A chi serve lo svincolo di San Claudio?

L'associazione Maceratiamo boccia la realizzazione dell'opera: "Non risolve le criticità di via Cincinelli, del rione Santa Lucia e di via Pace"
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Valleverde

Dall’Associazione Maceratiamo riceviamo una nota sullo svincolo di San Claudio:

“Si ricompatta il governo di Macerata. La questione piscine di Fontescodella e la bocciatura del bilancio sembrano avvenimenti lontani anni luce. Non nei nostri ricordi, ma nei comportamenti del Sindaco e della “sua” maggioranza, caratterizzati da un’estrema concordia e da una inaspettata unità di intenti. Su quale tema si verifica tutta questa concordia? Sullo svincolo di san Claudio. L’ultima volta era successo per il parcheggio a Rampa Zara. Denominatore comune: entrambe sono opere pubbliche. L’edilizia privata si è fermata e quella pubblica riacquista una centralità a cui non siamo più abituati. Nelle variegate prime pagine della cronaca locale su carta stampata di questi ultimi giorni molteplici voci esprimono lo stesso concetto. Il presidente del comitato pro svincolo (addirittura un comitato a favore), ex assessore dell’ultima giunta Meschini, appoggiato anche dal capogruppo PD dell’attuale consiglio, definisce lo svincolo un’opera fondamentale per lo sviluppo di Macerata. La stessa cosa vien detta dal direttore del Val di Chienti. E il sindaco annuncia di aver incontrato il suo omologo di Corridonia per discutere proprio dello maceratiamo-sanclaudiosvincolo. Se nei mesi scorsi ci fosse stato tutto questo coordinamento Macerata sarebbe dotata di palazzetti, piscine e stadi ristrutturati… Quindi la domanda è spontanea: a quale esigenza si sta rispondendo con questa proposta così inusualmente condivisa?
Cerchiamo ora di rispondere, non per smascherare chissà cosa, bensì per provare ad avviare un ragionamento, una discussione tra noi cittadini elettori. Ma per far questo dobbiamo far prima un veloce passo indietro. MaceraTiAmo ha sempre cercato di fondare le proprie proposte sulla base di una loro verifica tecnica. Con i pochi mezzi a disposizione, abbiamo avviato da qualche tempo una serie di analisi sulla mobilità urbana, alcune delle quali in collaborazione con altre associazioni. I risultati e le relative proposte a cui si sta giungendo saranno presentati più avanti, ma riteniamo di poter e di dover comunque fare alcune considerazioni in questo momento. Il Comune ha commissionato alcune analisi sul malessere legato al traffico. Poche ma le ha commissionate. La principale è l’Aggiornamento al modello di traffico, realizzata nel febbraio del 2008, con la quale la società Sintagma ha compiuto per il Comune una previsione sui trafficoflussi veicolari conseguenti ai nuovi insediamenti (tra i quali Piano Casa, e lottizzazione Valleverde) e agli interventi infrastrutturali previsti, tra cui proprio la realizzazione dello svincolo di San Claudio, ma anche quella del tratto di strada via Mattei – Pieve e quella di uno svincolo alternativo, posto a metà strada tra Piediripa e Sforzacosta, direttamente collegato alla stessa bretella (per intenderci, quello previsto dalla società Quadrilatero e rifiutato dall’allora giunta Meschini). Lo studio ipotizza vari scenari, alternativi tra loro sulla base delle diverse scelte infrastrutturali ipotizzate. Interessante è il confronto fra lo scenario 2 e lo scenario 3, entrambi riferiti al periodo 2010-2018 ma contenenti l’uno la realizzazione dello svincolo di San Claudio e l’altro quella dello svincolo tra Piediripa e Sforzacosta. Esso mostra che la realizzazione del nuovo svincolo in posizione intermedia rispetto a quelli esistenti porta a molti più vantaggi rispetto a quella dello svincolo di san Claudio. Se quest’ultimo migliora la viabilità di Piediripa stessa (aggravata anche dalla previsione di piena attuazione della lottizzazione Valleverde, ad oggi solo un miraggio che si materializza nell’unico nuovo edificio, quello della CGIL che non ha trovato altre soluzioni per la propria nuova sede se non quella di andare a mettere un po’ di cemento su di un terreno fertile e produttivo), l’altra soluzione offre l’opportunità di alleggerire i flussi per entrambe le frazioni, tutti attratti dal collegamento veloce offerto dalla bretella Via Mattei – Pieve collegata allo svincolo. Anche la lottizzazione Valleverde gioverebbe della realizzazione dello svincolo intermedio in quanto la circolazione di Piediripa sarebbe anch’essa alleggerita dei flussi provenienti dalla superstrada. Sforzacosta sarebbe