La Cgil: “Siamo orgogliosi di aver costruito una delle sedi più belle e funzionali d’Italia”

CASO VALLEVERDE - La replica del sindacato che spiega la decisione e le procedure che hanno portato al trasferimento nell'area industriale di Piediripa. Risponde l'avvocato Giuseppe Bommarito
- caricamento letture

 

L'inaugurazione della sede della Cgil a Valleverde (clicca sull'immagine per guardare il video)

L’inaugurazione della sede della Cgil a Valleverde (clicca sull’immagine per guardare il video)

Dalla Segreteria della Cgil, riceviamo e pubblichiamo integralmente :

“Intendiamo chiarire alcuni aspetti contenuti nell’articolo “Una Valleverde di lacrime”, pubblicato da Cronache Maceratesi e scritto da Giuseppe Bommarito (leggi l’articolo). Lo scorso 24 maggio Susanna Camusso ha inaugurato la nuova sede provinciale della Cgil di Macerata nella zona Valleverde di Piediripa. Un evento storico per il nostro Sindacato a cui hanno partecipato circa mille cittadini. Si è coronato un sogno diversi anni passati a ricercare il luogo più adatto per soddisfare le esigenze dei cittadini macerataesi, vista la inadeguatezza del vecchio edificio ubicato in via Garibaldi. Un edificio storico di grande valore simbolico, ma vecchio e fatiscente che necessita di una profonda ristrutturazione.
Dopo una lunga discussione interna, decidemmo di verificare la possibilità di trasferirci, insieme al Patronato INCA, a Piediripa, luogo al centro di una grande area industriale facilmente raggiungibile da quasi tutta la provincia. Avviammo un tentativo con il Consorzio Valleverde per verificare la fattibilità del progetto, decidendo comunque di mantenere un presidio a Palazzo Torri, in via Garibaldi 77. A settembre 2006 avanzammo una richiesta alla Giunta Comunale per verificare la possibilità di costruire la nuova sede della CGIL e dell’INCA Provinciale nell’area destinata ad attività industriali ed artigianali della lottizzazione Valleverde.

Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil e Susanna Camusso, segretario nazionale

Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil e Susanna Camusso, segretario nazionale

Specificammo che la CGIL ed il Patronato INCA, in base alla Legge n. 460/97 venivano inquadrati considerati dalla quali “Enti non commerciali”, ovvero enti/associazioni che svolgono una attività di carattere sociale e non hanno come finalità il profitto. Infatti la CGIL, come altre associazioni, non ha partita IVA (e quindi non scarica l’IVA pagata), non può svolgere attività di tipo commerciale e può offrire servizi ai soli iscritti. E’ comunque sottoposta a regime fiscale normale, paga l’Irpes, la Tarsu, l’IMU e tutte le altre imposte previste dalla legge. Lo stesso Patronato INCA è soggetto ad una legge specifica sui Patronati Sindacali: deve offrire servizi gratuiti come domande di pensione, DS, assegni familiari ecc. a tutti i cittadini. Il Patronato è inoltre sottoposto al controllo dell’Ispettorato del Lavoro per le pratiche che svolge e deve rispettare specifiche normative per gli orari di apertura degli uffici, garantire la presenza degli operatori etc.  Per questo, supportati da pareri legali di esperti di diritto amministrativo, chiedemmo di poter costruire a Valleverde in un’area destinata ad attività produttive in quanto “produttori di servizi per i cittadini, senza fini di lucro”, soprattutto per quelle categorie più deboli e fragili della società.
L’amministrazione Comunale, con il parere favorevole del Segretario Comunale, condivise questa impostazione ed adottò conseguentemente una delibera di giunta chiarificatrice.
Sulla base di questi elementi e nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, decidemmo di acquistare un lotto nell’area produttiva ed avviamo tutte le pratiche per la progettazione e la realizzazione dell’edificio.

