Rischio pandemia da delirio elettorale nel Maceratese

In pericolo oltre mille candidati in lista per le comunali del 25 maggio
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Alessandra_pierinidi Alessandra Pierini

Il delirio elettorale è una patologia non grave che colpisce i candidati alle elezioni, che siano le europee o il nuovo presidente del comitato parrocchiale non importa. Nessuno è immune. Colpisce a circa trenta giorni dal voto ma in alcuni casi si può presentare anche prima della consegna delle liste. I candidati che ne vengono colpiti, quasi tutti, manifestano visione distorta della realtà per cui sono convinti che dal vicino di casa alla televisione, dal cane al pesce rosso, dal parroco al macellaio stiano tutti tramando contro di lui per soffiargli voti. Il candidato soggetto a delirio è convinto di essere centro esclusivo di una congiura generale di cui è vittima, perciò perde la fiducia nei confronti di tutti coloro che lo circondano, soggetti politici, amici e in qualche caso persino familiari, esclusa una piccola cerchia di fedelissimi che compongono la squadra elettorale. In preda al delirio, passa ore al telefono a chiarire comportamenti e azioni, contando incessantemente quanti voti potrà raccogliere. Oggetto delle sue proteste sono in particolare i giornalisti, fino al giorno prima riconosciuti come preziosi alleati nella diffusione di informazioni e con l’inizio della campagna, considerati migliori alleati del nemico. Tra i sintomi più diffusi, specie nei piccoli Comuni, c’è la negazione del colore politico. Se fino a pochi giorni prima il candidato sventolava come una bandiera la sua appartenenza al centrodestra o al centrosinistra, improvvisamente, facendo parte di una lista civica, nega categoricamente qualunque coinvolgimento partitico e si scaglia contro chi gli ricorda i suoi trascorsi, con una sorta di profonda amnesia.
Normalmente non servono a nulla risposte sensate o rimedi naturali. La malattia svanisce da sé dopo le votazioni. Si prolunga e diventa anche più acuta nel caso di ballottaggio.
Il sintomo più evidente è che il candidato non riconosce di essere affetto dalla patologia. Se gli chiederete se è affetto da delirio, risponderà: “Gli altri candidati sono tutti malati, ma io no, resisto bene”.

A grave rischio pandemia è la provincia di Macerata dove il 25 maggio saranno ben 43 i Comuni che andranno il voto, centinaia le liste. La repentina diffusione di più di un migliaio di candidati rende la zona particolarmente soggetta alla malattia che non risparmierà i soggetti coinvolti. Non è possibile profilassi né terapia farmaceutica. Si invitano quindi i cittadini alla massima cautela.



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