attraversata esclusivamente dalle provenienze dall’entroterra che non utilizzano la superstrada, senza realizzare improbabili ulteriori bretelle tra la rotatoria di ingresso a Sforzacosta e quella nuova nei pressi di Colbuccaro (come qualcuno prevede, magari rendendo edificabili le aree adiacenti, come avviene, ad esempio, nel realizzando edificio di via dei Velini). Nel caso si alleggerisca il traffico proveniente da Piediripa si arriverà anche ad un alleggerimento dei flussi di Corso Cairoli e di tutta la porzione centrale della città. La cosiddetta strada nuova diventerebbe la nuova via di penetrazione alla città (sostituendo l’attuale, costituita da Via Roma e da Corso Cavour), capace di distribuire i vari flussi nei diversi poli attrattori della città che essa stessa unisce.
L’unica zona che non godrebbe di alcun beneficio dalla realizzazione dello svincolo intermedio tra Sforzacosta e Piediripa è quella di Santa Lucia, in cui via Cincinelli rimarrà sede di intensi traffici, dovuti anche alla presenza dell’ospedale, sempre più importante in ambito provinciale. Rimane comunque evidente che su tale zona avrebbe effetti decisamente peggiori l’incremento dei flussi provenienti da Piediripa dovuti alla realizzazione dello svincolo di San Claudio. La vera criticità della mobilità maceratese è quindi proprio nella zona di via Cincinelli a cui va aggiunta la povera Via Pace (il palazzo delle Spighe è solo l’ultima ferita inferta a quella parte di città dalla gestione urbanistica dissennata delle ultime amministrazioni), entrambe abbandonate a loro stesse ma i cui problemi di traffico potrebbero essere affrontati con una gestione intelligente del traffico e del trasporto pubblico locale più che con nuovi interventi infrastrutturali. L’Europa, che in questi giorni ha imposto il nuovo blocco del traffico agli autoveicoli euro 0, 1 e 2, tanto inutile quanto iniquo, ci chiede di diminuire l’inquinamento da CO2, e quindi il traffico veicolare. Realizzare nuove strade significa invece incrementare quei traffici. Bisogna quindi prevedere nuove strade solo per migliorare l’utilizzo della rete esistente, coordinando quelle scelte con chiare strategie sul trasporto pubblico locale. Questo però è un altro discorso, perché non è l’inappropriatezza dell’operato della nostra amministrazione che vogliamo denunciare. Non c’è bisogno di evidenziare che i vari interessi privati in gioco sono ampiamente rappresentati nei consigli comunali di Macerata e Corridonia. Il nostro intento è un altro: avviare una discussione tra noi cittadini maceratesi per poter valutare, informati e consapevoli, l’operato dei nostri amministratori, dei consiglieri che abbiamo scelto. Su questo tema, ad esempio, quali valutazioni potrebbero esprimere gli abitanti di Sforzacosta sul consigliere del Pd, eletto quasi con un plebiscito dagli abitanti di quella frazione, ma di cui non è nota, perlomeno a noi, una sua posizione in merito? Oppure, che giudizio potrebbero esprimere quei cittadini sensibili a tematiche ambientali e quindi elettori di partiti appartenenti ad aree ben definite ma i cui consiglieri non hanno preso una posizione pubblica quantomeno critica sulla questione? Per frequentazioni più o meno strette conosciamo molti degli amministratori e dei consiglieri coinvolti, e ci auguriamo che, soprattutto chi tra loro è più sensibile al problema, abbia fatto il massimo per ottenere il risultato migliore. Ma il loro silenzio assordante, imposto probabilmente da ricattatori doveri di appartenenza alla maggioranza, fa apparire la scelta dello svincolo di San Claudio come l’unica possibile. E questo, come abbiamo appena evidenziato con questo articolo, non è affatto vero. Ci siamo chiesti a chi serve lo svincolo di San Claudio? I sostenitori ci rispondono che serve per creare nuovi posti di lavoro, nuove attività produttive nella nuova zona di Valleverde (ettari ed ettari di terreno fertile, quindi coltivabile). Ma quale pianificazione è stata fatta se le scelte compiute si potranno attuare solo quando si verificheranno opzioni complicate e non convenienti? Valleverde è stato il frutto di questo tipo di strategia, in cui gli obiettivi non sono mai stati trasparenti e mai verificati. Ammesso e non concesso che ci sia bisogno di nuove aree produttive, alla luce dei ragionamenti precedenti voi, pazienti lettori, dove avreste localizzato la nuova area? Certamente non a Valleverde. A chi serve lo svincolo di San Claudio? Ai cittadini di Macerata, sicuramente, no”.



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