A Cingoli nasce il Museo del lago

Attesa per l'inaugurazione. Sarà diviso in tre sezioni: una dedicata ai sidecar, una alla civiltà contadina e l'altra all'acqua

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Il lago di Cingoli

Il lago di Cingoli

di Leonardo Giorgi 

Sarà domani pomeriggio l’inaugurazione del Museo del lago, uno dei progetti più ambiziosi della recente storia cingolana. Ubicato sotto l’invaso di Castreccioni, il museo si inserisce in un efficiente ecosistema turistico e di intrattenimento che comprende tra gli altri i percorsi acrobatici del Parco Avventura e le varie strutture ristorative nei dintorni del lago di Cingoli. «I vasti spazi del Museo del Lago – spiega il consigliere comunale Stefano Filonzi – rappresenteranno un ulteriore motivo per visitare il Balcone delle Marche. Il museo sarà diviso in tre zone: il museo del sidecar, il museo della civiltà contadina e il museo dell’acqua. Il museo del sidecar di Costantino Frontalini rappresenta qualcosa di unico, così come sono letteralmente unici molti dei pezzi presenti. Inoltre il signor Frontalini ha ulteriormente espanso la sua collezione, allestendo la sezione del museo chiamata “Il Sogno Americano”. Sono state riprodotte infatti le moto più celebri della storia del cinema ed ogni mezzo esposto in questo spazio, è accompagnato da immagini del film a cui si riferisce, la moto di Easy Rider, i leggendari bolidi di Steve McQueen e così via». Un grande lavoro di fedele riproduzione storica è stato fatto anche per lo spazio dedicato alla civiltà contadina: «L’esposizione si struttura in tre aree – continua Filonzi – al centro ci sono i mezzi per il processo della trebbiatura, a destra una mostra di strumenti agricoli originali antichi e non, a sinistra trova luogo il fiore all’occhiello, un’attenta ricostruzione degli ambienti interni tipici della casa rurale, come la camera e la cucina di una volta».
La terza sezione del Museo del Lago è riservata alla storia del lago stesso: «Il museo dell’acqua è ancora in allestimento ed è dedicato alla storia della diga di Cingoli con annessi collegamenti con la natura del territorio e l’acqua in generale». «Ci aspettiamo una grande affluenza di pubblico – continua il consigliere –  questo museo rappresenta un progetto a lungo termine fondamentale. Siamo riusciti a realizzarlo grazie a dei fondi europei gestiti dalla provincia di Macerata che abbiamo utilizzato per acquistare e restaurare l’ex capannone di Condotte Spa, l’azienda che ha realizzato la diga. Questo stabile, che appunto ospita il Museo del Lago, in futuro potrebbe essere ampliato tramite soppalchi e servire anche per attività ed eventi di diversa tipologia. La vera sfida sarà continuare a rendere il museo attraente anche quando non sarà più una novità e per questo bisognerà usare con intelligenza i pochi fondi a disposizione, pubblicizzando la struttura in modo più aggressivo già a partire dalla primavera 2016».

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