Militare e agente feriti da malviventi
Il procuratore: “Espulsione
per i reati gravi”

SOS MALAVITA - Giovanni Giorgio interviene dopo gli ultimi episodi di cronaca: "Non si può dare il minimo della pena a tutti. Al carabiniere ferito il giudice non ha dato nemmeno un risarcimento, non avrà niente e dovrà pure pagarsi l'avvocato". Il magistrato sottolinea l'importanza del coordinamento: "Non serve l'esercito"
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Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

di Gianluca Ginella

Prima un carabiniere investito in centro storico (era il 17 ottobre) a Macerata (leggi l’articolo), poi ieri un poliziotto che a Civitanova ha rischiato di essere travolto dall’auto di un malvivente che più tardi è stato catturato (leggi l’articolo). Circostanze che hanno spinto il procuratore Giovanni Giorgio a prendere una posizione forte in difesa di chi quotidianamente opera sulle strade. Le due aggressioni, secondo il procuratore, «sono spie del degrado che ormai è evidente, e che non coinvolge solo Macerata e dintorni: è un problema complessivamente italiano. Rispetto a questa tendenza credo che più che le parole contino i fatti, bisogna dare effettività e concretezza al concetto di legalità. Il che vuol dire che non si può dare il minimo della pena incondizionatamente a tutti i fatti. La pena deve essere adeguata e proporzionata, sennò si arriva a un atteggiamento bonario, connesso alla mentalità diffusa nel Maceratese. Bonarietà e tolleranza sono valori positivi, ma se non sono usati in modo pertinente finiscono per dare la stura ad atteggiamenti di illegalità. Il mio ufficio si sforza di fare le impugnazioni quando non è convinto delle scelte bonarie dei giudici, ma c’è da riflettere sulla situazione». Il procuratore sottolinea che «obiettivamente protagonisti di questi episodi spesso sono non italiani. Non si deve fare di tutta l’erba un fascio, ma se uno straniero è protagonista in negativo di un fatto, ricordiamo che si può adottare anche l’espulsione. Non si può dare sempre il minimo sindacale. Si può dare ospitalità a chiunque, ma non indiscriminatamente: con i reati gravi ci vuole l’espulsione. L’atteggiamento dei giudicanti è diverso da quello del mio ufficio – continua il procuratore –. Il romeno che ha investito il carabiniere è stato condannato a un anno e nove mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, la procura aveva chiesto quattro anni: mi sta bene che sia stata data una pena più bassa, ma almeno il giudice poteva subordinare la sospensione della pena al risarcimento del militare ferito, per dimostrare l’effettività della legge penale. Quel carabiniere invece non avrà niente, dovrà anche pagarsi l’avvocato».

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L’auto rubata che ha provocato l’incidente di ieri a Civitanova

Ieri dopo i tanti fatti di cronaca accaduti a Civitanova, il presidente del consiglio comunale Ivo Costamagna aveva detto: «serve il supporto dell’esercito» (leggi l’articolo). Su questo punto, Giorgio risponde: «Non credo ci voglia l’esercito, una cosa spropositata e inadeguata. Si tratta solo di usare al meglio le forze dell’ordine con adeguati coordinamenti per rendere effettiva la legalità. All’inizio dell’anno incontrerò i vertici delle forze dell’ordine, per fare il punto della situazione, anche alla luce delle recenti inchieste che testimoniano la presenza di persone legate a contesti criminali allarmanti. Non deve esserci il panico, ma neanche la sottovalutazione, perché sennò si diffonde il convincimento che qui si possano commettere i reati senza conseguenze. Succede solo qui che dopo un mese un arrestato venga rimesso in libertà, “perché ormai è passato tanto tempo”, a prescindere da quello che ha fatto».



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