagione quello che prima costava una sola rappresentazione. La nostra è un'operazione di democratizzazione dell'opera con scelte popolari e biglietti a prezzi accessibili". Confermate per il cartellone 2016 Norma e Otello: la Carmen messa in dubbio dalla revisione di spesa
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Francesco Micheli e Cinzia Maroni durante gli Aperitivi Culturali di oggi

Francesco Micheli e Cinzia Maroni durante gli Aperitivi Culturali di oggi

Francesco Micheli, da quattro anni direttore artistico del Macerata Opera Festival

Francesco Micheli, da quattro anni direttore artistico del Macerata Opera Festival

 

di Claudio Ricci

«Siamo sulla buona strada, è in salita, ma se state con noi ce la faremo». Come tradizione tocca al direttore artistico Francesco Micheli chiudere l’edizione 2015 degli Aperitivi Culturali organizzati dall’associazione Sferisterio Cultura. Un bilancio positivo, quello tracciato da Micheli sulla stagione 2015 con il botteghino che viaggia ampiamente oltre il milione di euro, reso però amaro dai tagli comunicati dal Ministero solo tre giorni fa (leggi l’articolo). Tagli ancora più indigesti perché lo Sferisterio non solo ha un bilancio tra i più rigorosi d’Italia ma anche perché dal 2010 ad oggi ha fatto all’opera di necessità virtù, sperimentando con soluzioni artistiche apprezzate. Lo Sferisterio chiude una buona edizione con le ultime tre recite quasi da record: La Bohème di venerdì ha fatto registrare il sold out (presente anche il soprano Cecilia Gasdia, la Mimì nella storica opera di Ken Russell, nel 1984), Cavalleria rusticana e Pagliacci ha visto la presenza di oltre 2250 spettatori e si spera di fare il pienone anche stasera con Rigoletto.

Francesco Micheli venerdì sera allo Sferisterio con Cecilia Gasdia, la Mimì nella storica opera di Ken Russell, nel 1984

Francesco Micheli venerdì sera allo Sferisterio con Cecilia Gasdia, la Mimì nella storica opera di Ken Russell, nel 1984

«Per un singolo allestimento degli anni d’oro si spendeva quello che oggi si spende per tutta la stagione lirica- così Micheli – Per la Turandot di Ugo Deana portata in scena nel 1996 che io vidi da spettatore si spese probabilmente un miliardo di lire. Purtroppo oggi scontiamo ancora i mutui accesi all’epoca per sostenere quelle produzioni ricchissime che poi si sono rivelate fuori budget. Rimpiangete gli anni delle tangenti e dei furti? E non mi riferisco alla Turandot o allo Sferisterio ma al sistema italiano degli anni ’90».

Un bilancio che il direttore artistico ha contribuito fortemente a risanare negli ultimi anni riportando un pubblico costantemente in crescita all’opera e colmando proprio quei buchi di bilancio accesi con i mutui milionari degli anni passati. «La nostra è un’operazione di democratizzazione dell’opera – ha continuato Micheli – con scelte popolari e biglietti a prezzi accessibili. Lo dimostra il pubblico che ho di fronte fatto di giovani, meno giovani, di ogni estrazione sociale eppure tutti appassionati, ognuno a suo modo».

Pienone allo Sferisterio anche ieri sera per l'ultima recita dell'applauditissimo dittico Cavvaleria rusticana/Pagliacci

Pienone allo Sferisterio anche ieri sera per l’ultima recita dell’applauditissimo dittico Cavvaleria rusticana/Pagliacci

Insomma uno Sferisterio virtuoso, che attrae e risparmia ma proprio per questo viene penalizzato dalle tabelle del Ministerio che paradossalmente privilegiano chi spende di più. Da qui il punto interrogativo sulla terza opera in cartellone per la stagione 2016 dedicata al tema Mediteranneo: Norma e Otello sono già in programma, mentre non ha confermato la ripresa della Carmen del 2012 prospettata nell’intervista a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). «Da settembre valuteremo il budget a disposizione. L’ammanco attuale è di 300 mila euro – continua Micheli – poi decideremo il terzo titolo. Ce la faremo ma è necessario il supporto di tutti». Purtroppo proprio per effetto dei tagli ministeriali il bilancio sanato con tanto lavoro negli ultimi anni rischia di tornare in rosso dalla prossima stagione. «L’opera è un processo culturale – ha concluso Micheli – in quanto tale deve essere riconosciuto dallo Stato che deve continuare ad investirci risorse».

Soddisfatta per l’andamento degli Aperitivi Culturali, Cinzia Maroni: «La nostra associazione ha dimostrato vitalità e fantasia ed ha saputo fronteggiare alla grande un momento difficile. Gli appuntamenti sono risultati appassionanti perché, come è nostro costume, vengono trattati con leggerezza temi profondi ed attuali. L’opera lirica è ancora oggi capace di parlare al cuore delle persone, di coinvolgere i sentimenti, di richiamare l’attenzione sui grandi temi della vita. I giovani registi delle tre opere in cartellone hanno saputo cogliere la modernità del melodramma e gli ospiti degli aperitivi si sono messi sulla stessa lunghezza d’onda. Nel 2016 ricorre il decennale degli Aperitivi Culturali. Abbiamo intenzione di cominciare a lavorare fin da subito per reperire le risorse che ci consentano di festeggiare degnamente il nostro anniversario e di essere all’altezza della stagione dell’anno prossimo. Possiamo dire fin da subito che sarà adeguatamente ricordato il 400esimo anniversario della morte di William Shakespeare anche attraverso l’Otello di Verdi. Il nostro slogan “chi sa solo d’opera non sa niente d’opera” si è rivelato ancora una volta vincente».



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