Caso Moretti, rischio prescrizione:
bufera sulle perizie

MONTE SAN GIUSTO - Il legale del 56enne che venne curato per metastasi che non aveva: "se al processo dei radiologi non verrà depositata la consulenza denuncerò i periti". E sull'indagine per gli oncologi: "Perchè il pm ha atteso più di un anno prima di fare qualcosa?". Questa mattina incontro con il procuratore: "Ci ha rassicurati"

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giustozzi moretti emilio

Da sinistra l’avvocato Sandro Giustozzi ed Emilio Moretti

Caso Emilio Moretti, rischio prescrizione per il processo in cui sono imputati al tribunale di Macerata sei radiologi. Il legale: “Da aprile i consulenti nominati dal giudice hanno già chiesto quattro proroghe, se la prossima udienza non saranno depositate le perizie li denuncerò”. Questa mattina il procuratore Giovanni Giorgio ha ricevuto il 56enne di Monte San Giusto curato per 5 anni per delle metastasi che poi risultarono essere degli innocui angiomi. Intanto dalle carte dell’indagine sui tre oncologi che avevano avuto in cura Moretti e che sono indagati per lesioni colpose spunta una perizia chiesta dalla procura alla quale i consulenti hanno dato risposta nel giro di un giorno. Ed è questa che oggi ha fatto sbottare il legale di Moretti, l’avvocato Sandro Giustozzi: “Nell’aprile 2013 il gip Enrico Zampetti – dice il legale – aveva rigettato la richiesta di archiviazione per gli oncologi avanzata dal pm Claudio Rastrelli, disponendo ulteriori indagini. Ma fino al 30 settembre 2014, dopo che Moretti aveva protestato ed erano apparsi diversi articoli sui giornali ed era stato in Rai per raccontare la sua vicenda, non è stato fatto niente. Poi quel giorno Rastrelli ha dato incarico ai consulenti di fare una integrazione, si tratta degli stessi esperti che nel 2010 avevano svolto una perizia che ha portato sotto processo i radiologi e che al tempo stesso aveva fatto chiedere al pm l’archiviazione per gli oncologi – continua Giustozzi –.

moretti tribunale 2

La protesta di Moretti in tribunale insieme alla figlia Samantha

La risposta è arrivata il giorno dopo: i consulenti hanno detto che la responsabilità degli oncologi era evidente, perché le chemioterapie le hanno prescritte loro, senza uno straccio di esame e di biopsia. A questo punto mi chiedo come mai dall’aprile del 2013 non sia stato fatto niente”. Ma il nodo del caso Moretti resta quello delle consulenze. Non solo quelle in fase di indagine, ma anche quelle al processo che è in corso al tribunale di Macerata e in cui il giudice Daniela Bellesi ha affidato a due consulenti di Perugia l’incarico, lo scorso aprile, di svolgere una perizia. “I medici ancora la devono depositare – continua Giustozzi –. Hanno chiesto 4 proroghe, se salta l’udienza del 12 novembre è finito tutto perché mancano pochi mesi alla prescrizione. Comunque se non depositeranno la perizia li denuncerò”.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Anche il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio ha sollecitato che vengano date risposte a Moretti, chiedendo, tra l’altro al giudice Bellesi di fare il possibile per svolgere il processo nel modo più celere. “Questa mattina il procuratore ci ha ricevuto, ci ha rassicurato e lo ringrazio per essersi attivato, ma temo che a livello penale sia troppo tardi” dice Giustozzi. E aggiunge “Per Moretti il fatto che non riesca ad avere giustizia è un male peggiore delle chemio”. Il 56enne da lunedì ha ripreso la protesta sotto il tribunale con la figlia Samantha. L’uomo in passato era giardiniere del comune di Monte San Giusto, prima di dover lasciare il lavoro a causa delle conseguenze dei pesanti cicli di chemioterapia tra il 2003 e il 2008.

(Gian. Gin.)


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