Caccia ai fannulloni
La Cisl: “No alla caccia alle streghe”

MACERATA - Proseguono gli accertamenti della Guardia di Finanza sui dipendenti del Comune assenti ingiustificati
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La sede comunale di viale Trieste al centro dei controlli

 

di Alessandra Pierini

Entrano dal portone principale, tengono il badge ben stretto in mano e, ostentando una certa indifferenza, si guardano intorno alla ricerca della telecamera che starebbe registrando i loro movimenti. Questa è la scena che si ripete all’ingresso della sede comunale di viale Trieste da quando i dipendenti sanno di essere al centro di un’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza di Macerata che da mesi sta raccogliendo elementi per documentare episodi di assenteismo e non solo. In effetti, l’attenzione dei finanzieri potrebbe essere anche rivolta ad accertare eventuali attività lavorative extra dei dipendenti. Diversi sarebbero coloro che sono sospettati di svolgere, fuori dall’orario di lavoro, altre professioni o persino di impiegare per questo le ore lavorative e i materiali dell’ufficio. Da questa mattina gli investigatori stanno ascoltando soggetti che ritengono informati sui fatti per ricostruire le dinamiche all’interno dell’ente. Massimo riserbo da parte dei finanzieri ma ci  sarebbe anche un dirigente tra i soggetti colti in fallo da teleobiettivi e agenti in borghese che hanno documentato diversi comportamenti anomali. L’indagine è in una fase molto delicata e bisognerà attendere per conoscere i dettagli ma l’impressione di molti è che la denuncia venga dall’interno e che sia stato qualcuno dei dipendenti a chiedere l’intervento delle autorità. In molti hanno anche notato la presenza di un investigatore privato, figura sulla quale si sono fatte mille ipotesi ma sul cui ruolo, con ogni probabilità esterno rispetto all’indagine, non si hanno certezze.

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Il meccanismo usato per registrare ingressi e uscite

Intanto  la notizia dell’operazione delle Fiamme Gialle apparsa sulle pagine di Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) ha fatto il giro della città provocando la reazione di molti. In effetti, nell’immaginario collettivo, l’abbinamento dipendente comunale – fannullone è piuttosto consolidato ed è stato ulteriormente rafforzato negli anni scorsi dall’ex ministro Renato Brunetta che ha fatto della caccia ai fannulloni il suo cavallo di battaglia. La situazione è aggravata da questa  fase storica in cui la carenza di risorse e gli  sprechi sono nel mirino. A dimostrarlo i tantissimi commenti dei lettori di Cronache Maceratesi che, per la maggior parte,  hanno evidenziato una certa insofferenza rispetto agli atteggiamenti riscontrati e hanno sottolineato come il dipendente pubblico sia considerato un privilegiato per le caratteristiche del lavoro che svolge.

Non si può naturalmente fare di tutta l’erba un fascio, ma almeno un paio di irregolarità sono state registrate (una dipendente che si è  allontanata dall’ufficio per rientrare dopo la spesa e un altro che timbrava per sè e per un collega) e l’elenco sembra essere destinato ad allungarsi.
comune-2-300x224Il Comune di Macerata non ha finora ricevuto richieste o comunicazioni dalle autorità competenti ma la questione non può che provocare un certo imbarazzo.  «Fino a quando non avremo certezza dei fatti – ha commentato il sindaco Romano Carancini – difendo i dipendenti. Se invece saranno accertate delle responsabilità faremo di tutto per stroncare questi comportamenti».

Interviene a difesa dei dipendenti la Cisl:  «Esprimiamo rammarico ed indignazione per i presunti e gravi fatti accaduti all’interno del Comune di Macerata  che rischiano di screditare un intero Comparto lavorativo – si legge nella nota – . Siamo vicini  come sempre a tutti quei lavoratori onesti ed irreprensibili che sono la quasi totalità i quali – in questo momento di attacco frontale al pubblico impiego anche da parte del Governo stesso che non è equo nelle scelte politiche, che è incoerente nel discriminare tutta la P.A., che indebolisce gli strumenti reali per la lotta all’evasione fiscale- continuano invece di buona lena a lavorare per il bene dei cittadini e secondo le direttive degli Amministratori Locali. Nel momento in cui saranno accertate condotte contro la legge da parte di qualche dipendente, sicuramente esprimeremo la nostra condanna verso chi infanga i colleghi seri ed instancabili che in questo Ente lavorano, ma disapprova e biasima il clima di “caccia alle streghe” in atto».
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Ubaldo Cerulli  dell’Enas scrive: «Ho letto su Cronache Maceratesi la notizia che riferisce l’intervento della Finanza nel Comune di Macerata. Se i fatti sono veritieri al 100%, ferma restando la responsabilità soggettiva degli interessati che dovrà essere accertata e doverosamente censurata dagli organi competenti, mi viene spontaneo riflettere su alcuni punti: premettendo il massimo rispetto nei confronti dei tanti che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e osservanza delle regole,come mai fatti del genere avvengono ormai in ambito nazionale in prevalenza se non esclusivamente negli uffici pubblici? Con quale coscienza e dignità un lavoratore a tempo indeterminato, che quindi fruisce di tutte le garanzie previste da tale tipologia di contratto (sopratutto nella pubblica amministrazione), decide di disporre arbitrariamente del tempo destinato all’attività lavorativa? Costui si rende conto che la situazione di crisi attuale evidenzia una molteplicità di lavoratori in cassa integrazione, disoccupati, giovani e meno giovani senza possibilità di occupazione? Ulteriore riflessione ma non meno importante riguarda la Dirigenza. Già in un recente intervento sulla stampa locale ebbi a segnalare il differente ruolo di responsabilità (nel senso di rispondere del proprio operato o mancato operato) spesso esistente a mio parere nella pubblica amministrazione (senza peraltro voler generalizzare) rispetto a quello esistente nel privato malgrado le retribuzioni previste (compresi i cosiddetti premi di “produttività”) siano similari. Per concludere ferma la responsabilità soggettiva dei dipendenti di cui sopra, siamo sicuri che i dirigenti preposti abbiano doverosamente vigilato affinchè i fatti narrati (se veritieri) non avessero a verificarsi? Nel caso venisse accertata la mancata vigilanza (sempre che esista la volontà di farlo) sono anche essi censurabili per responsabilità oggettiva?»



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