IL CASO VALLEVERDE
Speranze e interrogativi

DOPO L'INCHIESTA DI CM - Amministratori e imprenditori analizzano la vicenda dell'insediamento produttivo di Piediripa e dello svincolo di San Claudio. La parola ai sindaci di Macerata e Corridonia, Romano Carancini e Nelia Calvigioni, al nuovo presidente del Consorizio Enzo Reschini e ai proprietari dei lotti Giancarlo Cossiri e Franco Mercuri. Intanto in città continua il dibattito sul consumo di suolo
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La strada a quattro corsie di Valleverde

 

valleverde_alto-6-300x200di Alessandra Pierini

(Foto servizio di Guido Picchio e Lucrezia Benfatto)

Stabilire se sia nata prima l’idea di Valleverde o quella dello svincolo di San Claudio è un po’ come  capire se viene prima l’uovo o la gallina. Certo è invece che Valleverde per smettere di essere una grande incompiuta (leggi l’inchiesta) e per realizzare la vocazione per la quale è nata ha necessità dello svincolo di San Claudio. Altro punto non trascurabile è quello relativo alle risorse necessarie per realizzare l’eventuale opera viaria. Sono mesi che si parla di bilanci disastrati, di tagli governativi, delle enormi limitazioni poste agli enti locali attraverso il Patto di stabilità e anche se il neonato Comitato pro svincolo (leggi l’articolo) garantisce che le spese saranno coperte dagli oneri di urbanizzazione (tra i quali 14 milioni provenienti da Valleverde e 2 dalla lottizzazione Simonetti), in questa fase è giusto farsi qualche scrupolo in più rispetto al passato.

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Il progetto dello svincolo di San Claudio

Il momento di crisi che stiamo attraversando non deve certo intimorire rispetto ad investimenti volti allo sviluppo futuro del territorio ma richiede più che mai lungimiranza nelle scelte. Quello che si chiede in questa fase delicatissima alla politica, agli amministratori,ai “palazzinari” e ai “capannonari” tutti è di proiettarsi almeno 20 anni in avanti per capire cosa effettivamente può offrire prospettive concrete che ci permettano di risorgere nei prossimi decenni. Se in passato la progettazione era sicuramente complessa, in questo secolo in cui i cambiamenti avvengono con una velocità frenetica  tanto che in alcuni casi non si riesce neanche a coglierli mentre avvengono, figuriamoci cosa vuol dire riflettere su archi temporali tanto estesi. E’ questa però la chiave di volta per affrontare il futuro. I tempi elettorali (5 anni in cui si cerca di conquistare voti per ottenere un secondo mandato), unità di misura delle decisioni politiche,  sono inadeguati rispetto alla programmazione e allo scatto in avanti che vengono richieste in questa fase. Un nuovo atteggiamento e un nuovo modo di guardare al futuro è indispensabile anche nel caso di Valleverde e dello svincolo di San Claudio.

Il primo a sperare che si cominci a guardare avanti è Enzo Reschini, diventato presidente del Consorzio Valleverde dopo le dimissioni di Graziano Pambianchi: «Abbiamo speso 13 milioni di euro per le opere di urbanizzazione, si buttano così i soldi? Siamo nell’assurdo, si scherza con i soldi  e con i sentimenti degli altri. Su 67 lotti, 43 sono produttivi, tutti con proprietari. E’ un’area che può portare soldi e benessere, bisognerebbe sfruttare questa opportunità, invece siamo fermi in un laghetto, quello in cui finisce la strada a quattro corsie. A questo punto non avrebbero dovuto autorizzarci». Reschini sottolinea anche i problemi dell’economia: «Pesaro, Ancona, Ascoli e Fermo hanno tutte una zona industriale ben collegata, Macerata invece non ha niente mentre l’impresa locale maceratese ha alta tecnologia, sa fare e lavora senza sostegni. La politica è lontana dall’impresa, la nostra economia sta morendo, siamo in ritardo di dieci anni e continuiamo a parlare di una strada. Valleverde è finita da un anno e il Comune non l’ha ancora presa in consegna. Aspetto l’invito del Sindaco  per sapere cosa ci aspetta».

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Romano Carancini

Il sindaco Romano Carancini fa perno sul programma amministrativo: « La strada da percorrere  – ci dice – è illuminata dal programma  che prevede che le vie di accesso alla città devono essere privilegiate. Sono la Mattei- Pieve che si congiunge allo svincolo di Campogiano, il collegamento Montanello- Villa Potenza e lo svincolo di San Claudio. Una volta che ci siamo insediati abbiamo preso atto di una serie di situazioni che ci hanno portato a fare delle scelte. La Montanello-Villa Potenza può essere realizzata con due milioni di euro che sono fuori patto perciò immediatamente disponibili. Per quanto riguarda la Mattei-Pieve, l’intervento della Provincia ci dà grande soddisfazione e rende ancora più concreta la possibilità di ultimare l’opera, ora si tratta di capire come trovare i soldi necessari. Per finire rinnegheremmo noi stessi, se non ponessimo l’attenzione sullo svincolo di San Claudio, dove abbiamo già due milionni di euro della lottizzazione Simonetti. Lo svincolo  deve essere fatto rapportandosi con gli altri enti. Ho grande rispetto per la Calvigioni che deve essere capita. A breve apriremo un tavolo per confrontare posizioni e prospettive con il Comune di Corridonia e la Provincia di Macerata per collaborare senza contrapposizioni. I privati possono avere un ruolo determinante. Per quanto riguarda l’inchiesta di Cronache Maceratesi su Valleverde, io non credo sia un’incompiuta. A mio parere lo è solo sotto il punto di vista della pianificazione intercomunale ma in realtà corrisponde alla prima parte di un’opera che si è fermata solo per questa terribile crisi che stiamo attraversando».