La nuova sede della Cgil

La nuova sede della Cgil

Ai lettori di Cronache Maceratesi ed allo stesso Giuseppe Bommarito, se vorrà farci visita, vogliamo offrire ulteriori elementi mettendo a disposizione tutta la documentazione ed anche i bilanci della CGIL di Macerata, nella convinzione che legalità e trasparenza rappresentino un binomio inscindibile.
Se Bommarito vorrà visionare i nostri bilanci, potrà verificare che la CGIL ed il Patronato INCA per la costruzione della sede, hanno versato € 84.970,00 di oneri di urbanizzazione primaria per la lottizzazione Valleverde, che hanno inoltre corrisposto al Comune di Macerata € 124.835,00 per oneri di urbanizzazione secondaria e che hanno pagato allo Stato, senza possibilità di recupero, circa € 350.000,00 di IVA .
Oppure potrà verificare come sono stati realizzati tutti gli accorgimenti necessari per il risparmio energetico, per la produzione di energia alternativa con pannelli solari o quali iinterventi per il recupero e il riutilizzo delle acque chiare. Fra qualche mese, inoltre, la sede disporrà di un collegamento Internet superveloce attraverso cavi a fibra ottica forniti da Telecom e questi cavi potranno essere utilizzati dalle altre aziende della zona.
Siamo veramente orgogliosi di aver realizzato questo progetto. Ogni giorno riceviamo complimenti e grande apprezzamento per una sede accogliente, confortevole e bella, con facile accessibilità anche per i disabili, per la comodità dell’accesso e per i tanti parcheggi gratuiti disponibili sia all’interno del recinto che all’esterno, lungo i lati della strada principale.
Come dirigenti della CGIL e come cittadini maceratesi siamo orgogliosi di aver costruito una delle sedi più belle e funzionali d’Italia, posta al centro di un’area industriale e commerciale tra le più sviluppate della nostra regione, dove gravitano migliaia di lavoratori, nonostante la crisi drammatica che ha colpito anche il nostro territorio. Rivendichiamo con soddisfazione di aver realizzato un grande sogno, una speranza per i tanti lavoratori ed i tanti giovani in difficoltà per il lavoro.
Questa zona potrà essere una grande opportunità di lavoro e di sviluppo, se si punterà alla qualità delle produzioni, ai servizi integrati, al risparmio energetico, alle moderne infrastrutture informatiche.
Le critiche sono legittime ed aiutano anche a correggere gli errori, ma perché criticare sempre e comunque anche chi ha creato e vuole creare nuove opportunità di lavoro? Se siamo preoccupati per il rischio di declino della città e del territorio, invece di facili battute e chiacchiere da bar, non è forse più logico favorire le opportunità cercando di migliorare le condizioni anche locali per creare lavoro utilizzando la stessa area Valleverde?
Macerata non può reggere se non si apre sempre più al territorio circostante, se non fa squadra con i comuni vicini, se non fa sistema, se non coglie anche l’opportunità del completamento, ormai prossimo, della Superstrada 77 che facilita il collegamento con Roma, Perugia,Firenze.
Apertura, sinergia, integrazione, valorizzazione delle eccellenze, rapporto con le Università, ma anche ammodernamento dell’apparato produttivo, riqualificazione della città, rilancio dell’edilizia di qualità: queste sono le sfide per il futuro, mentre il resto, a nostro avviso, sono polemiche sterili ed inconcludenti che fanno solo perdere tempo prezioso”.

***

bommaritoLa risposta dell’avvocato Giuseppe Bommarito:

Ringrazio la CGIL (di cui mi onoro di essere stato per diversi anni uno dei legali, in tale veste avendo avuto anche la possibilità di conoscere Luciano Lama, personaggio di enorme rilievo personale e politico) per aver avuto la sensibilità di rispondere, per la parte che la riguarda, al mio articolo. Sensibilità che invece manca a tutti gli altri attori della vicenda, i quali straparlano di trasparenza e di case di vetro (probabilmente si riferiscono a quei vetri oscurati, che consentono solo di vedere dall’interno verso l’esterno, e non viceversa), ma poi fuggono dal confronto con i dati reali.

Detto questo, devo però rilevare che la risposta della Segreteria della CGIL dice molte cose esatte, ma, nella sostanza, gira intorno al problema e finisce comunque per ammettere l’avvenuto snaturamento della destinazione produttiva avvenuto nella vicenda qui in esame.

Posso infatti concordare sul fatto che la vecchia sede in via Garibaldi era ormai inadeguata per soddisfare le esigenze dei lavoratori e dei pensionati che si rivolgono ogni giorno alla CGIL, così come mi pare giusta la decisione di spostarsi in un’area più baricentrica rispetto al territorio provinciale. E, pur non avendola ancora visitata di persona, credo sia innegabile che la nuova sede sia bella, confortevole, spaziosa e fonte di grande orgoglio per chi l’ha realizzata.

