Giornata degli indignados,
scontri e violenze a Roma
La testimonianza di alcuni maceratesi

Sei pullman partiti da Macerata. "Il caos ci ha costretti ad abbandonare il corteo, black-bloc emarginati"
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L’apertura di oggi del Corriere.it

di Filippo Ciccarelli

Alla fine è arrivato il momento degli “indignados”. In tutto il mondo, milioni di persone stanno manifestando contro la crisi internazionale e la classe dirigente che è incapace di gestirla: in poche parole si chiede un cambiamento radicale. Anche in Italia è forte la domanda di riforme è forte, ed a Roma tantissima gente si è riunita per protestare: non tutti, però, con intenti pacifici. I media nazionali raccontano di violenti scontri tra forze dell’ordine e black bloc, di auto bruciate, bombe carte lanciate contro i carabinieri e sedi dei ministeri devastate.
Abbiamo contattato telefonicamente alle 16.00 Stefano Casulli, di Lgs Macerata, uno dei referenti per l’organizzazione dei sei pullman che dal capoluogo hanno raggiunto la capitale.

Buon pomeriggio Stefano, com’è la situazione in questo momento?
“Il corteo è lunghissimo, non ci sono problemi particolari dove siamo noi”.

A che altezza siete?
“In questo momento siamo al Colosseo”.

Siete stati testimoni di qualche episodio violento?
“Abbiamo visto i vigili del fuoco intervenire per spegnere un paio di incendi. Vorrei sottolineare che questo corteo è colorato e partecipatissimo, i violenti sono poche persone subito emarginate dalla maggioranza dei presenti. Sono partiti cori spontanei contro di loro, non so se siano black-bloc o riconducibili ad altri gruppi, ma certamente sono organizzati. La cosa positiva è che questa mi pare una piazza consapevole, nel criticare ed isolare i violenti. Tra tutti, comunque, si percepisce una frustrazione diffusa”.

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Stefano Casulli

In quanti avete raggiunto Roma?
“Noi di Lgs siamo partiti con 3 pullman da Piediripa, dal piazzale dello stadio Helvia Recina ne sono partiti altri 3 del centro sociale. Sia l’organizzazione per i pullman partiti da Piediripa che quelli da Macerata è stata supervisionata dalla Fiom”.

Intorno alle 16.30 abbiamo ricevuto un messaggio da parte di Stefano Casulli, che ci informava del fatto che la situazione era cambiata. Siamo riusciti a sentirlo telefonicamente alle 16.40:
“Purtroppo adesso le cose sono cambiate, io e le altre persone provenienti da Macerata stiamo scappando via e non sappiamo dove siamo al momento”.

Cos’è successo?
“Ci sono stati scontri con la polizia, delle cariche. Adesso si sentono le esplosioni, c’è del fumo, sono stati bruciati due negozi. Abbiamo visto la gente che era davanti a noi e procedeva sul tragitto prevista che scappava, poi abbiamo visto anche gente incappucciata venire indietro di corsa e che è stata insultata praticamente da tutti quelli che sono qui a volto scoperto. Poi è venuta la polizia. A quel punto abbiamo deviato dalla strada che dovevamo fare”.

Ora cosa farete? Cercherete di tornare nel corteo o tornerete ai pullman?
“Non lo so, dobbiamo ancora valutare. Vi dico anche che però la polizia ha agito in maniera strana: non hanno spento l’incendio e sono arrivate le volanti velocissime quando c’era l’ammasso di gente”.



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