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Il sindaco di Corridonia Nelia Calvigioni

Se Romano Carancini  è favorevole all’opera, Nelia Calvigioni, sindaco di Corridonia, ribadisce la sua posizione di forte contrarietà allo svincolo: «Finalmente con la ricostruzione della vicenda fatta da Cronache Maceratesi su Valleverde mi sono sentita capita. Tra il 2003 e il 2004 fu firmato l’accordo di programma tra provincia e Comune di Macerata per lo svincolo e il protocollo d’intesa con il Comune di Corridonia. Già nel 2005, però, l’Anas aveva  comunicato che non avrebbe finanziato lo svincolo di San Claudio. Io sono diventata sindaco nel 2007, a cose fatte ma questo non vuol dire che ripudio ciò che è stato fatto dai miei predecessori. Il protocollo oggi non ha più valore perchè le condizioni sono cambiate  ma è evidente che questa viabilità non risolve i problemi alla mobilità provinciale ma risolve i problemi della viabilità di Valleverde che è oggi davvero un’incompiuta. Il Comune di Corridonia è stato lasciato solo ad affrontare la questione viabilità dell’intera provincia ma non ci sottraiamo a ciò che è di nostra competenza, sempre facendo i necessari conti con il bilancio. Intanto noi abbiamo migliorato la viabilità ma per risolvere i problemi sono necessari il nuovo ponte su Chienti e lo svincolo di Campogiano, non lo svincolo di San Claudio».
La vicenda Valleverde e svincolo di San Claudio  coinvolge anche diversi imprenditori che hanno investito nella lottizzazione e si ritrovano, a distanza di nove anni, con il cerino in mano, senza poter intervenire per modificare la situazione.

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Giancarlo Cossiri della IFI

Giancarlo Cossiri dell’IFI ha acquistato un lotto ma non ha ancora iniziare a costruire la nuova sede per la sua azienda che ha dovuto trasferire altrove. «Non ho aderito al Comitato pro svincolo  – spiega – non perchè non voglio lo svincolo ma perchè non capisco il senso di un comitato rappresentato da Graziano Pambianchi che per anni è stato presidente del Consorzio Valleverde fino alle sue dimissioni.  Mi sento preso in giro.Non capisco poi questa fuga in avanti: prima dobbiamo terminare il primo step e il Comune prenda in carico la lottizzazione poi proseguiremo con l’obiettivo dello svincolo. Nel frattempo sono 9 anni che aspetto il mio lotto, ho dovuto fare un altro investimento per far sopravvivere la mia azienda. Ho la licenza edilizia in mano quando il lotto non mi è ancora stato consegnato. Dov’è la logica?»

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A sinistra Franco Mercuri della Orim metalli

Se la prende con la politica Franco Mercuri della Orim metalli: «Ho deciso di non far parte del comitato pro svincolo perchè l’azienda mi chiede in questa fase presenta costante e grande concentrazione. Sono ovviamente interessato che Valleverde parta. Quando ho fatto l’investimento mi avevano detto che ci sarebbe stato lo svincolo se no, probabilmente, avrei valutato diversamente il da farsi. La mia azienda rappresenta nel suo piccolo un’eccellenza, ci siamo inventati un lavoro e potremmo crescere. Abbiamo dovuto stanziare risorse importanti per la messa a norma della struttura, in attesa di Valleverde, e se mai ci dovessimo trasferire, butterò via tutto. Sono soldi che mi avrebbero permesso di crescere e svilupparmi. In tutta questa storia, ciò che proprio non condivido è la cattiva gestione politica. Quando un imprenditore prende una decisione, la porta avanti fino alla fine. Non mi sembra che la politica stia facendo lo stesso. Devono capire che hanno dato il via ad una cosa e gli impegni presi vanno rispettati. Si parla della possibilità che Macerata diventi parte della Provincia di Fermo. Magari, almeno eviteremmo un ente inutile».
valleverde_alto-7-300x200Sulla questione interviene anche Massimo Pizzichini dell’Udc: «In relazione allo svincolo di San Claudio, come gruppo consiliare UDC sosteniamo che pur considerandolo una necessità reputiamo che in un momento di crisi in cui i fondi per interventi pubblici non ci sono occorre darsi delle priorità». L’Udc, inoltre ritiene necessaria la bretella Mattei -Pieve: «è funzionale all’uscita in località Campogiano di Corridonia  di prossima realizzazione da parte della società Quadrilatero e che ha il compito di collegare le vallate del Potenza e del Chienti e meglio servire il Centro Fiere di Villa Potenza così da risolvere le problematiche viarie di Piediripa, Sforzacosta, Santa Lucia e trovare la soluzione per l’annoso problema del passaggio a livello di Via Roma.La precedente Amministrazione Meschini si era impegnata in proprio per la realizzazione della bretella in questione, ora alla luce del bilancio appena approvato con inserimento di finanziamenti insufficienti, e alla luce dell’ordine del giorno del PD, si può ravvisare un certo disinteresse da parte della Giunta Carancini per la bretella Via Mattei La Pieve, proprio quando le Amministrazioni provinciale e regionale hanno inserito in bilancio somme ingenti per la realizzazione di tale bretella.La preoccupazione è che alla luce di una scarsa disponibilità finanziaria l’Amministrazione Carancini non riesca a portare a casa né la bretella Via Mattei – La Pieve né l’uscita di San Claudio.»

