Oltre le notizie

Nell’attuale politica, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare
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ALESSANDRO FELIZIANIdi Alessandro Feliziani

Sabato 11 luglio, mentre su tutte le prime pagine dei quotidiani trovavano ampio spazio le vicende della Grecia e nelle edizioni locali avevano il giusto rilievo l’incendio verificatosi al Cosmari ed altri concomitanti roghi alquanto sospetti, nelle pagine interne degli stessi giornali si potevano leggere quattro notizie apparentemente senza alcuna connessione tra loro. Eppure un collegamento ci può essere, almeno nelle considerazioni complessive che il lettore potrebbe essere indotto a fare.
Prima notizia: la Regione Marche si appresta a pagare un milione e mezzo di euro di indennità di fine mandato agli ex consiglieri che a fine giugno hanno lasciato il “parlamentino” regionale perché non ricandidati o non rieletti. Si tratta di somme, da 35 mila euro lordi in su a seconda del numero di anni (5 o più) trascorsi sui banchi del Consiglio, paragonabili a quelle che ogni lavoratore riceve quando dopo quarant’anni va in pensione. Somme che per gli ex consiglieri regionali vanno ad aggiungersi al vitalizio che spetta loro (salvo rinuncia) dopo aver compiuto 60 anni di età.
Seconda notizia: proprietari di terreni e di immobili agricoli di tutte le Marche stanno ricevendo in questi giorni i bollettini del Consorzio di bonifica per pagare la cosiddetta “tassa sui fossi”, l’ennesimo balzello che in regione, nonostante se ne parli da anni, nessuno è riuscito a far “rottamare”.
Terza notizia: i presidenti di dieci Province dell’Italia centrale, tra cui quello di Macerata, “alzano le mani” poiché impossibilitati a garantire la manutenzione delle strade e – dall’autunno prossimo – il riscaldamento delle scuole, a causa dei continui e pesanti tagli dei finanziamenti statali. La riforma delle Province voluta dal Governo è rimasta nel limbo: esse devono continuare a svolgere le loro funzioni, ma senza più le risorse di un tempo
Quarta notizia: la legge approvata dal Parlamento all’inizio del 2014 per consentire ai cittadini di finanziare i partiti, destinando ad essi il “2xmille” in sede di presentazione delle dichiarazione dei redditi, si è rivelata un flop. Su quaranta milioni di contribuenti solamente 16.518 italiani hanno sottoscritto la destinazione del contributo ai partiti, per un totale di appena 325 mila euro.
Queste quattro notizie si legano tra loro con una considerazione: mentre la riduzione del costo della politica resta nelle parole, i cittadini – che continuano a essere tartassati da imposte e contributi, ricevendo sempre più scarsi servizi – di questa stessa politica hanno le tasche piene.



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