Prendo poi atto, anche se nessuno l’aveva messo minimamente in discussione, del fatto che il sindacato CGIL ed il patronato INCA paghino regolarmente le tasse di loro competenza quali enti non commerciali, e che, tornando alla nostra vicenda, avendo realizzato la nuova sede a Valleverde, abbiano pagato l’IVA allo Stato e gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria al Comune di Macerata, ed infine che abbiano costruito secondo i migliori dettami in tema di risparmio energetico e di utilizzo della rete Internet.

La lottizzazione Valleverde a Piediripa

La lottizzazione Valleverde a Piediripa

Aggiungo – andando pure io leggermente fuori tema – che apprezzo molto l’operato della CGIL, così come delle altre organizzazioni sindacali, le quali, specialmente in questo momento di crisi, costituiscono uno dei pochi baluardi per le componenti più deboli,  fragili ed esposte della società civile.

Il problema, però, per quanto riguarda la collocazione a Valleverde, è un altro. Il problema è che, essendo la CGIL e l’INCA produttori di servizi, come esattamente sostiene la Segreteria della CGIL, la nuova sede non poteva essere certo collocata nei lotti specificamente destinati ad insediamenti produttivi ed artigianali. Né la sostanza cambia per il fatto che la Giunta Meschini, con un magheggio terminologico che fa ridere anche uno studente al primo anno di giurisprudenza, con la delibera del gennaio 2007 testualmente riportata nel mio precedente articolo, abbia equiparato chi produce servizi a chi, per il tramite di imprese industriali o artigianali, produce sedie, autovetture, scarpe, infissi, o quant’altro.

In definitiva, chi produce servizi rientra nel settore dei servizi, mi pare impossibile sostenere il contrario!

D’altra parte, proprio a Valleverde c’era e c’è un certo numero di lotti specificamente destinati a servizi, ove la CGIL, sicuramente pagando un prezzo maggiore per l’acquisto del lotto (i lotti di Valleverde con destinazione commerciale o per servizi erano infatti vendibili a mercato libero, mentre i lotti a destinazione produttiva erano invece vendibili, non urbanizzati, al prezzo, molto più conveniente, di 14 euro al metro quadrato), avrebbe potuto tranquillamente allocarsi, anche in tal caso nel rispetto delle proprie esigenze di maggiore funzionalità, di maggiori spazi e di maggiore centralità rispetto al territorio della provincia di Macerata.

In tal modo, peraltro, la CGIL non avrebbe contribuito a danneggiare quei poveri disgraziati dei coltivatori diretti convinti ad entrare nel Consorzio Valleverde proprio con l’argomentazione che ad essi sarebbero stati riservati i lotti commerciali e direzionali (questi ultimi specificamente destinati ad attività di servizi), da vendere, almeno in teoria – pura teoria, visto lo stato attuale delle cose – ad  ad un prezzo più alto, e rimasti, alla fine del giro, con il cerino in mano.

Quanto poi alle osservazioni della CGIL relative alle polemiche inconcludenti nonché alle potenziali magnifiche e progressive sorti dell’intera megalottizzazione di Valleverde, non andate a buon fine, secondo il sindacato, solo perché osteggiate da chi  vuol criticare a tutti i costi con “facili battute e chiacchiere da bar”, credo che si possa e si debba ribadire con forza che il vero e proprio flop di tale insediamento trovi le sue evidenti ed oggettive motivazioni nelle assurde scelte fatte a monte (Macerata, essendo partita quando tutti gli altri Comuni limitrofi erano già dotati di grande aree produttive, non aveva alcun bisogno di un insediamento di tali dimensioni, tanto più che nello stesso territorio comunale esistevano altre aree produttive utilizzate solo parzialmente e decine di capannoni dismessi), nel non aver fatto squadra con i Comuni vicini (e quindi totale mancanza di programmazione intercomunale), nella evidente prevalenza data nel caso specifico a taluni interessi particolari rispetto ai reali interessi pubblicistici e dello stesso mondo del lavoro.

Giuseppe Bommarito



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X