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Marta Massetani e Bruno Mandrelli durantel’incontro

Di Valleverde e svincolo di San Claudio si è inevitabilmente parlato anche nel corso dell’incontro “Consumo del territorio e legislazione di salvaguardia”, organizzato dal “Circolo della Rosa”, momento che ha preso spunto dallo studio degli architetti Ilenia Pierantoni e Andrea Renzi i quali, dopo aver pubblicato la loro analisi su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo), nel corso dell’incontro pubblico hanno sottolineato ancora una volta come nella vallata del Chienti le aree edificate e quelle edificabili rappresentino una percentuale consistente del territorio e all’aumento di costruzioni non corrisponde nè un aumento demografico, nè di produttività.

Ha analizzato la questione dal punto di vista legislativo l’avvocato Bruno Mandrelli, analizzando l’inadeguatezza di certe norme in tema di programmazione urbanistica: «Ad esempio è bastato un capoverso in un comma di un articolo di  una legge varata dal governo Monti per trasferire la competenza in materia di regolamenti edilizi alla Giunta Comunale anzichè al consiglio». Mandrelli ha anche parlato delle difficoltà pratiche: «Ad esempio a Macerata abbiamo un piano regolatore che aveva come obiettivo una programmazione trentennale. Negli anni però non c’è stata la crescita demografica attesa poi ci si è accorti che la casa può essere fonte di ricchezza per il Comune e prende il via il Piano Casa, tutte cose che ho votato ma che poi non hanno prodotto i risultati sperati. credo sia necessario risvegliare la coscienza politica, intesa nel senso più alto del termine perchè i singoli possano poi trasmetterla in ogni ambito».

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Ilenia Pierantoni e Andrea Renzi

Mandrelli ha anche raccontato episodi della sua esperienza di assessore: «Venticinque anni fa visitai ad Issy Les Moulineaux dei nuovi quartieri, erano completamente disabitati nonostante tutto fosse a posto. mi dissero che non ci abitava nessuno perchè mancavano due tombini. Proposi di applicare una norma del genere a Macerata perchè nessuno andasse ad abitare in quartieri non completati ma nulla fu fatto. Dieci anni fa invece proposi di obbligare nelle nuove costruzioni un doppio scarico per i servizi ma mi risposero che una norma del genere avrebbe ferito gli imprenditori che avessero già fatto delle scorte di materiali».
Incisivo l’intervento dell’architetto Marta Massetani: «Abbiamo visto quanto incide il consumo di suolo sul nostro territorio e l’impronta ecologica (l’area biologicamente produttiva  necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti prodotti) per mantenere quanto costruito richiederebbe un territorio 40 0 50 volte il nostro. Continuiamo ad occuparci non di risorse primarie, quale è ad esempio l’acqua ma solo di secondarie. Non ci occupiamo di un sistema viario ottimale ma di uno svincolo. Non abbiamo costruito case per chi ne aveva bisogno ma le abbiamo costruite e basta. la conseguenza è lo scollamento tra i fini della crescita e il benessere sociale, a questo va aggiunta la mancanza di una legge urbanistica, l’assenza di una pianificazione su area vasta (consideriamo che la città di Monaco ad esempio non può pianificare) e il costo per gli espropri. Mentre la Francia espropria a 2 euro al metro quadro, noi paghiamo ben 50 euro al metro quadro. Tutti questi elementi trovano concretizzazione nella Minitematica che ne è l’esaltazione visto che è una maxi variante su interessi specifici e per lo più individuali senza tener conto di quelli comuni. In controtendenza con il Governo regionale che preferisce non regolarizzare la situazione stiamo raccogliendo firme con la proposta di legge di iniziativa popolare sul governo del territorio».

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Stefano Benedetti, presidente del Circolo della Rosa

Arrabbiato, ma rassegnato l’intervento dell’ex assessore Claudio Fraticelli: «Macerata è retta da un cartello di palazzinari che opera a stretto contatto con la politica creando così un monopolio economico».

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La ricostruzione dell’avvocato Giuseppe Bommarito sulla vicenda Valleverde:

-La prima puntata (leggi l’articolo)

– La seconda puntata (leggi l’articolo)

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Marta Massetani

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