Intimidazioni contro i rom
La famiglia Ciuraru lascia Civitanova

IL CASO - Laura Marzola di Cittadinanza Attiva denuncia le aggressioni subite dai nomadi che nei giorni scorsi erano stati ospitati a casa del sindaco Corvatta
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Laura Marzola e Loris Bottoni durante la conferenza stampa di oggi pomeriggio

 

di Laura Boccanera

“Abbiamo fatto allontanare i Ciuraru da Civitanova, clima troppo ostile e intollerante”. Se n’è dovuta andare in un altro comune la famiglia rom seguita da Cittadinanza attiva e ospitata dal sindaco dal 28 dicembre al 5 gennaio. E’ Laura Marzola, l’attivista umanitaria che da mesi li sostiene in una battaglia di rivendicazione dei diritti a darne notizia: per loro aveva acquistato una roulotte, ma i Ciuraru non ci entreranno per ora, troppo ostile il clima, segnato da due episodi di intolleranza: “ci sono state due aggressioni, per questo, per la loro incolumità e sicurezza abbiamo consigliato di lasciare Civitanova e ora si trovano al sicuro in un altro comune che li accolti – riferisce la Marzola  – dopo i post su facebook e la sovraesposizione mediatica i Ciuraru sono stati oggetto di aggressioni anche più che verbali”. Laura Marzola e Loris Bottoni di Cittadinanza attiva raccontano di un’escalation di intimidazioni: “dapprima Narcisa, la figlia del capofamiglia Ciuraru è stata avvicinata da alcuni uomini e spintonata, mentre lunedì sera, mentre erano ospitati per la notte al centro sociale Jolly Rogers due uomini hanno attraversato il cancello e urlato contro i rom cercando di entrare, fortunatamente i ragazzi del centro sociale erano dentro e non li hanno fatti avvicinare. Per questi comportamenti abbiamo ritenuto più opportuna una sistemazione fuori dai confini civitanovesi”. E così questa mattina la Marzola li ha aiutati nel trasloco in attesa di politiche concrete da parte del comune: “I rom per ora non hanno sporto denuncia – continua – e sono sereni per l’allontanamento dal momento che la crescente intolleranza nei loro confronti aveva toccato livelli non più tollerabili. Oltretutto dopo il clamore degli ultimi accadimenti incontravano ostilità anche nell’attività della questua. La nostra roulotte è a disposizione di quanti si trovano in difficoltà, ma vogliamo un tavolo tecnico con il comune”. La Marzola riferisce anche che Giorgio Ciurar, capofamiglia di un altro gruppo rom, è stato contattato dai servizi sociali del comune: “ma le notizie a noi pervengono in maniera frammentaria, Ciurar ci ha detto che il sindaco metterà a loro disposizione delle roulotte, ma non sappiamo né dove né quando, è necessario che il problema venga risolto al più presto. Chiediamo da mesi un tavolo tecnico dove affrontare la situazione in modo virtuoso sull’esempio di alcuni altri comuni italiani e stranieri che hanno attuato delle politiche di inclusione. Non è possibile che il sindaco sia costretto a fare un gesto di solidarietà privata in quanto come amministratore è abbandonato dalla giunta e dai servizi sociali. Affermare come ha fatto la Sglavo che il problema non esiste è assurdo”.

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