Macerata 1 – Civitas Mariae 1
“Sì” al registro delle unioni civili

CONSIGLIO COMUNALE - Dopo l'approvazione dell'odg contro i gay di due settimane fa che ha fatto discutere anche fuori regione, l'assise è corsa ai ripari votando a favore la mozione di Borgiani a tutela delle coppie di fatto
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La Rete degli Studenti Medi ha esposto lo striscione in sala consiliare

di Alessandra Pierini

Il Consiglio comunale di Macerata approva l’istituzione di un registro delle unioni civili. Così cerca di mettere una pezza sul pasticcio combinato quindici giorni fa quando l’assise ha dato ragione ad un ordine del giorno presentato da Giuliano Meschini dell’Idv il quale, favorevole alla famiglia tradizionale, condannava le unioni gay e si opponeva alle leggi contro l’omofobia (leggi l’articolo).

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Luciano Borgiani (Federazione della Sinistra) ha presentato la mozione per le unioni civili

L’atto ha infatti sollevato un vespaio di reazioni e polemiche in tutta la regione. I rappresentanti delle associazioni che in queste due settimane hanno fatto sentire con forza la loro voce, condannando quanto accaduto, hanno affollato l’aula consiliare con tanto di striscioni di protesta.
Ieri la seduta era stata tolta per mancanza del numero legale. Oggi la scena si è ripetuta. A garantire il numero di consiglieri utili per proseguire ci hanno pensato Giorgio Ballesi dell’omonima lista e Ivano tacconi dell’Udc che ha fatto pesare la sua presenza: «Dovete sapere – ha tuonato rivolgendosi al pubblico – da chi siete rappresentati. La Prefettura e la Corte dei Conti possono quietanzare l’attribuzione di gettoni di presenza per una seduta come quella di ieri durata non più di due ore e mezza?»

E’ stato Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra a presentare la mozione sulle unioni civili: «Continuo un discorso iniziato nel 2006 quando abbiamo chiesto che Macerata si adeguasse ai Comuni più progrediti con un registro delle unioni civili. Allora non si fece nulla anche per colpa di alcuni esponenti del centro sinistra. Ora col passare del tempo, moltissimi Comuni  ben 145 tra cui Appignano hanno approvato l’istituzione del registro delle unioni civili. Chiedo ai consiglieri di riconoscere i diritti amministrativi che hanno le coppie sposate anche ai conviventi con un elenco o un registro o comunque con una forma di riconoscimento. Non si è capita la gravità dell’approvazione dell’odg Meschini».

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Consiglieri a confronto sulla mozione di Borgiani

Immediata la risposta di Riccardo Sacchi di Forza Italia: «Ben 7 anni fa una mozione impegnò la commissione affari istituzionali sulla questione. Anche allora era evidente l’intento propagandistico. Anche allora il centro sinistra giocò con i diritti fondamentali dell’uomo. Due settimane fa la maggioranza ha votato un atto esattamente opposto a questo. Sette anni fa o venti giorni fa i diritti degli uomini e delle donne non erano importanti?»

Molti della maggioranza hanno riconosciuto l’errore fatto 15 giorni fa. Critico Stefano Blanchi (Comunisti Italiani): «Si ritorna su un tema ribaltato come è stato votato 15 giorni fa. La Costituzione è una carta laica e come tale parla di matrimonio ma non di valori religiosi. Non posso credere che Macerata, Atene delle Marche, sia l’unica città che vota un odg che non si limita a difendere la famiglia tradizionale ma si oppone persino a chi manifesta giudizi critici contro la famiglia stessa. Manderemo i vigili urbani a controllare ed arrestare chi lo fa? Non accetto un odg che si oppone alla libertà di pensiero». Ha parlato di autogol della maggioranza Alessandro Savi (Centro Democratico): «I riflessi concreti dell’atto proposto da Meschini sono pochissimi. A chi giova imporre la propria idea a colpi di votazione? La mozione di Borgiani ha lo scopo di ricomporre il quadro». 

Bruno Mandrelli, in assenza  del capogruppo del Pd Andrea Netti (per impegni professionali già annunciati) ha espresso la linea del partito: «L’errore è che quell’ordine del giorno ha dato l’impressione di voler remare contro un ragionamento che comunque va fatto. Chi è che è contro la famiglia? Non saprei dare una risposta. I diritti della persona sono insopprimibili. Quello che si può fare per migliorare e avere ancora più giustizia sociale va fatto, ma non per togliere qualcosa a qualcuno. Una cosa è vera, questo Comune è in imperdonabile ritardo. Questo dimostra lo svuotamento del nostro ruolo, non sappiamo più fare neanche le cose che diciamo di voler fare ma non devono distrarre dal nostro compito specifico che è l’amministrazione attiva».

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Il sindaco Romano Carancini

Il sindaco Romano Carancini ha fatto appello alla laicità: «Una riflessione seria da parte di tutti deve portare ad una condivisione totale su questo tema perchè una comunità laica non può avere un vulnus di questo tipo. Non può esserci una mozione che afferma in maniera manichea che chi esula dalla mia idea di famiglia non possa aspirare alla felicità. Non possiamo avere paura di un registro. Un consiglio non può non chiedere al governo di intervenire su questo tema. La disciplina delle unioni civili è oggi richiesta trasversalmente al Parlamento».

