Moretti contro il Tribunale
“Ho sempre chiesto
lo stato delle indagini”

MONTE SAN GIUSTO - Il paziente in cura per un tumore che non aveva è addolorato per le dichiarazioni del procuratore Giovanni Giorgio che alcuni giorni fa aveva sottolineato, scusandosi per la durata dell'iter giudiziario, che il 56enne poteva rivolgersi ai suoi uffici invece di manifestare sotto il Tribunale.
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La protesta di Emilio Moretti davanti all'ospedale

La protesta di Emilio Moretti davanti all’ospedale

Emilio Moretti, l’ex giardiniere 56enne di Monte San Giusto curato per un tumore che non aveva, non accetta le recenti esternazioni del procuratore Giovanni Giorgio ed esprime “dolore ed amarezza”. Nei giorni scorsi il magistrato si era scusato per il ritardo nella chiusura delle indagini sui tre medici che in passato avevano in cura Moretti sottolineando però che la vittima avrebbe potuto “chiedere notizie per lo sviluppo del procedimento oltre alle legittime manifestazioni pubbliche”(leggi l’articolo). Un’esternazione che in base alla testimonianza inviata dall’avvocato Sandro Giustozzi non sarebbe esatta. Il legale sostiene che Moretti in passato aveva più volte sollecitato il pm Claudio Rastrelli per avere informazioni riguardo le indagini.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

«Moretti dopo aver raccontato all’Italia intera il suo assurdo caso tramite la Rai e tutti i giornali – scrive l’avvocato Giustozzi –  è riuscito ad ottenere dalla Procura a distanza di sei anni dal deposito della querela la chiusura delle indagini anche nei confronti di tre oncologi e di un chirurgo. Il Procuratore capo però si è lamentato di un disinteresse della vittima stigmatizzando che il querelante avrebbe potuto avere informazioni dal pm. Tale affermazione ha destato nel Moretti dolore ed amarezza e lo ha fatto ricadere nel più profondo sconforto in quanto la giustizia non lo ha tutelato. Moretti già negli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 inviava una enorme quantità di istanze al pm per sollecitare le indagini e per chiedere informazioni. La Procura non ha mai risposto tenendo le carte “in giacenza” per anni ed ora sussiste il concreto rischio di prescrizione del reato.  Attualmente le condizioni di salute di Moretti si sono notevolmente aggravate e per questo vorrebbe ricordare, prima di morire, che il Tribunale si pronunci sulla sua incredibile vicenda».

L'avvocato Sandro Giustozzi

L’avvocato Sandro Giustozzi

«Generalmente le indagini preliminari durano al massimo un anno – continua Giustozzi –  perché nel caso di Moretti hanno avuto una durata di sei anni, nonostante le reiterate sollecitazioni della vittima?   Come mai la Procura non ha mai riscontrato le istanze del querelante e non lo ha mai  informato sugli sviluppi della pratica? Come mai ora il Procuratore capo si lamenta di un inesistente disinteresse della vittima  quanto invece quest’ultima ha sempre sollecitato la Procura senza ottenere risultati? Moretti sollecitava lo Stato ad indagare sui medici, come è possibile notare da diverse istanze. Il Procuratore capo avrebbe dovuto verificare tutto il fascicolo, potendo esaminare tutte le istanze del Moretti, per accertare che il medesimo si è sempre attivato per ottenere giustizia che fino ad oggi non ha avuto e forse non avrà mai. Dal dicembre 2003 fino al 2008 è stato avvelenato dalle chemioterapie per un tumore epatico inesistente, ora ulteriore disinteresse riceve dallo Stato. Ad oggi nè i medici, nè l’Asur, nè l’assicurazione, nè lo Stato nemmeno un euro hanno versato al Moretti. Ancora ad oggi Moretti con la sua modesta pensione sta pagando le gravi conseguenze delle sballate terapie e vive in una situazione di estrema povertà».



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