Primarie, appello ai tifosi
da Giorgio Meschini e Irene Manzi:
“Calma e gesso”

AL BALLOTTAGGIO - In vista della competizione finale di domenica, l'ex sindaco e la parlamentare con due status sulle proprie bachece facebook richiamano i supporter di entrambe le parti a moderare i toni. Il predeccessore di Carancini: "Se continuiamo a fare 'cocci', dopo come li metteremo insieme?" La parlamentare: "Ai cittadini un messaggio credibile capace di contrapporsi a chi, sul fronte avverso, si allea con movimenti neofascisti e reazionari"
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Giorgio Meschini

L’ex sindaco di Macerata, Giorgio Meschini

Un appello ai tifosi, un invito alla calma e ai toni pacati tramite due post su facebook. Un’ esortazione a chi non fa parte di due curve distinte dello stadio ma dello stesso settore, a chi gioca in casa e non deve sentirsi in trasferta. In un clima sempre più teso e meno incline al dialogo e al confronto, nel campo del Pd scendono  due “figure di garanzia” che richiamono gli ultras a moderare il tifo adottando “cori” meno offensivi e più costruttivi, per una competizione che sia tesa verso la voglia di partecipazione “sportiva”. Si trata dell’ex primo cittadino Giorgio Meschini e della deputata Irene Manzi fino ad oggi seduti in panchina a guardare la partita da fuori e adesso nel terreno di gioco per compattare la squadra in vista del secondo tempo, quello decisivo delle amministrative. L’appello è rivolto alla stessa tifoseria quella con maglie e sciarpe dello stesso colore, che da martedì dovrà sventolare la stessa bandiera per la partita più importante. 

«Appello ai “tifosi” delle primarie di Macerata – esordisce lo status pubblicato da Meschini – Ma se ci dessimo tutti una calmata e facessimo una “gara” un po’ più serena? Se da qui a domenica continuiamo a fare “cocci”, dopo come li metteremo insieme? Oppure si è già deciso che dopo le primarie ognuno va per la sua strada? Ognuno di noi ha un’opinione e un giudizio sull’amministrazione uscente, sui due candidati, sulle amministrazioni precedenti ecc. ecc., che ci siano pro e contro in tutte queste situazioni è innegabile, da nessuna delle due parti c’è tutto il male ma neanche tutto il bene. Se provassimo a cercare ciascuno di convincere altre persone della bontà delle nostre opinioni e dei nostri giudizi con serenità e senza insultare gli altri non sarebbe meglio per tutti? Tanto i “tifosi” delle due parti non cambiano idea insultandoli – continua l’ex sindaco –  e i “neutrali” non si convincono con gli insulti e le cattiverie verso gli altri, al massimo li si convince sempre di più che questa politica è una cosa che non li riguarda se non è addirittura sporca e sbagliata. Allora il mio appello è: calma e gesso; gareggiare con serenità per poter dare alla città il miglior candidato sindaco che i cittadini si aspettano e, volendo, possono scegliersi; poi da lunedì spero che si sia tutti insieme con chi vince come fu cinque anni fa».

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Al richiamo di Meschini ha fatto seguito quello della parlamentare Manzi che nel post sulla sua bacheca social ha fatto riferimento proprio alle parole del collega di partito comparse su facebook qualche ora prima. La deputata insiste sulla metafora calcistica e sullo spirito della tifoseria che anima tipicamente le competizioni nel belpaese. Uno spirito che però alla fine dei giochi non compromette mai l’esito della gara e che Manzi nel suo commento ravvisa nella partecipazione massiva vista ai seggi domenica scorsa.

«Domenica a Macerata si torna a votare per la scelta del candidato sindaco del Partito democratico – così Manzi su facebook – Possono votare tutti, anche coloro che non lo hanno fatto domenica scorsa, dalle 8 alle 22. Partecipare sarà il modo migliore per prendere parte ad una scelta importante per la città e per la coalizione di centro sinistra. Domenica scorsa tantissima gente si è messa pazientemente in fila per poter votare. Gente che ha voluto prendere parte ad una competizione accesa ma democratica. A quelle persone che ho incontrato ai seggi ho pensato leggendo le sagge riflessioni di Giorgio Meschini.  A quelle persone penso leggendo i toni eccessivamente polemici che la campagna elettorale per le primarie ha preso nella mia città e nel mio partito. Pensando a loro, alla pazienza e alla fiducia che hanno manifestato verso il Partito Democratico, voglio fare un appello ai candidati e alle tifoserie in campo in questi giorni. So che è difficile mantenere freddezza e pacatezza in una competizione importante. Del resto siamo un paese di fan, Bartali contro Coppi, Loren contro Lollobrigida, Juve contro Roma e potrei continuare. Questa volta però ricordiamoci che non siamo solo fan, ma dirigenti politici e parte di uno stesso partito e di una stessa coalizione. Di una comunità che dovrà ritrovarsi unita a partire dal prossimo 9 marzo con il proprio candidato Sindaco. , offendendo la vocazione accogliente e solidale di Macerata».

carancini mandrelliIl vero avversario da battere è dunque quello della controparte politica, esterna al partito. Un partito che si è dato uno strumento per arrivare ad una autentica scelta condivisa. L’appello della parlamentare allora richiama l’attenzione proprio alla reale finalità delle primarie, mutuando le parole usate da Meschini: 

 

«E allora facciamo si che da entrambe le parti queste ultime ore le primarie restino un confronto appassionato ma civile – scrive Manzi – rivolto ai nostri iscritti e ai cittadini, tra persone che fanno parte di uno stesso partito e di una stessa coalizione. Senza guerre dell’uno contro l’altro, senza evocare immagini apocalittiche o fantomatici complotti. Dimostriamo di essere una classe dirigente capace di affrontare le sfide che aspettano la città nel prossimo quinquennio con la capacità di rispettarsi e confrontarsi. Lo dobbiamo a noi stessi e alle oltre 3500 persone che domenica sono venute a votare nei nostri seggi. E allora- per citare proprio Giorgio Meschini- ” calma e gesso” e da lunedì iniziamo a lavorare con impegno e serietà per la vera competizione che ci attende : quella delle elezioni di maggio in cui dovremo camminare tutti insieme per costruire la nostra idea di città».

 

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