Furti nelle case a Cingoli, Saltamartini:
“No a ronde e pattuglie private”

Il primo cittadino rassicura sulla sicurezza dei residenti e suggerisce gli accorgimenti da adottare, impegnandosi a seguire il fenomeno con attenzione e sensibilità
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Il senatore Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Il senatore Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Una serie di furti ha interessato nell’ultima settimana diverse abitazioni di Cingoli. Gli episodi hanno creato un certo malcontento nei cittadini e alcuni avevano persino ventilato l’ipotesi di muoversi in autonomia organizzando dei pattugliamenti. A rassicurare e a placare gli animi, interviene il sindaco Filippo Saltamartini che utilizza la sua pagina di Facebook per “ragionare di furti”. 

«Il problema dei furti nelle abitazioni  – scrive il primo cittadino – è certamente un elemento di turbamento grave della sicurezza del domicilio prima che un reato contro il patrimonio. Le pene andrebbero enormemente aumentate. Ma così non è e ci dobbiamo tenere i ladri (anzi i rapinatori) in un Paese dove questi delitti sono considerati bagatellari. Per i pochi ladri in galera se ne chiede l’amnistia sostenendo che quelli veri sono fuori. Io credo che entrambe la categorie dovrebbero essere punite. Tuttavia i furti sono giustificati dalla situazione di bisogno da quelle persone che non ne hanno mai subiti, salvo cambiare opinione quando da benpensanti passano a vittime.
La scienza criminologica ci dice che sono reati occasionali. I ladri in genere programmano di rubare ma decidono dove, la loro vittima solo in base all’opportunità, all’ultimo momento e in base ai rischi. Naturalmente avviene anche il contrario.
Per questa ragione l’unica prevenzione possibile è un controllo del territorio ramificato e a rete, controllo che sconta i limiti della grave carenza esistente tra le forze di polizia e l’esiguità dei nostri Carabinieri della Stazione di Cingoli.
A livello investigativo, generalmente, la soluzione è invece più facile perchè in gran parte sono sempre gli stessi autori che, spesso, passano attraverso la porta girevole di un sistema giudiziario che li mette subito in libertà ancorchè siano stati colti con le mani nel sacco.
Parliamo adesso di Cingoli.
In primo luogo le telecamere installate lungo i punti nevralgici del sistema viario funzionano perfettamente, e Cingoli è un Comune all’avanguardia. Se accade una rapina, un sequestro di persona o reati in cui i malviventi scappano con autovetture o altri veicoli, è certo che la fruttuosità investigativa aumenta a dismisura.
Non è così quando i ladri agiscono a piedi o addirittura i furti sono programmati all’interno dello stesso palazzo così come si sospetta da più parti a Cingoli.
Le immagini captate dalle telecamere sono messe ad esclusiva disposizione della Polizia giudiziaria. Nessun altra persona può visionarle e devono essere cancellate dopo 7 giorni salvo provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Solo i Carabinieri e i Vigili urbani che eventualmente svolgono l’indagine, possono decidere sull’importanza delle immagini raccolte. A ben vedere se a Londra e nelle principali metropoli si è attuato questo sistema si ritiene che sebbene non sia risolutivo, tuttavia è utile e strumentale a garantire sicurezza.
Per la prevenzione dei furti a Cingoli il Sindaco si è costantemente relazionato con le forze dell’ordine e con il Prefetto che è Autorità provinciale di pubblica sicurezza.
Il Comune non ha nessun potere in materia di prevenzione e repressione della criminalità perchè è compito statale e dei Corpi dello Stato.
In relazione a ciò il Sindaco ha chiesto (vedi lettera allegata) un potenziamento del sistema di sicurezza, potenziamento che è stato assicurato mediante l’impiego dei reparti investigativi a livello provinciale.
Occorre tener conto poi che, nel nostro ordinamento:
a) non è ammesso farsi giustizia da se (è possibile reagire in caso di difesa legittima contro un’offesa attuale a un diritto proprio o altrui purchè la difesa sia proporzionale all’offesa ; si considera sempre legittima la reazione dentro il domicilio ma nei termini di cui sopra);
b)non è possibile organizzare autonomamente “ronde” o “pattuglie private” che non siano svolte da associazioni approvate dal Prefetto (sono richiesti molti prerequisiti per poterne far parte). Si ammette, in via generale, senza che si organizzino “ronde” che in caso di flagranza di reato (chi è colto con le mani nel sacco cioè nell’atto di commettere un furto anche di cose altrui) può essere arrestato anche da un privato purchè lo consegni il più presto possibile alle forze dell’ordine.
Così delineato il quadro normativo seppur in linea sommaria si ritiene di esprimere i seguenti suggerimenti:
a) cercare di utilizzare sistemi di filmatura per scene e persone che possono essere sospette;
b) cercare di annotare targhe, tipo di auto, orari e giorni, descrizione di persone che possono essere utili per le indagini;
b)non indugiare a chiamare il 112 per competenza territoriale ( e solo in subordine il 113) tenendo conto che sul territorio sono in servizio pattuglie in abiti civili e non solo i carabinieri del Comune di Cingoli;
c)salvo che non sia strettamente necessario agire nelle condizioni di difesa legittima solo nel caso non sia possibile chiedere aiuto o l’intervento delle forze di Polizia;
d)evitare di lasciare la chiave sulla toppa della porta e se è possibile a livello economico installare telecamere o sistemi di allarme.
L’Amministrazione di Cingoli si impegna a seguire l’evolversi del fenomeno con particolare attenzione e sensibilità, ma occorre essere sereni e cercare di non diffondere la sensazione di panico e di paura che ha solo la conseguenza di peggiorare, la qualità della nostra vita nel nostro Paese».



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