Tasse universitarie, interviene il Rettore:
“Non si può parlare di aumento”
L'INTERVISTA - Approvata in Cda la riformulazione della contribuzione studentesca. Le tasse sono ancora le più basse della regione. Spiega il professor Luigi Lacchè: "Diminuiscono per i meritevoli, aumentano per i più abbienti"
di Beatrice Cammertoni
Una nuova giornata di mobilitazione all’Università di Macerata: questa mattina il Movimento Studenti è entrato in Rettorato (leggi l’articolo) proprio mentre il Rettore Luigi Lacchè si apprestava ad entrare nella sede in Piaggia della Torre per la seduta del Consiglio d’Amministrazione convocata per approvare definitivamente la contestata delibera sulla contribuzione. Poco più tardi i rappresentanti di Officina Universitaria hanno indetto una conferenza stampa per commentare la loro posizione in merito al nuovo piano. Terminata l’assemblea di oggi, che faceva seguito a quella del Senato Accademico dello scorso mercoledì il Rettore Lacchè illustra i dati definitivi relativi. “In realtà non si tratta di un aumento ma di una piena realizzazione dell’articolo della Costituzione che fa riferimento al diritto allo studio: verranno ridotte le tasse degli studenti più meritevoli e con reddito più basso, ma alzate quelle di coloro che ottengono risultati meno buoni e con disponibilità economica più ampia. Per alcuni dunque sarà addirittura una diminuzione della spesa, questo perchè crediamo fermamente nel nell’impegno e nel merito.”
La motivazione principale non è dunque quella che collega il provvedimento ai tagli del Governo?
“A Macerata non si registrava un aumento delle tasse dal 2005, tant’è che Il Sole24ore collocava il nostro ateneo al 50 posto sui 58 totali nella classifica delle Università più costose. Il dato chiaro è che mentre altrove aumentavano le rette da noi restavano invariate. Se decidiamo ora di muoverci è perchè sono aumentati altri costi: Macerata ha fatto grandi investimenti, consideri che nel 2005 c’erano solo 185 docenti, mentre ora sono aumentati a 311. Sono loro che fanno ricerca e didattica e che costituiscono l’offerta formativa e la qualità. A me non sembra che ci siano elementi forti contrapponibili a questa delibera se non quelli relativi ad un atteggiamento pregiudiziale.”
Gli studenti però accusano il fatto che queste decisioni siano state prese in pieno luglio, quando gran parte di essi è fuori città.
“E’ una materia che si discute sempre in questo periodo, non è una novità. La questione è stata posta in Consiglio degli Studenti, tant’è che il documento approvato oggi è diverso da quello iniziale perchè abbiamo recepito le loro indicazioni (per esempio, a quali criteri far riferimento per il riconoscimento del merito, ma anche come rivedere le fasce di retribuzione). Se per consultare gli studenti si intende ricorrere agli organi istituzionali, possiamo dire che ciò è stato fatto con buoni risultati. Certo, non è che un provvedimento del genere possa essere discusso da un assemblea, sarebbe come se il governo chiedesse alla popolazione di aumentare le tasse sulla prima casa. Era importante che la decisione venisse ponderata. Io credo sia giusta dal punto di vista sociale per oneri e meriti. Non si tratta di un aumento indiscriminato, tutt’altro.”
Questa mattina però, lei è stato contestato da un gruppo di studenti che si è presentato in Rettorato.
“Sono state portate avanti questioni come quelle degli studenti lavoratori, ma non si pensa al fatto che a Macerata è possibile iscriversi part-time pagando meno e adattando il piano di studi alle esigenze lavorative. Io non vedo tanti argomenti da chi protesta, anzi mi sembra un gruppo piuttosto sparuto. Nelle democrazie contano i rappresentanti e gli studenti eletti, a loro è data la possibilità di dare voce agli studenti e di esprimersi. Nella sedute i loro membri hanno votato per metà si e per metà in modo sfavorevole.”
Come saprà Rettore, anche i rappresentanti nei consigli hanno dimostrato perplessità.
“Loro contestano il fatto che l’iter sia stato piuttosto rapido, io credo invece che ci sia stato un lavoro serio di scambio di posizioni, tant’è che anche chi ha votato contro ha riconosciuto e detto di aver apprezzato questo impegno pur manifestando la propria contrarietà. Questo è fondamentale per la logica democratica.”
Non teme che questo cambiamento e il discusso aumento delle tasse possano in qualche modo scoraggiare le nuove iscrizioni rendendo meno attrattiva l’Unimc?
“Assolutamente no, anzi, sono convinto del fatto che si sia rimarcata una cosa: a Macerata costa comunque molto meno studiare. Alla fine la contribuzione resta comunque più bassa rispetto alla media. Noi non vogliamo assolutamente raggiungere gli altri atenei vogliamo solo che l’intero sistema sia più giusto e ragionevole. Il modello è propositivo e vuole avvicinare anziché allontanare gli studenti.”
Come stanno dunque più in generale le finanze dell’Università?
“Stanno come in generale stanno i bilanci degli atenei italiani. Bisogna ragionare e fare sacrifici. Lo chiedo agli studenti ma soprattutto a docenti e a chiunque operi nell’Università. Chi ci osserva da fuori non può non notare un impegno ai fini del protagonismo degli studenti, basti pensare al Festival ed alla campagna pubblicitaria. Ci stanno a cuore, la realtà è che le cose complesse non si risolvono con la demagogia ma con proposte serie e argomentate.”
Prevede un autunno caldo? Come si ricucirà lo strappo con gli studenti che protestano?
