Blocco pensioni, problema nel Maceratese
E’ la zona con percentuali più alte
per l’indice di invecchiamento
SOLDI - La provincia segna un valore maggiore rispetto alla media regionale (23,8%). I pensionati sono quasi 95.506 e il 70,1% di essi percepisce un trattamento lordo inferiore a 1.433 euro al mese. L’importo medio di una pensione di vecchiaia Inps è di 920 euro lordi mensili. Sindacati mobilitati per la sentenza della Corte Costituzionale
Con la sentenza numero 70 del 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo previsto dal decreto legge 201/2011. Il Governo, con decreto Legge numero 65 del 2015, ha dato attuazione alla pronuncia della Consulta. Il provvedimento, come le segreterie nazionali di Spi Fnp e Uilp hanno fatto presente al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Guido Poletti nell’incontro del 15 giugno scorso, è insufficiente e inadeguato. Nel decreto viene prevista infatti una restituzione solo parziale di quanto dovuto, nei confronti di una parte degli aventi diritto. Pur valutando come positiva l’apertura di un tavolo non episodico di confronto tra Governo e sindacati dei pensionati sulla materia previdenziale, e considerando che il 21 luglio scadrà il termine per la conversione in legge del decreto numero 65, le organizzazioni sindacali dei pensionati di Spi Fnp Uilp di Macerata hanno chiesto un incontro a tutti i senatori e deputati eletti nei collegi maceratesi (presenti all’incontro Morgoni e Manzi) per sollecitare un loro impegno concreto, in sede di dibattito parlamentare per la conversione del Decreto, in direzione di una sua sostanziale modifica. Il blocco della rivalutazione dei trattamenti superiori a tre volte il minimo proietta i suoi effetti negativi sugli assegni previdenziali per tutta la vita dei pensionati. Per il biennio 2012-13, la rivalutazione prevista era rispettivamente del 2,7% e del 3%, a fronte di un’inflazione programmata del 7%. «Chiediamo che venga rivisto il meccanismo di rivalutazione marginale del montante delle pensioni – dicono i sindacati – che determinerà una perdita importante ed irreversibile del valore delle pensioni negli anni a venire. Che sia definito un meccanismo di perequazione-rivalutazione in grado di garantire nel tempo il potere d’acquisto degli assegni pensionistici che la Corte ha giustamente definito essere “retribuzione differita”. Pur consapevoli della necessità di agire con responsabilità, trovando soluzioni che evitino il rischio di aprire pericolosi buchi nei conti pubblici di un paese che sta tentando con fatica la via del risanamento, ricordiamo che da tempo Spi Fnp e Uilp, ad ogni livello territoriale, chiedono al Governo interventi di tipo strutturale per affrontare la questione delle condizioni di vita degli anziani e dei pensionati italiani, tra i quali: la riduzione della pressione fiscale nazionale e locale; l’equiparazione no tax area per pensionati e lavoratori; l’eliminazione del Fiscal drag; l’estensione 14^ mensilità per sostenere le pensioni medio-basse; maggiori finanziamenti certi e stabili per la non autosufficienza. Riteniamo altresì necessario superare le rigidità della legge Fornero, introducendo forme di flessibilità di uscita dal mondo di lavoro che potrebbero facilitare il turn over e l’occupazione giovanile, e mettere seriamente in discussione i veri privilegi previdenziali ancora esistenti». I sindacati evidenziano come le Marche sono una delle regioni con il più elevato indice di invecchiamento in Italia (23,7%), di ben due punti percentuali superiori a quello dell’Italia (21,7%), che a sua volta è una delle nazioni più “anziane” del mondo. La provincia di Macerata, stando ai rappresentanti della categoria, segna un valore più alto della media regionale (23,8%). I pensionati maceratesi sono quasi 95.506 e il 70,1% di essi percepisce un trattamento lordo inferiore a 1.433 euro al mese. L’importo medio di una pensione di vecchiaia Inps è di 920 euro lordi mensili. «Sono pochi, semplici numeri dai quali emerge che, nella nostra provincia, le questioni dell’equità fiscale, delle politiche previdenziali e del sostegno alle persone e alle famiglie non autosufficienti presentano già carattere di urgenza e, in prospettiva – continuano i sindacati – sono destinate a diventare una vera e propria priorità nelle proposte di qualsiasi coalizione politica. Per questo Sps Fnp Uilp di Macerata, insieme alle rispettive segreterie regionali e nazionali, continueranno la mobilitazione con presidi unitari, presenza sui mezzi di comunicazione e con ogni altro strumento riterranno utile a ridare dignità agli anziani e ai pensionati maceratesi.

senza far polemica…ma quanti di questi pensionati in realta’ sarebbero ancora in eta’ lavorativa????