Ad Unicam un convegno sulle ecomafie

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In anteprima per la regione Marche, sarà presentato domani 15 giugno all’Università di Camerino il Rapporto Ecomafie 2011, alla presenza di Enrico Fontana di Legambiente, che sarà introdotto da Luigino Quarchioni di Legambiente Marche.

L’incontro, promosso dalla Scuola di Scienze Ambientali in collaborazione con Legambiente Marche, con la School of Advanced Studies UNICAM-curriculum ‘Work and Legality’, e con la Società Italiana di Geologia Ambientale, si terrà presso la Sala degli Stemmi del Palazzo ducale a partire dalle ore 17, sarà presieduto dal  prof. Marco Giovagnoli, della Scuola di Scienze Ambientali.

Dopo i saluti introduttivi saranno presentate le ricerche dei Dottorandi del Curriculum “Work and Legality” della School of Advanced Studies di UNICAM: Baris Cayli, Febo Ulderico della Torre di Valsassina, Maria Lasa de Los Angeles. Seguirà poi la presentazione del rapporto di Legambiente sulle Ecomafie.

30.824 illeciti ambientali accertati nel 2010, 84 al giorno, 3,5 ogni ora 19,3 miliardi di euro di fatturato, 2milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati,26.500 nuovi immobili abusivi stimati, 290 i clan coinvolti: questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto 2011.

1.117 chilometri. Più  o meno da Reggio Calabria a Milano. Questa la lunga strada che 82.181 tir carichi di rifiuti potrebbero coprire. Una interminabile autocolonna “immaginata” sommando i quantitativi di rifiuti (2 milioni di tonnellate) sequestrati solo in 12 delle 29 inchieste per traffico illecito di rifiuti messe a segno dalle forze dell’ordine nel corso del 2010. Una strada impressionante eppure ancora sottostimata, perché i quantitativi sequestrati sono disponibili per meno della metà delle inchieste ma anche perché, com’è noto, viene normalmente individuata solo una parte delle merci trafficate illegalmente.

540 campi da calcio, invece, possono rendere l’idea del suolo consumato nel 2010 dall’edilizia abusiva, con 26.500 nuovi immobili stimati. Una vera e propria cittadina illegale, con 18.000 abitazioni costruite ex novo e la cementificazione di circa 540 ettari.

“Come un virus, con diverse modalità di trasmissione e una micidiale capacità di contagio. Questa l’immagine dell’ecomafia che emerge dal rapporto 2001 – ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e legalità dell’associazione -. Un virus che avvelena l’ambiente, inquina l’economia, mette in pericolo la salute delle persone; che ha un sistema genetico locale e una straordinaria capacità di connessione su scala globale. I fenomeni di criminalità ambientale continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenze, determinando impressionanti sottrazioni di risorse naturali e gravi distorsioni dell’economia, con significativi contraccolpi sulle possibilità di crescita per le imprese virtuose. Eppure, nonostante i ripetuti allarmi, poco o nulla è stato fatto sul versante della prevenzione e degli strumenti indispensabili per prosciugare il “brodo di cultura” del virus eco mafioso, che così continua a diffondersi e moltiplicarsi approfittando di gravi sottovalutazioni, molte complicità e troppi silenzi”.


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