“Non sono preoccupato, sono convintissimo della bontà e della giustizia sociale della delibera. Tutti concordano sul fatto che il sistema attuale sia più ingiusto. Pensi che al momento chi ha un reddito ISEE di 19.000 euro paga la stessa somma di chi invece ce l’ha a 200.000 euro. Non credo ci sia uno strappo da ricucire. Oggi protestavano in pochi, credo 15. Non sono neanche sicuro che si tratti di studenti di Macerata, in alcuni casi neanche di studenti. Mi sembrano giovani che fanno propaganda, girano con telecamere e macchine fotografiche ma fanno informazione senza argomenti.”
Nel frattempo nello studio del Rettore arriva una telefonata: un giornalista chiede commenti sui risultati ottenuti dall’ateneo nell’ambito della classifica annuale del Censis: “Sono poco attratto dalle graduatorie, molto dipende infatti dai criteri che si scelgono. In questo caso il Censis ha una lunga tradizione e si rivolge a indicatori relativi ai servizi offerti agli studenti. Il nostro buon risultato valorizza l’impegno verso i servizi agli studenti, in particolare le ottime posizioni ottenute dalle singole facoltà, in particolare il quarto posto in Italia di Lettere ed il quinto di Scienze della Formazione.”
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A tal proposito l’Università di Macerata ha diffuso oggi pomeriggio una nota stampa:
Dopo ben sei anni l’Università di Macerata adegua la contribuzione studentesca – ma raddoppiando le risorse per premiare il merito – alla luce degli indici Istat sul costo della vita, dell’aumento dei servizi erogati e dell’incremento dei docenti di ruolo, che sono passati dai 185 dell’inizio del 2005 ai 311 odierni e che assicurano, dunque, una maggiore continuità nell’erogazione della didattica, peraltro in corso di riorganizzazione e di riqualificazione.
Il Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, inoltre, ha certificato che l’attuale rapporto tra contribuzione studentesca e Fondo di finanziamento ordinario si attesta tra il 15 e il 16%, quindi ben al di sotto del limite del 20% stabilito per legge e già superato da decine di atenei. Le tasse di Unimc continueranno a rimanere, comunque, le più basse delle Marche. Come è noto, negli ultimi anni molte Università italiane hanno aumentato il livello della contribuzione, mentre la contribuzione studentesca pro-capite a Unimc si attesta tra le più basse di Italia (vedi dati pubblicati dal Sole 24 ore del 18/07/11 allegato).
La ridefinizione del sistema contributivo studentesco – approvata stamattina dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo – è stata condotta nel pieno rispetto del dettato costituzionale, secondo il quale “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Le fasce Isee sono state ampliate ed aumentate da sei a nove. Gli aumenti più significativi riguardano le fasce Isee più alte e i fuori corso a partire dal terzo anno. Per la fascia più bassa degli studenti in corso l’aumento è solo di 30 euro. Per i fuori corso, la contribuzione aumenterà solo a partire dal secondo anno fuori corso del 10% rispetto alle corrispondenti tasse richieste agli iscritti in corso, per salire al 15% del terzo anno e al 20% per gli iscritti al quarto anno fuori corso ed oltre.
Raddoppiano le risorse per premiare il merito: le riduzioni aumenteranno da 160 a 300 euro, anche in aggiunta alla riduzioni per reddito. Per ottenerle, lo studente che si iscrive al primo anno dovrà aver riportato il punteggio massimo alla maturità o nella laurea triennale, per i corsi magistrali. Per quanto riguarda le iscrizioni successive al primo anno, i crediti e i voti medi da acquisire sono stati rimodulati a seconda dei corsi di laurea, sulla base di precise e trasparenti regole che tengono conto dell’effettivo impegno negli studi.
Si calcola che con il nuovo sistema l’Ateneo erogherà circa 700 borse di merito di 300 euro ciascuna. Per fare alcuni esempi, uno studente meritevole nella fascia Isee più bassa pagherà 140 euro, meno dell’anno precedente. Per uno studente con Isee compreso – tra i 19 mila e i 25 mila euro – che non raggiunga i requisiti di merito, l’aumento sarà di 120 euro.
Questi adeguamenti sono necessari, affinché l’Ateneo, che per la qualità delle sue strutture è stato valutato dal Censis tra le cinque migliori università medie, possa continuare a potenziare ulteriormente i già ricchi servizi offerti: certificazioni linguistiche, orientamento, servizi informatici e multimediali, wi-fi gratuito, supporto mirato agli studenti disabili, sportello stage e orientamento al lavoro, posta elettronica, mobilità internazionale, corsi Ecdl, fondi per attività culturali. Per non parlare delle 29 biblioteche specialistiche, della moderna biblioteca centrale aperta anche dopo cena, di un polo informatico all’avanguardia con 160 postazioni e 10 aule, delle centinaia di borse di studio per l’estero, del finanziamento del progetto Nmun, grazie al quale gli studenti possono vivere in prima persona i lavori dell’Onu a New York, e dei seminari a Lovanio.
Quest’anno, inoltre, è stato organizzato il primo festival dell’Ateneo, l’Unifestival degli studenti, che ha riempito le piazze per tre serate consecutive, ed è aumentato di 80 mila euro il contributo al Cus, per offrire attività sportive sempre migliori. A ottobre partirà l’Istituto Confucio di lingua e cultura cinese, che valorizzerà ulteriormente la ricerca e l’offerta formativa dell’Ateneo, e saranno erogate – come sempre – le borse di studio a copertura totale delle tasse per gli allievi della Scuola di studi superiori.