Contraria alla mozione Anna Menghi dell’omonimo comitato: «Il registro delle coppie di fatto è ipocrisia allo stato puro perchè nulla può fare il Comune in termini di diritti, perchè non si può mettere nulla in più rispetto a quanto previsto dalla legislazione nazionale. Da convertita da poco, mi fa specie che qui si chiami in causa la religione per rafforzare le proprie idee. Io ho votato l’odg Meschini che è stato strumentalizzato in maniera esagerata. Il problema delle coppie di fatto è economico, quindi basta con l’ipocrisia. Ho apprezzato l’intervento di Mandrelli e sottolineo che l’incapacità che dichiara è sua e della sua maggioranza».
Francesca D’Alessandro di Macerata è nel cuore ha chiamato in causa il discorso della vita e della sua salvaguardia: «Non mi interessa il gusto sessuale di chi ho davanti, ma mi interessa la società in cui crescono i miei figli. Tra un uomo e una donna c’è in ballo il discorso della vita, questo non può accadere tra omosessuali». 

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Anna Menghi

Significativi gli ultimi interventi che parlano di un mondo e di una società che, al di fuori dalla politica, sta percorrendo la sua strada . Una linea autonoma che i rappresentanti politici non solo non hanno dettato ma neanche riescono a cogliere ed interpretare. Lo hanno sottolineato Gabriella Ciarlantini dei Verdi («Credo che il riconoscimento della famiglia senza limiti sia già avvenuto, il cambiamento è ad uno stato avanzato rispetto a quello che ci rappresentiamo in queste quattro mura e negarlo è anacronistico. L’immagine che abbiamo dato non rappresenta affatto una città come Macerata che è invece molto inclusiva e accogliente»), Marco Guzzini del Nuovo Centrodestra («Siamo stati sempre imbrogliati dai nostri partiti che hanno invece demandato a livello locale delle crociate su temi importanti come questo. Non dobbiamo fare discussioni ideologiche in quest’aula.  Non c’è nessuna discriminazione in questo comune. Ci sono contrapposizioni ma è bene che ci siano. L’onorevole Irene Manzi  si impegni in Parlamento anzichè far lavorare i suoi collaboratori con comunicati stampa locali su questi temi») e Guido Garufi del Centro Democraticomi astengo in modo irritato. In Parlamento il Pd ha votato a favore quando si trattava di decidere sul mantenimento delle pensioni d’oro quindi io non posso votare a favore su questo tema»).
La mozione è stata approvata con 14 voti favorevoli, 7 contrari e 9 astensioni.
Hanno votato a favore Gabriella Ciarlantini dei Verdi Macerata, Massimiliano Bianchini di Pensare Macerata, Romano Carancini sindaco, Mauro Compagnucci, Marco Menchi, Romeo Renis, Claudio Machella, Bruno Mandrelli e Ulderico Orazi del Pd, Alessandro Savi del Gruppo autonomo, Luciano Borgiani della Federazione della sinistra, Michele Lattanzi e Stefano Blanchi dei Comunisti italiani e Pierpaolo Tartabini della Sinistra per Macerata. I 7 voti contrari sono quelli di Maurizio Romoli e Romano Mari del Pd, Giuliano Meschini dell’Idv, Marco Guzzini del Gruppo misto, Massimo Pizzichini dell’Udc, Anna Menghi del Comitato Anna Menghi e Francesca D’Alessandro di Macerata è nel cuore. Si sono astenuti Daniele Staffolani, Luigi Carelli e Maurizio Del Gobbo del Pd, Guido Garufi del Gruppo autonomo, Riccardo Sacchi di Forza Italia, Fabio Massimo Conti della Lista Conti Macerata vince, Ivano Tacconi dell’Udc, Giorgio Ballesi della Lista Ballesi e Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore.

 

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I rappresentanti delle associazioni

Ieri pomeriggio il Consiglio comunale, con 20 voti contrari (maggioranza e Ivano Tacconi dell’Udc), 8 favorevoli (Pierfrancesco Castiglioni e Deborah Pantana di Forza Italia, Giorgio Ballesi della Lista Ballesi, Anna Menghi del Comitato Anna Menghi, Fabio Massimo Conti della Lista Conti Macerata vince, Marco Guzzini del Gruppo misto, Francesco Formentini di Forza Italia e Francesca D’Alessandro di Macerata è nel cuore) e 6 astensioni (Michele Lattanzi e Stefano Blanchi dei Comunisti italiani, Massimo Pizzchini dell’Udc, Marco Gasparrini e Marco Menchi del Pd e Guido Garufi del Gruppo autonomo) ha respinto la mozione presentata dal consigliere Anna Menghi relativa alla Croce verde.
Approvato invece con 14 voti a favore (Mauro Compagnucci, Claudio Machella, Bruno Mandrelli e Ulderico Orazi del Pd, Romano Carancini sindaco, Guido Garufi del Gruppo autonomo, Luciano Borgiani della Federazione della sinistra, Stefano Blanchi dei Comunisti italiani, Gabriella Ciarlantini dei Verdi Macerata, Antonio Carlini di Pensare Macerata, Pierfrancesco Castiglioni, Deborah Pantana e Francesco Formentini di Forza Italia e Marco Guzzini del Gruppo misto), 12 contrari (Daniele Staffolani, Marco Gasparrini, Marco Menchi e Romano Mari del Pd, Giuliano Meschini dell’Idv, Pierpaolo Tartabini deLa Snistraper Macerata, Fabio Msssimo Conti della Lista Conti Macerata vince, Ivano Tacconi dell’Udc, Giorgio Ballesi della Lista Ballesi, Anna Menghi del Comitato Anna Menghi, Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore) e 4 astensioni (Antonio Carlini di Pensare Macerata, Maurizio Del Gobbo, Romeo Renis e Andrea Netti del Pd) l’ordine del giorno proposto dal consigliere del Pdl, Pierfrancesco Castiglioni che prevede il trasferimento del busto di Giuseppe Mazzini in piazza Mazzini.

 

Tacconi

Ivano Tacconi

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L’intervento di Riccardo Sacchi (Forza Italia)

Fabio_Massimo_Conti

Fabio Massimo Conti



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